Giorno: 15 Gennaio 2014

Ex Ticosa: Como vuole chiudere la bonifica

ex ticosaPalazzo Cernezzi chiede al Governo di poter: «Escludere dal patto di stabilità gli oneri di smaltimento».

 

«Ritenendo prioritario e strategico chiudere quanto prima la bonifica della Ticosa, la giunta ha deliberato oggi [mercoledì 15 gennaio] di chiudere gli ultimi pagamenti in sospeso con l’impresa che sta eseguendo i lavori e che ammontano a circa un milione e 500mila euro – spiega una nota dell’amministrazione comunale comasca –. Il Comune di Como, attraverso l’assessore all’Ambiente Bruno Magatti, si è fatto altresì promotore di una proposta affinché a livello governativo gli oneri di smaltimento dovuti per i materiali contenenti sostanze pericolose vengano esclusi dal patto di stabilità cui sono sottoposti i bilanci comunali».

«Mi auguro che la mia proposta, affidata all’onorevole Chiara Braga, arrivi presto sul tavolo del ministro dell’Ambiente e poi del governo – dichiara Magatti –.  Si tratta di spese che incidono quasi totalmente sul totale dei lavori. Spero che a Roma se ne prenda atto e si possa procedere in questo senso nell’interesse stesso dei cittadini. Diversamente nessuna amministrazione, visti i bilanci attuali, si impegnerà nelle bonifiche». [md – ecoinformazioni]

Donne davanti alla giustizia del Lombardo-Veneto

agedL’Aged invita giovedì 16 gennaio dalle 15 alle 18, nell’ambito delle iniziative formative organizzate dall’associazione, all’incontro Storia e diritto penale. Donne davanti alla giustizia del Lombardo-Veneto – stupro, aborto, esposizione di infante in indagini e sentenze penali tra il 1818 e 1862 tratte dall’Archivio di Stato di Como. Presenta Marcello Iantorno. Relatrici: l’autrice Licia Badesi e M. Dominique Feola, docente aggregata di diritto civile e diritto di famiglia, Università degli studi dell’Insubria.

Diritti/ Il centrosinistra assicuri la possibilità di spostarsi

sel comoIda Sala del Comitato lombardo della vita indipendente delle persone con disabilità e Marco Lorenzini, coordinatore provinciale di Sel Como, partendo dalla discriminazione subita da Eva Sganzerla, sottolineano l’importanza vitale del diritto a spostarsi per le persone che hanno maggiori difficoltà a spostarsi e chiedono al governo della città di Como di intervenire: «Non importa se non lo ha mai fatto prima, intanto comincino a farsi un quadro della situazione con l’aiuto delle associazioni che, sul territorio, si occupano di disabilità, sforzandosi di mantenere il discorso sul piano dei diritti e non lasciandolo precipitare nella valle di lacrime dei servizi speciali». Leggi nel seguito il testo della nota diffusa il 15 gennaio.

«Il fatto accaduto la scorsa settimana e riportato dal quotidiano la Provincia domenica 12 gennaio riguardate Eva Sganzerla di Albate, che è stata lasciata due ore alla fermata del bus, è l’ennesima e costante , perché messa a sistema, discriminazione nei confronti delle persone con disabilità. È una discriminazione che delle persone che hanno difficoltà di deambulazione debbano, per poter prendere il bus prenotarsi giorni (o ore, non importa) prima. È un complicare la vita a chi ce l’ha già più complicata degli altri. Ma ancor più grave è che a un simile regolamento si aggiunga l’impossibilità di prendere il mezzo perché sprovvisto della pedana sollevatrice o perché guasta. A quanto pare le cose non sono cambiate da quando, per mezzo dell’allora consigliere Magatti, fu denunciata la situazione all’assessore Cattaneo della giunta Bruni e alla direttrice dell’azienda dei trasporti. Furono chieste fermate accessibili, pedane funzionanti, autisti in grado di azionarle (non sempre così) e un atteggiamento da parte loro più civile. Alle promesse non seguirono, evidentemente, i fatti. La possibilità di spostarsi sul territorio offre alle persone opportunità fondamentali, diritti, dal poter provvedere a se stessi al frequentare i luoghi di studio e di lavoro, dall’intessere relazioni affettive e parentali a frequentare associazioni, luoghi pubblici e culturali, di culto, politici eccetera, insomma le cose che fa una persona normale. A maggior ragione questa possibilità di spostamento deve essere assicurata a quelle persone che hanno maggiori difficoltà di spostamento. Ecco perché ci aspettiamo che una giunta di centrosinistra debba di sua iniziativa occuparsi di questo tema. Non importa se non lo ha mai fatto prima, intanto comincino a farsi un quadro della situazione con l’aiuto delle associazioni che, sul territorio, si occupano di disabilità, sforzandosi di mantenere il discorso sul piano dei diritti e non lasciandolo precipitare nella valle di lacrime dei servizi speciali». [Ida Sala, Comitato lombardo della vita indipendente delle persone con disabilità, Marco Lorenzini, coordinatore provinciale di Sel Como]

 

 

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