Poste

Patto provincia e sindacati contro la chiusura degli uffici comaschi

posteProvincia e sindacati non marceranno in ordine sparso, ma con un piano di proposte unitario e condiviso contro i tagli degli uffici postali nei Comuni comaschi

«Questa la posizione emersa – scrive villa Saporiti – al termine dell’incontro convocato dalla presidente Maria Rita Livio, presente la consigliera Maria Grazia Sassi, prima firmataria di una mozione che aveva visto l’adesione di tutti i gruppi del Consiglio provinciale contro il piano di Poste spa per il taglio alle sedi postali di ben 22 Comuni comaschi.
Uno degli scopi dell’incontro era proprio il confronto su proposte articolate, condivise con gli Enti locali, da sottoporre in sede regionale alla direzione dell’azienda delle Poste Italiane.
Nel corso dell’incontro, con I rappresentanti provinciali dei sindacati di categoria ( Fagone e Vico per la CGIL, Pisani e Pellitteri per la Cisl, Incorvaia per la Uil) è stata passata in rassegna paese per paese la situazione degli uffici postali e la possibilità o meno del loro riassetto, ed è stato condiviso un piano d’unità d’azione che dovrebbe dare più forza a Provincia e Regione quando nelle prossime settimane si troveranno a tu per tu con la linea dura presa da Poste spa, tuttora ferma nella difesa ad oltranza del piano presentato nei mesi scorsi e per ora bloccato.
Un piano che, come hanno sottolineato la presidente Livio e la consigliera Sassi, vede la nostra Provincia come la più colpita in Lombardia, insieme a quelle di Pavia e Varese.
I rappresentanti sindacali hanno confermato che a tutt’oggi le Poste insistono nella linea di chiusura a breve di quattro sedi: Camnago Faloppio, Bulgorello, Como 3, Tremezzo. Per altre diciotto si prevede, per ora, un ridimensionamento con chiusura a giorni alterni. “Praticamente l’anticamera di altre future chiusure, in un secondo tempo – hanno ribadito la presidente Livio e la consigliera Sassi – . Si tratta in questo secondo caso di Alserio, Anzano del Parco, Blevio, Brunate, Castelmarte, Cima, Colonno, Drezzo, Laino, Lanzo d’Intelvi, Nesso, Plesio, Pognana Lario, Rodero, Ronago, Sormano, Torno, Valsolda.
I dirigenti sindacali hanno contestato duramente il piano tagli delle Poste, sottolineando come si tratti un’azienda a totale capitale pubblico che continua ad avere grossi utili di bilancio, e che non deve pensare solo a farsi quotare in Borsa, ma ad investire maggiormente in efficienza, formazione e sicurezza, per meglio rispondere ai bisogni dei cittadini.
Provincia ed organizzazioni sindacali sottolineano il fatto che i tagli penalizzeranno molti piccoli paesi già in difficoltà per le carenze di altri importanti servizi, dalla sanità ai trasporti, facendo venir meno il ruolo di servizio pubblico che Poste Italiane dovrebbero garantire».

21 marzo/ presidio a Como per le poste

poste«Prendiamo atto con soddisfazione che Poste Italiane ha deciso di sospendere il piano di chiusure degli Uffici Postali in Lombardia – commenta Giovanni Fagone, segretario provinciale Slc – così ha accolto la proposta che il Consiglio regionale aveva preso all’ unanimità nella seduta del 3 marzo, a seguito delle sollecitazioni nostre e degli amministrazioni locali”.La decisione è pero momentanea. per questa ragione, Slc Cgil di Como ha deciso di organizzare domani sabato 21 marzo un presidio informativo sotto porta torre, dalle 9.30 alle 12.30.
“Settimana prossima incontreremo il prefetto – conclude Fagone – così da esprimere le nostre preoccupazioni e valutare gli effetti che il piano potrebbe avere sul territorio».

No della Provincia al piano di ristrutturazione di Poste Italiane S.p.A

posteDeciso no della Provincia al piano di ristrutturazione di Poste Italiane S.p.A. che prevede drastici tagli alle sedi postali di ben 22 Comuni. Leggi la mozione approvata ieri all’unanimità

Per 4 sedi, infatti, le Poste parlano di chiusura a breve. Si tratta di Camnago Faloppio, Bulgorello, Como 3, Tremezzo. Per altre 18, si prevede, per ora, un ridimensionamento con chiusura a giorni alterni: Alserio, Anzano del Parco, Blevio, Brunate, Castelmarte, Cima, Colonno, Drezzo, Laino, Lanzo d’Intelvi, Nesso, Plesio, Pognana Lario, Rodero, Ronago, Sormano, Torno, Valsolda.
Il Consiglio provinciale ha approvato all’unanimità, nella seduta di ieri, la mozione presentata dalla Consigliera provinciale Maria Grazia Sassi (Forza Italia) e per gli altri gruppi da Giovanni Rusconi (Lega), Emanuele Mambretti (Provincia civica) e Guido Rovi (PD), fatta propria dalla Presidente Maria Rita Livio, la quale ha preso l’impegno di sentire le organizzazioni sindacali e i vertici provinciali di Poste Italiane S.p.A nel minor tempo possibile.

17 marzo/ chiusura uffici postali: presidi informativi a Como

posteLa Slc e la Failp Cisal di Como, alla luce della vertenza con Poste italiane circa la chiusura degli uffici postali di Como, organizzerà martedì 17 marzo due presidi per informare i cittadini. L’ appuntamento è di fronte agli uffici di via Gallio e via Vittorio Emanuele dalle 9 alle 13.

 

 

«La mancanza di personale negli organici degli uffici postali – spiega Giovanni Fagone, segretario provinciale Slc – con numerose postazioni vuote, distacchi e trasferte sempre maggiori, convocazioni per corsi di formazione e per svariati altri motivi oltre l’orario d’obbligo ed improvvise immotivate (guasto tecnico) quotidiane chiusure di uffici sono la evidente dimostrazione di una diffusa carenza strutturale.
Una politica di risparmio sui costi attuata con tagli di personale con perdita di qualità in tutti i servizi, chiusure di uffici ed abbandono del territorio, non è accettabile se attuata da un’azienda a totale capitale pubblico che da 11 anni produce consistenti utili di bilancio».

Poste: scioperi degli straordinari fino al 4 ottobre

posteContinua lo stato di agitazione in tutta la Lombardia. La Slc Cgil regionale ha deciso lo sciopero degli straordinari da oggi fino al 4 ottobre

«Nonostante le continue denunce sulle condizioni del servizio offerto alla cittadinanza da Poste Italiane in Lombardia – commenta Giovanni Fagone, segretario provinciale Slc – perdura la mancanza di risposte adeguate ad affrontare le forti criticità di organico alle base dei disservizi che ogni giorno vengono denunciati da cittadini e amministrazioni locali. Chiediamo interventi urgenti utili a sopperire alla carenza di organici nei centri di recapito e negli uffici postali; la trasformazione di tutti i part-time non volontari; l’avvio di un processo di stabilizzazione dei contratti a termine a partire dalla conferma di quelli in scadenza e derivanti dagli accordi per gli ex dipendenti delle Agenzie di Recapito». [aq, ecoinformazioni]

Poste/ Sciopero straordinari e prestazioni aggiuntive

1779272_544144339017631_463428920_nSono 1100 i dipendenti comaschi di Poste italiane. Secondo la Slc Cgil ci sarebbe spazio per altri 110 addetti; per l’azienda invece i lavoratori devono fare straordinari e spostarsi di sede per coprire i buchi. Inoltre, il loro contratto è scaduto da 18 mesi e non si parla di rinnovo. Per tutti questi motivi, in Lombardia, la categoria della Cgil che si occupa di comunicazione ha organizzato uno sciopero di un mese degli straordinari e delle prestazioni aggiuntive: dal 24 luglio al 23 agosto

L’ha spiegato bene Giovanni Fagone, segretario provinciale Slc: «Immaginate un lavoratore che, alle otto di mattina, si ritrova a dover andare da via Gallio a Porlezza. Oppure i dipendenti che devono lavorare negli uffici sotto organico, con le persone inferocite allo sportello cui sono costretti a chiedere, perché obbligati dall’azienda, se vogliono acquistare un gratta e vinci. Lo stress non è più sopportabile».
Poste Italiane è un’azienda gigantesca: conta 145 mila dipendenti in Italia e fattura 24 miliardi di fatturato, gran parte di questo prodotto in Lombardia. «Da tempo denunciamo una situazione di forte criticità derivante in primo luogo dalle riconosciute mancanze di personale, sia nei Servizi Postali sia in Mercato Privati, su tutto il territorio regionale». A Como sono 1100 i dipendenti, divisi equamente fra recapito (“i portalettere”) e sportelli (il comparto privato). Molti uffici, circa 110 su 190, sono “monoperatore” e quindi la carenza d’organico pesa, soprattutto d’estate. «Lo straordinario – conferma Augusta Napolitano, Rsu Cgil –  è diventato in molti casi strutturale. Nei CMP e nei Centri di Recapito si stanno accumulando pesanti giacenze, anche di atti Equitalia che, con l’avvio della stagione delle ferie estive, sono motivo di grande preoccupazione. Anche nelle lavorazioni interne, per le nuove commesse, sono aumentati i carichi di lavoro. L’immissione di CTD dei prossimi mesi, secondo quanto comunicatoci, è insufficiente a coprire il fabbisogno necessario a sostituire le assenze per ferie». Un esempio? Oggi, alla conferenza stampa doveva esserci pure Lino Fontana, un postino che lavora nella zona del Centro Lago. «Non è potuto venire – spiega Fagone – perchè questa mattina l’hanno spostato a Castiglione Intelvi ed è da solo a coprire tutto quel territorio». Per protestare contro situazioni del genere, è stato deciso uno sciopero di un mese di straordinari e prestazioni aggiuntive (gli spostamenti da un luogo di lavoro all’altro), dal 24 luglio al 23 agosto. «Non vogliamo creare danni alla cittadinanza. Però l’unico modo per far fronte alla mancanza di personale è ormai il ricorso selvaggio e fuori controllo ai distacchi. Non sono state effettuate le “sportellizzazioni” previste dall’accordo regionale e non si è proceduto con le trasformazioni dei part-time che avrebbe dato un po’ di ossigeno».
La situazione, quindi, è al di fuori di ogni sopportazione. Lo sciopero, secondo la Slc, era inevitabile. «Poste Italiane – conclude Fagone – dovrebbe anche avere uno scopo sociale, data l’importanza che ha sempre rivestito sul territorio nazionale. Si diceva, una volta, una posta e un campanile per ogni comune. Oggi questa mission sembra ben lontana». [Andrea Quadroni, ecoinformazioni]

Como: Poste a rischio collasso

logoposteitaliane«Per garantire un servizio efficiente e di qualità in Lombardia mancano oltre 1.000 portalettere (attualmente sostituiti con solo 500 stagionali) – dichiara la Cisl Poste –. di cui 35 nella sola provincia di Como e circa 400 addetti nel settore finanziario (di cui una quindicina a Como)».

 

«Occorre intervenire al più presto: con l’avvicinarsi delle ferie estive sarà pressoché impossibile garantire la consegna di tutta la corrispondenza con le conseguenti giacenze che si verranno a formare nei Centri di recapito e di smistamento – sostiene Stanislao Pisani, coordinatore territoriale della Cisl dei Laghi –. Ci sono portalettere che hanno accumulato oltre 50 giorni di ferie residue ed è a rischio anche la consegna delle Cartelle Equitalia, commessa di lavoro estremamente delicata».

«Sul fronte dell’attività degli sportelli non sono previste assunzioni a tempo determinato così in tutti gli uffici del comasco giornalmente decine di operatori vengono distaccati dal proprio ufficio per garantire l’apertura di altri – prosegue il comunicato –. Tale situazione è ancor più grave per quegli uffici collocati in comuni di forte interesse turistico. Ma la coperta è corta, diversi uffici resteranno chiusi al pubblico e altri aperti per poche ore. Una situazione contestata anche da molti sindaci e cittadini».

«Per tanti direttori postali è divenuta prassi lavorare agli sportelli per sopperire alle croniche carenze, costretti a tralasciare attività commerciali e gestionali a danno dei clienti e dell’immagine dell’azienda – aggiunge Pisani –. Operare in queste condizioni comporta disagi e difficoltà per i lavoratori e per gli utenti, che non possono usufruire di quel servizio di qualità che oggi vuole essere il fiore all’occhiello della nuova dirigenza». [md, ecoinformazioni]

«Nessuna pensionato deve rimanere senza tredicesima»

Categorico il sindacato pensionati della Cgil sul mancato pagamento da parte delle Poste della tredicesima ai pensionati: «Anche per favorire un chiarimento in proposito – conclude lo Spi – abbiamo richiesto un incontro con la Direzione provinciale dell’Ente Poste di Como» (altro…)

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