Giornata della Memoria e dell’Impegno in ricordo delle vittime delle mafie

21 marzo/ L’Arci con Libera/ #ResistenzaVirale per la XXV Giornata della memoria e dell’impegno antimafia

Il 21 marzo sarà la XXV Giornata della memoria e dell’impegno in ricordo delle vittime innocenti delle mafie promossa da Libera. Ma quest’anno, a causa dell’epidemia di Covid-19, non sarà possibile il suo consueto svolgimento, a Palermo come su tutto il territorio italiano. L’Arci di Como con l’Arci Nazionale, nell’ambito della campagna di #ResistenzaVirale, ribadisce l’impegno dell’associazione nella lotta alle mafie, per una legalità democratica, per ricordare le centinaia di vittime innocenti di tutte le mafie.
Il 21 Marzo la Web tv di Arci Como, che dal 20 marzo sarà online sui siti di Arci Como e di tutti i circoli della provincia, dedicherà ampio spazio con video ed immagini alla lotta contro le mafie.

Como ricorda le vittime innocenti delle mafie

DSCN9541.JPG21 marzo: la data della Giornata nazionale della memoria e dell’impegno in ricordo delle vittime innocenti delle mafie non è certo casuale. La ricorrenza è stata ufficialmente istituita dalla legge dell’1 marzo 2017, ma è stata celebrata già dal 1996 in corrispondenza del primo giorno di primavera, a simboleggiare il rinnovo della vita e della speranza, ma anche una rinata volontà di attivarsi per coltivare quei valori civili che costituiscono il primo e più efficace antidoto alla criminalità organizzata e a chi la esercita e la diffonde: memoria e impegno dei singoli e della collettività, dunque, ma anche giustizia, democrazia, nonviolenza, attenzione verso il prossimo.

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15 e 16 marzo/ Appiano Gentile e Lipomo/ Vento di primavera: Libera Como incontra Don Luigi Merola

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In attesa della Giornata nazionale della Memoria e dell’impegno in ricordo delle vittime innocenti delle mafie, 21 marzo, Libera Como organizza Vento di primavera, un doppio incontro con Don Luigi Merola, prete attivo a Napoli contro la camorra. (altro…)

21 marzo/ Da Como a Bologna con Libera

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La verità illumina la giustizia, questo lo slogan scelto per XX Giornata delle memoria e dell’impegno in ricordo delle vittime innocenti delle mafie che si svolgerà a Bologna sabato 21 marzo promossa dalle associazioni Libera e Avviso pubblico. Sono attesi in centocinquantamila in corteo a Bologna per far partire una svolta nella storia del paese che deve dire «basta con queste forme di criminalita, e’ da secoli che ci sono, non e’ possibile, non e’ civile un paese che si trascina per secoli e che non conosce la verita’ su di una strage» usando le parole di don Ciotti. Da Como un pullman organizzato dal coordinamento provinciale di Libera Como parteciperà alla manifestazione. Scarica la locandina dell’evento. Scarica il messaggio del presidente della Repubblica Sergio Mattarella.  Presto on line l’articolo di Lorenzo Lembo.

21 marzo/ Letture di mafia alla Coop

letturedimafiacoopSabato 21 marzo alle 11 in occasione della giornata della Memoria e dell’impegno per le vittime innocenti di tutte le mafie il Comitato soci Coop di Como organizza ed invita a partecipare all’iniziativa Letture di mafia (a cura del Teatro d’acqua dolce) che si terrà al punto vendita di via Giussani a Como. L’iniziativa sarà seguita da una degustazione di prodotti Libera Terra.

Libera verso il 21 marzo: la memoria è il motore dell’impegno

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Venerdì 22 febbraio a Cantù, insieme a Libera, Francesca Bommarito ha condiviso la sua testimonianza di familiare di una delle centinaia di vittime della mafia. Nella salone dell’oratorio di Mirabello, Francesca ha raccontato la storia del fratello Giuseppe, appuntato dei Carabinieri ucciso insieme ai colleghi Mario D’Aleo e Pietro Morici il 13 giugno del 1983 a Palermo. Il suo ricordo era però unito a quello di altre decine di persone uccise in quegli anni in Sicilia, che hanno pagato con la vita la loro scelta di giustizia e servizio verso lo Stato e di lotta contro i poteri mafiosi: «Mi sconvolge sentire come gli assassini parlano e organizzano gli omicidi, spesso non conoscono nemmeno chi devono ammazzare, tanto sono disumanizzati. Io credo che i vari Riina, Provenzano, Bagarella non siano però i veri mandanti di tutti quei delitti, ma solo dei “grandi pupi”, perché i “pupari” che muovono i loro fili sono politici, direttori di banca e uomini di potere che restano impuniti». L’importanza di chiamare per nome ciascuno dei caduti per mani mafiose viene sottolineata da Bommarito, che ha spiegato anche quanto sia indispensabile per i familiari ricordare tutte le vittime, specialmente le meno conosciute: per questo motivo Libera da diciotto anni il 21 marzo raduna questi parenti in una diversa città d’Italia, leggendo ad alta voce tutti i nomi e i cognomi delle persone uccise e rinnovando l’impegno corresponsabile affinché il ricordo diventi azione e concretezza per chiedere giustizia e verità, per combattere realmente ogni organizzazione e sopruso mafioso. L’incontro di venerdì 22 febbraio si è aperto con la cena nel circolo Arci Mirabello a base di prodotti di Libera Terra, grazie al contributo del comitato Soci Coop di Cantù, provenienti dai terreni confiscati alle mafie ed è stato l’occasione per iniziare il mese che porterà a venerdì 21 marzo, quando con una manifestazione serale anche a Como verrà celebrata la XIX Giornata della memoria e dell’impegno in ricordo delle vittime delle mafie. «Mi piacerebbe – ha detto Francesca Bommarito – che tutte le persone perbene di questo paese, che sono la grande maggioranza, si guardassero allo specchio, riconoscessero la propria forza, la propria bellezza e andassero avanti a lottare». [Tommaso Marelli, ecoinformazioni]Bommarito Cantù 22 febbraio 2014

Libera verso la Giornata della memoria e dell’impegno/ 22 febbraio

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 Sabato 22 febbraio a Cantù due momenti per avvicinarsi alla Giornata della memoria e dell’impegno in ricordo delle vittime innocenti delle mafie: alle 19 una cena con i prodotti di Libera terra e l’opportunità di tesserarsi a Libera; alle 21 un incontro con il Coordinamento regionale lombardo dei familiari delle vittime di mafia, per conoscere e comprendere il valore della memoria e l’importanza dell’impegno quotidiano. Dal 1996 ogni 21 marzo Libera. Associazioni, nomi e numeri contro le mafie celebra la Giornata della Memoria e dell’Impegno per ricordare le vittime innocenti di tutte le mafie. Il 21 marzo, primo giorno di primavera, è il simbolo della speranza che si rinnova ed è anche occasione di incontro con i familiari delle vittime che in Libera hanno trovato la forza di risorgere dal loro dramma, elaborando il lutto per una ricerca di giustizia vera e profonda, trasformando il dolore in uno strumento concreto, non violento, di impegno e di azione di pace. Quest’anno la giornata si terrà a Latina, sabato 22 marzo: Radici di memoria, frutti di impegno, il titolo non casuale che vuole raccontare di una terra di straordinarie potenzialità, una terra di cui difendere e valorizzare i frutti attraverso un impegno che ha bisogno della corresponsabilità di tutti. Nel percorso di avvicinamento a questa giornata, il Coordinamento provinciale di Libera a Como propone per sabato 22 febbraio un incontro con il coordinamento regionale dei familiari delle vittime in Lombardia, per raccontare e spiegare l’importanza della memoria e la forza dell’impegno verso chi ha perso la propria vita a causa della violenza mafiosa. L’appuntamento, aperto a tutti, è per sabato 22 febbraio alle 21 nell’oratorio di Mirabello a Cantù (via Lombardia 7). L’incontro sarà preceduto da una cena con prodotti Libera Terra provenienti dalle terre confiscate alle mafie: Libera pizza. Sarà possibile cenare dalle 19:00 in poi nel circolo Arci Mirabello di Cantù (via Tiziano 5) al prezzo di 12€ che comprende pizza, bibita, dolce e caffè (10€ per gli Under19). Per la cena occorre prenotare entro mercoledì 19 febbraio scrivendo una mail all’indirizzo versoliberacantu@gmail.com. Durante la serata sarà anche possibile tesserarsi a Libera per l’anno 2014. Scarica e condividi il volantino dell’iniziativa.

Cambia nome con una vittima delle mafie

vitimeIn occasione del 21 marzo Giornata della memoria e dell’impegno in ricordo delle vittime delle mafie  Libera invita tutti e tutte a cambiare  il nome del proprio profilo facebook e la foto con una vittima di mafia, per dare un segno ancora più forte dell’ impegno nella lotta alle mafie e per ricordare chi ha perso la vita a causa delle mafie. Info qui. Su liberanet.org si trovano i nomi e le storie delle vittime della mafia.

Da Como a Firenze per la Giornata della memoria delle vittime innocenti della mafia

17marzolibera Sabato 16 marzo a Firenze si celebra l’annuale “Giornata della Memoria e dell’Impegno in ricordo delle vittime delle mafie” promossa da “Libera. Associazioni, nomi e numeri contro le mafie” e “Avviso Pubblico, Enti Locali e Regioni per la formazione civile contro le mafie”. In Toscana ci sarà anche una delegazione di 140 persone provenienti da Como e provincia. (altro…)

Intervista a Nando Dalla Chiesa

La XV Giornata della Memoria e dell’Impegno in ricordo delle vittime delle mafie si celebra a Milano sabato 20 marzo 2010.

«Il tema che porremo al centro della Giornata – spiegano gli organizzatori di Libera – sarà la dimensione finanziaria delle mafie. Troppo spesso si licenzia frettolosamente ancora oggi il problema mafie come qualcosa che riguarda solo alcune regioni del Sud Italia. Sappiamo per certo che non è così, che oggi le mafie investono in tutto il mondo e che nel Nord Italia ci sono importanti cellule di famigerati clan, che riciclano denaro sporco, investono capitali nell’edilizia e nel commercio, sono al centro del narcotraffico, sfruttano attraverso lavoro nero. La corruzione, oggi nuovamente a livelli altissimi come sottolineato dalla Corte dei Conti, è un fenomeno presente in misura crescente dove ci sono maggiori possibilità di business: è dunque il Nord tutto a doversi guardare da questi fenomeni di penetrazione di capitali illeciti».
Sull’argomento abbiamo intervistato Nando Dalla Chiesa, presidente onorario di Libera.
Il 20 marzo è la XV Giornata della Memoria e dell’Impegno in ricordo delle vittime di mafia: qual è il suo significato?
Questa è una giornata di grande valore morale nella storia del paese, è la giornata che ricorda tutte le vittime delle organizzazioni mafiose e questa memoria è impressa in tutta la storia d’Italia perché parte dalla fine dell’Ottocento e, per quel che riguarda la storia della repubblica, si va dai sindacalisti uccisi negli anni Quaranta in Sicilia fino ai magistrati, agli esponenti della società civile, ai giornalisti a cui si è cercato di tappare la bocca o di fermare la tastiera. Ci sono esponenti delle forze dell’ordine, politici e amministratori. Sono nomi che rimessi uno in fila all’altro, come accade solo in questa manifestazione, ricostruiscono la scia di sangue che percorre la storia della nostra democrazia che va ricordata per portare ad una maggiore responsabilità di chi sente fare quei nomi: per questo giornata della Memoria e anche dell’Impegno
Perché quest’anno proprio a Milano?
La manifestazione si svolge ogni anno in una città diversa, non è la prima volta che viene scelta una città del nord, ci sono già state Torino e Modena. Quest’anno Milano, però, ha un significato  particolare: la Lombardia e il suo capoluogo sono sotto attacco da parte delle organizzazioni mafiose, ma l’opinione pubblica e la classe dirigente milanese e lombarda sembrano non rendersene conto o non vogliono vederlo. Si tratta quindi di far tornare per un giorno Milano capitale morale del paese e pensare che da questa affermazione di responsabilità collettiva nasca una nuova capacità di tenere lontane le organizzazioni mafiose, in particola la ‘ndrangheta, dalla società dall’economia e dalle istituzioni lombarde.
Quali sono le attività a rischio mafia in Lombardia?
Sono tantissime, non più soltanto il gioco d’azzardo, le discoteche e i luoghi del divertimento, ma vanno dal ciclo del cemento allo smaltimento dei rifiuti tossici alla sanità. Si tratta di luoghi di investimento importanti che, fra l’altro, intrecciano professioni e bisogni sociali diffusi – basta pensare alla casa e alla salute – che per questo rischiano di trovare indirettamente delle cinture di consenso anche involontarie e in intenzionali, ma che poi pesano: bisogna fare presto!
Che responsabilità hanno avuto la classe politica e i partiti nello sviluppo della mafia al Nord, in territori non tradizionali e che ruolo dovrebbero avere per contrastarlo?
Dal punto di vista del “dovrebbero avere”, quello che dovrebbero fare è schierarsi come una falange contro le organizzazioni mafiose, difendere le città e i cittadini. Purtroppo non lo fanno a volte per calcoli di convenienza e di quieto vivere e anche per valutazioni superficiali; non c’è calcolo, c’è semplicemente inadeguatezza culturale e civile però un paese non può permettersi di fronte a questi avversari una classe dirigente così.
La domanda che spesso si fanno i cittadini comuni è: cosa posso fare io, cosa possiamo fare noi nella nostra quotidianità per combattere questo sistema che tende ad essere invisibile per proliferare?
Queste organizzazioni, segnatamente la ‘ndrangheta, sono state a lungo rimosse dalla coscienza collettiva e questo è stato il loro alleato principale: noi dobbiamo sconfiggere questo alleato. Si tratta di una guerra e noi possiamo battere il nemico cominciando a battere questo suo fortissimo alleato.
L’Italia è il paese in cui sono nate le organizzazioni mafiose, però quelle italiane non sono le uniche presenti sul nostro territorio: come mai anche organizzazioni straniere si sono insediate qui?
Sono arrivate qui perché abbiamo avuto fenomeni migratori repentini che sono stati utilizzati come maschera dalle organizzazioni malavitose e sono diventanti il terreno ideale per esercitare dei reati: primo tra tutti proprio il traffico di esseri umani per entrare in Italia. Inoltre il nostro è un paese nel quale la legalità è sempre incerta e dunque, vedendo quello che fanno le organizzazioni criminali italiane, si può a ragione ritenere che ci siano anche altri spazi se si riesce a rimanere sott’acqua e non farsi vedere troppo.
C’è una speranza nel futuro della lotta dell’antimafia?
La speranza c’è sempre dipende semplicemente dalle forze che si riescono a mettere in campo. Oggi più che mai bisogna rendere esplicito il problema e crearne consapevolezza. Questo si può fare ma richiede un grande sforzo di sensibilizzazione e di impegno civile per oltrepassare la barriera dell’indifferenza, dell’inerzia o dell’incapacità e superficialità dei partiti e dei mezzi di informazione di massa. [Tommaso Marelli, ecoinformazioni]

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