Libera verso il 21 marzo: la memoria è il motore dell’impegno

Giuseppe_Bommarito

Venerdì 22 febbraio a Cantù, insieme a Libera, Francesca Bommarito ha condiviso la sua testimonianza di familiare di una delle centinaia di vittime della mafia. Nella salone dell’oratorio di Mirabello, Francesca ha raccontato la storia del fratello Giuseppe, appuntato dei Carabinieri ucciso insieme ai colleghi Mario D’Aleo e Pietro Morici il 13 giugno del 1983 a Palermo. Il suo ricordo era però unito a quello di altre decine di persone uccise in quegli anni in Sicilia, che hanno pagato con la vita la loro scelta di giustizia e servizio verso lo Stato e di lotta contro i poteri mafiosi: «Mi sconvolge sentire come gli assassini parlano e organizzano gli omicidi, spesso non conoscono nemmeno chi devono ammazzare, tanto sono disumanizzati. Io credo che i vari Riina, Provenzano, Bagarella non siano però i veri mandanti di tutti quei delitti, ma solo dei “grandi pupi”, perché i “pupari” che muovono i loro fili sono politici, direttori di banca e uomini di potere che restano impuniti». L’importanza di chiamare per nome ciascuno dei caduti per mani mafiose viene sottolineata da Bommarito, che ha spiegato anche quanto sia indispensabile per i familiari ricordare tutte le vittime, specialmente le meno conosciute: per questo motivo Libera da diciotto anni il 21 marzo raduna questi parenti in una diversa città d’Italia, leggendo ad alta voce tutti i nomi e i cognomi delle persone uccise e rinnovando l’impegno corresponsabile affinché il ricordo diventi azione e concretezza per chiedere giustizia e verità, per combattere realmente ogni organizzazione e sopruso mafioso. L’incontro di venerdì 22 febbraio si è aperto con la cena nel circolo Arci Mirabello a base di prodotti di Libera Terra, grazie al contributo del comitato Soci Coop di Cantù, provenienti dai terreni confiscati alle mafie ed è stato l’occasione per iniziare il mese che porterà a venerdì 21 marzo, quando con una manifestazione serale anche a Como verrà celebrata la XIX Giornata della memoria e dell’impegno in ricordo delle vittime delle mafie. «Mi piacerebbe – ha detto Francesca Bommarito – che tutte le persone perbene di questo paese, che sono la grande maggioranza, si guardassero allo specchio, riconoscessero la propria forza, la propria bellezza e andassero avanti a lottare». [Tommaso Marelli, ecoinformazioni]Bommarito Cantù 22 febbraio 2014

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