Nessuna sfiducia per Cavadini

comuneLa maggioranza sostiene il proprio assessore alla Cultura, vengono approvate le zone non metanizzate e bocciata la Suap di BonBer alla rotonda alla fine di via Paoli su cui due consiglieri di maggioranza escono però dall’aula con le opposizioni

Sfiducia

Nella seduta di lunedì 9 dicembre il Consiglio comunale di Como ha finito di discutere sulla mozione di sfiducia presentata da parte delle opposizioni all’assessore alla Cultura della Giunta Lucini Luigi Cavadini.

E sul buco di 200mila euro è intervenuto per la maggioranza Marco Tettamanti, capogruppo di Como civica, ricordando «gli esiti alterni, senza fare polemica» delle mostre organizzate precedentemente dal’ex assessore, ora all’opposizione, Sergio Gaddi. Un lungo elenco che va da Brueghel con 52mila euro di attivo, Boldimi, nel 2011 con meno 63mila, Rubens, nel 2010, con meno 211mila, fino a Picasso con meno 500mila. «L’obiettivo, l’assessore Cavadini, è parzialmente sbaglito – ha invece Stefano Legnani – la Giunta e la maggioranza tutta fin dall’inizio hanno creduto in questo progetto». Il capogruppo del Pd, ribadendo l’intenzione di proseguire nel percorso tracciato, ha parlato di obiettivi culturali diversi rispetto alle precedenti mostre e dei dubbi sulla spettacolarizzazione dell’arte e le mostre cosiddette blockbuster, con un invito a non guardare solo l’aspetto economico e una sola autocritica: «Qualche errore c’è stato sul discosrso della comunicazione».

Ma al di là del buco di bilancio, pur rimarcato da Ada Mantovani, Adesso Como, il tasto dolente per l’opposizione è stato quello dei visitatori. «Più visitatori, vogliono dire più visibilità in tutto il mondo» e una ricaduta economica per la città ha detto Enrico Cenetiempo, Pdl, «una mostra così avrebbe potuto stare benissimo in Pinacoteca».

Troppo per addetti ai lavori la critica che ha fatto anche nella replica il presentatore della mozione Marco Butti, Gruppo misto, che ha poi citato il discorso del nuovo segretario nazionale del Pd Matteo Renzi della sera precedente. «Niente più alibi, bisogna avere il coraggio di dire le cose con chiarezza», riconoscendo ad un unico consigliere di maggioranza Marco Servettini, Amo la mia città, di aver riconosciuto l’insuccesso della mostra, «la classe politica riconosca quando si sbaglia». Butti ha ribattuto poi punto su punto ai difensori dell’assessore e soprattutto a Patrizia Lissi, Pd. «Lei ha detto che bisogna riconoscere che la crisi ha fatto diminuire del 10 per cento gli ingressi alle mostre – ha detto all’indirizzo della consigliera –, ma anche così aggiungendo questa percentuale alle presenze della mostra si raggiungerebbero le 18.500 unità ben lontane dai 50mila visitatori prospettati dall’assessore».

Al voto, segreto, non ha partecipato, come annunciato, la Lega Nord e con 18 voti contrari e una nulla, presumibilmente della maggioranza, e 9 contrari, la minoranza, la mozione è stata bocciata.

Zone non metanizzate

Come ogni anno è stata presentata dall’assessore competente Bruno Magatti, la mappa delle zone non metanizzate che permette a chi vi rientra di poter ottenere un po’ di sconto sul gasolio e il gpl per il riscaldamento. Non c’è stata alcuna variazione rispetto all’anno precedente ha spiegato l’assessore e la proposta è passata all’unanimità, astenuto il solo capogruppo di Adesso Como Alessandro Rapinese.

Bon-Ber in via Paoli

L’assessore Lorenzo spallino ha quindi presentato il primo procedimento arrivato in aula grazia allo sportello unico per le attività produttive (Suap). Si tratta di un intervento a ridosso della rotonda alla fine della via Pasquale Paoli per la costruzione di un fabbricato di un paio di piani per 8.800 metri quadri. Una vicenda frutto di un iter abbastanza accidentato e complicato. La proposta di espansione dell’attività produttiva della concessionaria non era stata accolta all’interno dei provvedimenti urbanistici del Comune per un’area che dovrebbe essere a verde. Anche le osservazioni fatte al Pgt, nel corso della sua approvazione, non sono state accolte, di qui il passaggio attraverso il Suap fatto dall’azienda, che dopo i passaggi negli uffici approda in aula senza discussione in Giunta, due invece i passaggi in Commissione, e andrebbe a modificare il Pgt, che verrà pubblicato, e quindi entrerà in vigore, il 18 di questo mese. «Rispetto a quale strumento urbanistico si va in variante? – ha chiesto Cenetiempo – Il Pgt non è ancora stato approvato». Un dubbio sulla correttezza del procedimento che ha fatto decidere all’opposizione di uscire dall’aula al momento del voto, ma che ha creato qualche tentennamento anche in maggioranza. Gioacchino Favara, Pd, ha annunciato la decisione di non partecipare dato il poco tempo avuto per approfondire l’esame del provvedimento e con lui è uscito anche il collega di partito Vito De Feudis. La proposta emendata dalla maggioranza con le motivazioni che portano a respingere la richiesta, sostanzialmente la tutela di una zona destinata al verde, è stata così approvato dalla sola maggioranza meno due. [Michele Donegana – ecoinformazioni]

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