Primo maggio/ Più Europa, più lavoro, più diritti

1maggio2014comoCentinaia di persone hanno partecipato al corteo che da via Milano ha raggiunto piazza Duomo a Como per la manifestazione del primo maggio. Presenti, oltre alle rappresentanze dei lavoratori, esponenti politici tra i quali la parlamentare Chiara Braga e il consigliere regionale Luca Gaffuri, l’assessora Gisella Introzzi e l’assessore Marcello Iantorno, i consiglieri comunali di Como Andrée Cesareo, Patrizia Lissi, Raffaele Grieco e Luigi Nessi, i partiti della sinistra (Pd, Sel, Prc, Giovani comunisti, Lotta comunista e L’altra Europa con Tsipras), i presidenti di Arci, Acli, Auser, Italia Cuba e tanti altri.
«Voglio dedicare un pensiero ai famigliari di Federico Aldovrandi – dice Alessandro Tarpini, segretario provinciale della Cgil – abbiamo massimo rispetto per le forze dell’ordine, quello che è successo in questi giorni però è un insulto alla divisa (ndr: il riferimento è alla standing ovation ricevuta al congresso della Sap ai poliziotti condannati per l’omicidio di Aldrovandi)». Le parole del sindacalista sono in gran parte rivolte ai giovani e al loro futuro: «Dove pensiamo d’andare, se i nostri figli non hanno certezze e prospettive. Loro devono tornare a essere la priorità, e per fare questo bisogna avere il coraggio di ripudiare le ricette adottate fino ad oggi». Il richiamo è alle misure liberiste, improntate all’austerity, adottate dai governi precedenti. «Il risultato – continua Tarpini – è il proliferare delle nuove povertà: solo a Como ci sono cinquemila nuclei famigliari che non riescono a mettere assieme il pranzo con la cena». Il vero pericolo? La coesione sociale. «Il sindacato si sta dissanguando per dare ai cittadini ciò che l’Inps non riesce più a dare. L’uguaglianza – conclude Tarpini – deve diventare la nostra ossessione».
Più Europa e solidarietà è invece l’appello che Leonardo Palmisano, segreteria Cisl Laghi, rivolge dal palco: «Il cittadino non percepisce più l’ Unione Europea come un progetto a difesa delle persone. È necessaria una visione strategica per riportare l’innovazione e il lavoro al centro del discorso politico». E a questo proposito, un pensiero va a Malpensa, luogo scelto da Cgil, Cisl e Uil regionali per celebrare la festa dei lavoratori.
Paolo Carcassi, Uil nazionale, ha ribadito l’importanza del primo maggio («una festa con radici solide»), specie in una situazione di crisi gravissima come questa: «Dobbiamo sfidare il governo sull’evasione fiscale, a pagare non possono essere sempre i soliti. Le riforme devono raccogliere anche le fasce meno protette, come gli incapienti e i pensionati».
In concomitanza al corteo, la Filcams Cgil ha allestito un gazebo in piazza San Fedele; nella giornata di oggi, la categoria sindacale ha proclamato uno sciopero in tutte quelle aziende del territorio comasco che hanno stabilito l’apertura per il primo maggio.  «Si sono fermate tante persone a chiaccherare: abbiamo spiegato qual è la nostra posizione – dice il segretario provinciale Ivan Garganigo – vogliamo sia ripristinata la vecchia legge, in cui regione, comune e parti sociali stabilivano l’apertura degli esercenti. In questo modo, erano tutelati i negozi del centro storico e quelli piccoli. In una città turistica come Como è molto importante. Le liberalizzazioni non hanno portato nessun vantaggio in termini di occupazione, anzi, sono aumentati i costi fissi, spalmati su sette giorni, a fronte di un immutato introito».

Le foto

Il corteo in via Milano

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Striscioni e bandiere

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Il corteo in viale Nazario Sauro

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Il presidio della Filcams Cgil in piazza San Fedele contro le aperture dei centri commerciali il primo maggio

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Alessandro Tarpini, Camera del Lavoro di ComoDSC_4877

Leonardo Palmisano, Cisl dei Laghi

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Paolo Carcassi, Uil nazionale

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Bandiere in piazza Duomo

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