Giorno: 5 Aprile 2014

11 aprile/ Di te, di me, dell’albero

di me di te dell'alberoPresentazione del volume di Anita Guarino Sanesi, intervengono Vincenzo Guarracino e Mario Raciti, venerdì 11 aprile alle 18 alla Feltrinelli di Como, in via Cesare Cantù 17.

 

«In questo libro – spiega la presentazione –, oltre al tenero ricordo del marito, Anita Sanesi rievoca poeti, scrittori, filosofi che si sono affacciati nella sua vita: Roberto Dylan Thomas, Ugo Mulas, Vittorini, Dorfles, Pinter, Eliot, Quasimodo e molti altri amici e collaboratori di fondamentale importanza per lo sviluppo delle linee del pensiero, della poetica e dell’arte di Roberto Sanesi».

Per informazioni tel. 031.278109, e-mail Como@lafetrinelli.it. [md, ecoinformazioni]

Non posso sedermi perché la mia anima danza

fronte webMostra di Flo Noseda, curatore Doriam Battaglia, inaugurazione venerdì 11 aprile alle 18 allo Spazio Batt in via Brusadelli 86/m (accesso pedonale da via Sant’Abbondio o da viale Innocenzo XI), aperta, su appuntamento telefonando al 335.6203697, fino al 10 maggio, organizzata dall’associazione culturale Pitturinc.

 

«L’esposizione rientra nel programma di diffusione a livello locale dell’arte contemporanea – precisa la presentazione –.Pitturinc si propone lo scopo di rendere l’arte contemporanea accessibile e comprensibile a un pubblico sempre più vasto. L’obiettivo principale è quello di divulgare l’arte contemporanea in modo creativo ed in spazi non convenzionali, cercando di coinvolgere un pubblico giovane ed incoraggiando un nuovo collezionismo».

«Flavia Maria Noseda “Flo” artista eclettica e volitiva, trova la sua massima espressione nella sinuosità delle forme e nell’intensità mediterranea del colore – prosegue il comunicato –. L’opera di Flo è incentrata sulla donna, la condizione della donna nella nostra società. Una società che ancora non riesce a tutelare e valorizzare la sua parte femminile e nella quale ancora oggi si sviluppano e prolificano violenze fisiche, verbali e d’immagine che tolgono dignità alla donna e al suo corpo».

«La donna, nell’opera di Flo appare prigioniera di una situazione che la ingabbia impedendole di esprimere a pieno i propri sentimenti ed emozioni. In molte opere, il filo spinato genera una barriera posta in primo piano tra l’osservatore e l’immagine creando una situazione ambigua nella quale non è possibile stabilire chi è imprigionato, la figura o l’osservatore – conclude la nota –. In altre opere più recenti la figura si dissolve, svanisce per lasciare posto al puro colore. Rimane solo la testimonianza del filo spinato, che con la sua presenza rimanda al concetto ambiguo di impotenza dell’osservatore a descrivere pienamente la realtà che lo circonda senza modificarla nella sua essenza. Il colore diviene l’interprete principale esprimendosi soprattutto attraverso le frequenze calde dei rossi/ arancioni con pennellate di colore freddo complementare verdi/azzurri». [md, ecoinformazioni]

Gea/ XXIV edizione Miniartextil dedicata alla terra

Gea è il mondo, Gea è la terra. Non c’è bisogno di ricorrere ai più antichi miti greci (dove Gea, nata dalla notte e da Eros, si congiunge con Urano, cioè il cielo) per richiamare un universo simbolico di sconfinata ampiezza. Ed è a questo universo che fanno riferimento con ampia libertà le opere presenti nella XXIV edizione di Miniartextil, la mostra curata da Luciano Caramel e dedicata all’interpretazione “tessile” dell’arte contemporanea da molti anni protagonista dell’offerta culturale comasca.

Come ormai da tempo, l’esposizione è divisa in due parti: nel salone centrale di Villa Olmo sono esposti 54 “minitessili”, opere che – secondo le regole del gioco – devono stare in un ideale spazio di 20x20x20 cm, selezionati tra i molti partecipanti da un’apposita giuria; e, nelle altre sale della villa, un nutrito gruppo di grandi installazioni.

Come sempre, Miniartextil contiene una grande varietà di proposte e di idee, un panorama così ampio da stimolare qualsiasi pubblico a individuare le opere preferite. La stessa accezione del tema è declinata con tale varietà di intenti e di prospettive da non conferire all’esposizione un carattere monotematico, che potrebbe anche generare assuefazione (quest’anno, per la verità, i riferimenti al tema sembrano più stringenti di altre occasioni).

I minitessili sono, come ogni anno, assai diversificati per tecniche e materiali (in buona parte – com’è ovvio – naturali), mentre tra le grandi installazioni risultano particolarmente affascinanti quelle di Alejandro Guzzetti (artista argentino che vive e lavora in Francia) Il giardino di Ediacara, straordinariamente amplificato dagli specchi della villa neoclassica, di Maddalena Ambrosio (italiana) Senta titolo con un mucchio di libri superstiti da una guerra silenziosa, e di Manabu Hangai (giapponese) Wonder Forest in Villa Olmo.

Anche quest’anno, la mostra è accompagnata da numerosi eventi collaterali: proiezioni cinematografiche (la prima giovedì 10 aprile con Baraka di John Frike), laboratori didattici, incontri di poesia (il primo giovedì 15 maggio), una conversazione d’architettura (il 16 maggio con l’architetto Riccardo Blumer), un omaggio a Maria Lai, artista scomparsa giusto un anno fa (con la proiezione del film Ansia di infinito).

La mostra, visitabile tutti i giorni escluso il lunedì con un biglietto di 7 euro (ridotto 5 euro), resterà aperta fino al 2 giugno. [Fabio Cani, ecoinformazioni]

 

Miniartextil-01

L’installazione di Alejandro Guzzetti.

 

 

 

 

Miniartextil-02

 

L’installazione di Maddalena Ambrosio.

 

 

 

 

Miniartextil-03

 

L’installazione di Manabu Hangai.

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