Libera Como

19 marzo/ Libera ad Oltrona per coltivare collettività contro le mafie

Libera a Como e Varese, insieme alla parrocchia di Rebbio e al decanato di Appiano Gentile, organizza domenica 19 marzo una giornata di lavoro e formazione per organizzare le opreazioni di manutenzione e cura dell’ex maneggio ad Oltrona di San Mamette (in provincia di Como); la struttura è stata confiscata nelle operazioni contro la ‘ndrangheta e le infiltrazioni mafiose nel territorio comasco, ed in attesa dell’assegnazione definitiva Libera, con la parrocchia e il decanato, ha deciso di lavorare per restituirla nuovamente alla cittadinanza come spazio sociale, anche in vista della Giornata della memoria e dell’impegno in ricordo delle vittime innocenti delle mafie del 21 marzo, centrale nelle attività dell’associazione.

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2 marzo/ FuoriFuoco con Libera contro le mafie

Giovedì 2 marzo alle 21 al cinema Astra a Como in viale Giulio Cesare 3 proiezione del documentario Il padrino e lo scrittore di Marco Tagliabue. Seguirà dibattito organizzato dalla redazione del collettivo FuoriFuoco con il coordinamento di Libera Como. L’ingresso gratuito.

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Video/ Campo libero

Un’ora e mezza in diretta per raccontare la significativa esperienza dei campi di lavoro (e di educazione alla lotta attiva contro le mafie) nei territori confiscati. Nella serata di martedì 24 novembre, organizzata da Arci Como e Libera, Viola Acciaretti, volontaria Arci, ha raccontato la sua esperienza a Castel Volturno.

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E!state liberi!

Nella serata di martedì 24 novembre si è svolta online su Gotomeeting Campo libero, iniziativa organizzata da Libera contro le mafie, Arci Como ed ecoinformazioni per informare sulle mafie e su come combatterle.
Gli ospiti della serata sono stati Stefano Tosetti, di Libera Como, e Viola Acciaretti, volontaria al campo di Libera di Castel Volturno 2020.

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ARCI COMO WebTV/ “Èstate con noi”/ Nuove resistenze da conoscere/ Luca Federici e la resistenza antimafia

Dalle 12/ L’intervento di Luca Federici della Ri-Maflow di Trezzano sul Naviglio e soprattutto rappresentante di Libera. Federici fa parte di un gruppo di lavoratrici e lavoratori, in grande maggioranza licenziati dalla Maflow di Trezzano sul Naviglio, chiusa definitivamente nel dicembre 2012 a causa di infiltrazioni mafiose, che ha recuperato la fabbrica, riconvertendola da automotive verso il riuso e il riciclo di apparecchiature elettriche ed elettroniche e sta dando vita a una vera e propria Cittadella dell’altra economia. Vai al sito della Ri-Maflow cliccando qui.

I programmi del 7 luglio.

La programmazione completa di Arci Como WebTV.

Una lista che si allunga e un’altra ancora tutta da urlare

Si è svolta anche a Como la commemorazione delle vittime delle mafie, innocenti perché mai affiliate o corresponsabili di crimini. Molte persone hanno collaborato, alcune classi, gli scout, esponenti dell’associazionismo, del sindacato, rappresentanti delle istituzioni e personalità politiche. Come di consueto, è stata una cerimonia toccante con la lettura di centinaia di nomi di vittime, resa ancora più potente dai foglietti colorati che sulle mura del Broletto sintetizzavano la storia di alcune di loro.

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Un nuovo blog ecoinformazioni/ Libera Como

Libera Como, associazioni, nomi e numeri contro le mafie, da qualche giorno ha aperto un nuovo blog che arricchisce il network di informazione partecipata di Arci-ecoinformazioni. Contenuti, scelte editoriali e attività saranno  autonomi dalla redazione di ecoinformazioni, ma saranno sviluppate tutte le collaborazioni e sinergie possibili. Di seguito il testo di presentazione del nuovo sito.  Vai al blog. (altro…)

Decreto Salvini: un “regalo” alle mafie?

Quale sarà il destino dei 14875 immobili e delle 952 aziende sequestrati e confiscati a mafie e corrotti sul territorio nazionale (1) che dovrebbero essere restituiti alla comunità? Il riutilizzo con finalità pubbliche e sociali previsto dalla legge 109/96 che coronava il sogno di chi, a cominciare da Pio La Torre, aveva pagato con la propria vita l’impegno per sottrarre ai clan i loro patrimoni, rischia di essere impedito o quantomeno limitato dal “decreto sicurezza” recentemente approvato al Senato, con il quale si liberalizza la vendita ai privati dei beni confiscati ai boss mediante aste pubbliche. (altro…)

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