Frangi contro Carioni difende il Campus di San Martino

campus san martinoAlla netta contrarietà al progetto del Campus universitario nell’area di San Martino espressa del Commissario della Provincia Leonardo Carioni che regge, sopravvissuto per nomina alla sciagurata rottamazione del Consiglio provinciale che a Como come altrove non ha più alcuna rappresentanza politica, il presidente di Univercomo Mauro Frangi risponde dichiarando di rispettare «la posizione assunta dal Commissario straordinario Carioni» ringraziandolo «della chiarezza e della franchezza con cui l’ha formulata». Leggi nel seguito dell’articolo il comunicato di Univercomo.

«Rispetto la posizione assunta dal Commissario Straordinario Carioni e, anzi, Lo ringrazio della chiarezza e della franchezza con cui l’ha formulata. Del resto, l’aveva da tempo anticipata e resa evidente non solo con dichiarazioni alla stampa ma, soprattutto, con i comportamenti assunti dalla Provincia in ogni luogo istituzionale. Non tocca certamente a me valutare il lavoro svolto da Univercomo e men che meno il progetto che, con il coordinamento di Univercomo e la partecipazione di una pluralità di Istituzioni, è stato realizzato sotto la regia della Regione Lombardia. Tale valutazione al momento compete unicamente a Fondazione Cariplo.

Con altrettanta franchezza affermo che le posizioni assunte dal Commissario Carioni mi paiono inaccettabili e ingiustificate. Le ragioni sono molte. Mi limito a quattro osservazioni principali.In primo luogo per il giudizio da Lui formulato sulla natura di Univercomo. Univercomo non solo è un soggetto voluto e governato dagli Enti Pubblici Territoriali, che esprimono per Statuto la maggioranza dei suoi amministratori.  E’ il soggetto a cui l’Amministrazione Provinciale di Como, il Comune di Como e la Camera di Commercio hanno affidato il mandato esplicito di essere “l’interlocutore unico e privilegiato” delle Università, in rappresentanza delle Istituzioni comasche. Il documento sottoscritto nel 2005 tra l’allora Presidente Carioni, il Presidente De Santis e il Sindaco Bruni chiedeva ad “Univercomo di elaborare le linee strategiche ed operative per lo sviluppo dell’Università a Como sullo scenario del decennio”. Solo questo abbiamo cercato di fare in pochi mesi – dal 2 agosto, quando ho assunto la presidenza di Univercomo – ad oggi. 

In secondo luogo, tutto si può dire tranne che il “progetto Campus” non abbia coinvolto la “comunità amministrata”. Ricordo al Commissario Carioni le numerose ed approfondite occasioni di dibattito realizzate al riguardo al Tavolo della Competitività. Ricordo, soprattutto, la presa di posizione assunta nello scorso gennaio da tutte le associazioni imprenditoriali comasche e da tutte le organizzazioni sindacali comasche. Una presa di posizione rivolta con chiarezza ai rappresentanti delle tre Istituzioni Territoriali, che ha loro indicato – con una unanimità di posizione devo dire raramente riscontrata sul nostro territorio – l’avvio del progetto del Campus come la priorità assoluta e strategica.

In terzo luogo, nel merito. Lo stesso Commissario Carioni ricorda che del progetto di Campus Universitario si parla a Como da oltre 20 anni. Il precedente tentativo di promuovere un Accordo di Programma (nel 2008) non ha prodotto nulla, se non l’impegno a predisporre uno studio di pre-fattibilità. Mi permetto di fare sommessamente notare che questa – a tutt’oggi – è la prima volta che si prova, con fatica e in un tempo limitatissimo, a passare dalle parole ai fatti.

Tutti avremmo voluto fare di più, indubbiamente. Se la Fondazione Cariplo giudicherà meritevole di finanziamento il nostro progetto non solo finalmente si comincerà a “mettere mano” ad un “sogno” sin qui rimasto irrealizzato, ma si saranno tracciate in modo definitivo le linee per arrivare a mettere in campo il progetto di riqualificazione complessiva dell’ex San Martino. Lo schema di Accordo di Programma condiviso definisce in due anni il tempo utile per predisporre la  progettazione dell’intervento sull’intero comparto. Francamente, non si capisce come possa essere considerato un tempo troppo lungo o troppo indeterminato, dopo 20 anni di inutile attesa. 

Infine, registro che il Commissario Carioni, su un punto almeno, ha profondamente cambiato opinione. All’indomani della seduta del Tavolo della Competitività che aveva condiviso il progetto del Campus come prioritario, aveva dichiarato – vista la sua presenza nella Commissione chiamata a formulare un parere sui progetti presentati alla Fondazione Cariplo – la necessità di una sua assoluta neutralità ed imparzialità. Così, almeno, aveva motivato la Sua decisione di non sottoscrivere il documento che ha dato avvio al processo che ci ha portato sin qui. Prendo atto che da “neutrale” è diventato contrario». [Mauro Frangi, presidente di Univercomo]

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