Parcheggio sotterraneo preoccupante

legambientePrecoccupazione e perplessità per l’idea di un parcheggio sotterraneo in Viale Varese a Como. Michele Marciano, presidente del circolo comasco Angelo Vassallo di Legambiente, pur non dichiarandosi ideologicamente contrario a interventi di tale tipo, ritiene che l’idea non centri l’obbiettivo prioritario che è la riduzione dell’inquinamento: «Il vero problema della città è limitare la pressione del traffico privato sul centro storico che avvelena l’aria e rende impossibile ogni forma di mobilità dolce  per l’ assenza di piste ciclabili (Como è in fondo alla classifica delle città europee con i suoi sei centimetri di pista ciclabile per abitante)». Leggi nel seguito l’intervento di Legambiente.

«Leggiamo con preoccupazione l’annuncio di una proposta per la costruzione di un parcheggio sotterraneo in Viale Varese lungo le mura della città medievale.

Non siamo pregiudizialmente né ideologicamente contrari a un’opera del genere, ciò che domandiamo è se quest’opera è necessaria ed opportuna ai fini di un progetto di mobilità e sosta  per la città di Como, non solo per l’esistenza dell’ampio parcheggio “Ticosa” a soli 250 metri dalle mura, ma anche per l’area archeologica specifica del sito e per la natura del terreno con rischio di smottamento delle mura e del costruito circostante  che riprodurrebbe un nuovo pasticcio  “paratie” con tutte le conseguenze che ben conosciamo.

Il problema vero perciò è capire qual è il progetto per la mobilità e la sosta  in questa città. Negli ultimi 10/15 anni a Comosono stati realizzati parcheggi per oltre 2.500 nuovi posti auto (ex Zoo, Valduce, ex Ticosa, Val Mulini, area FS….) tutti parcheggi dentro o limitrofi al centro storico, ma puntualmente si è riprodotta l’equazione: più parcheggi = più traffico.

Como è una piccola città  di circa 86.000 abitanti, con una notevole rete di trasporto pubblico: due linee ferroviarie, che attraversano la città, con 8 stazioni urbane, una rete capillare di traporto pubblico su gomma e un potenziale trasporto lacuale. Il vero problema della città è limitare la pressione del traffico privato sul centro storico che avvelena l’aria e rende impossibile ogni forma di mobilità dolce  per l’ assenza di piste ciclabili (Como è in fondo alla classifica delle città europee con i suoi sei centimetri di pista ciclabile per abitante).

Un vero progetto di mobilità a Como è contenuto nelle proposte  di “Agenda 21” che la precedente Amministrazione promosse nel 2005 ma che seppellì immediatamente in qualche cassetto degli uffici comunali. Proposte che andrebbero adeguate alla luce delle novità edelle esperienze intervenute in questi ultimi tempi, in particolare con l’esempio dell’ “Area C” di Milano. Non a caso il Consigliere Regionale del PD Giuseppe Villani, in un suo recente intervento sulla mobilità e l’inquinamento in Lombardia ha proposto di estendere ad altre città lombarde l’esperienza milanese che  come tutti ricorderanno, sollevò tante proteste all’annuncio ma rispetto alla quale oggi nessuno si sognerebbe di tornare indietro.

Pensiamo che proposte disarticolate da un progetto organico della mobilità cittadina rischino di aggravare anziché risolvere i problemi del traffico e dell’inquinamento. Ci auguriamo che questa Amministrazione voglia aprire al più presto un tavolo di confronto con le Rappresentanze culturali, sociali e produttive, come già avvenne per “Agenda 21”, e costruire con esse un percorso che faccia finalmente di Como una città europea». [Michele Marciano, presidente del Circolo Legambiente di Como Angelo Vassallo]

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