Cristalli

cristalli 2014Filmati, giochi, libri, gemme, poesie, presentazioni divulgative, crescita di cristalli e un “meccano molecolare” per un pubblico di curiosi e … di futuri scienziati!, mostra didattica divulgativa, inaugurazione sabato 6 settembre a S. Pietro in Atrio, in via Odescalchi 3 a Como, aperta fino al 28 settembre (chiusa il lunedì), per l’Anno internazionale della cristallografia, organizzata dall’Università dell’Insubria e e dal Consiglio nazionale delle ricerche (To.Sca.Lab).

 

«Il 2014 è un anno significativo per la Cristallografia da un lato commemora il centenario della nascita della cristallografia a raggi X, grazie al lavoro di Max von Laue e William Henry e William Lawrence Bragg, insigniti dei Premi Nobel per la Fisica nel 1914 e 1915 – precisa Norberto Masciocchi, docente di chimica e organizzatore della mostra –; dall’altro celebra anche il 50° anniversario di un altro premio Nobel (questa volta, per la Chimica), assegnato a Dorothy Hodgkin per il suo lavoro sulla struttura cristallografica e molecolare della vitamina B12 e della penicillina».

«I cristallografi non studiano solo la struttura dei materiali, ma usano le loro conoscenze anche per modificarne la struttura in modo che questi presentino nuove proprietà o si comportino diversamente – prosegue Masciocchi –. La mineralogia ne rappresenta il settore di applicazione più antico. La cristallografia a raggi X costituisce il metodo principale per la determinazione della struttura di minerali e metalli sin dagli anni ‘20 del secolo scorso. Quasi tutto quello che conosciamo su rocce, formazioni geologiche e la storia della Terra è basato sulla cristallografia, anche la nostra conoscenza di “ospiti spaziali”, come i meteoriti, ci deriva dalla cristallografia. Tale conoscenza è naturalmente essenziale per l’industria mineraria e per qualsiasi altra industria che intenda sfruttare risorse custodite nelle profondità della terra, come acqua, petrolio e gas».

Infatti: «Nel corso degli anni, la Cristallografia si è rivelata fondamentale nello sviluppo di gran parte dei nuovi materiali, da prodotti di uso quotidiano, quali plastiche, cosmetici, schede di memoria per i computer, televisioni a schermo piatto, a componenti per automobili e aeroplani e prodotti per l’industria agro-alimentare».

Non solo, spiega una nota dell’Università dell’Insubria che: «Anche l’ideazione di nuovi farmaci dipende fortemente dalla cristallografia. “Un’azienda farmaceutica che voglia sviluppare un nuovo farmaco per combattere un batterio o un virus specifico deve prima individuare una molecola in grado di bloccare le proteine coinvolte nel processo biologico di attacco alle cellule umane. Solo conoscendo, tramite tecniche cristallografiche, la forma precisa della proteina, si permette ai ricercatori di ideare farmaci che possono legarsi ai siti attivi della stessa e quindi disattivarne la funzione dannosa. La cristallografia è anche essenziale per garantire la qualità e la diffusione di farmaci in paesi in via di sviluppo (specialmente in Asia e Africa), dove sono prodotti i cosiddetti ‘generici’ anti-HIV con licenze mirate per renderli accessibili ai più poveri – continua il professor Masciocchi. Più recentemente, le nanotecnologie, destinate a cambiare il mondo in ambiti rilevanti come quello energetico ambientale, o di scienze della salute, con diagnosi e terapie innovative, hanno avuto uno sviluppo vertiginoso grazie alle capacità della cristallografia di indagare la materia a livello del nanometro (un miliardesimo di metro), ovvero alle tipiche distanze tra atomi e molecole, responsabili del comportamento funzionale di questi nuovi oggetti miniaturizzati”».

Per visite guidate per gruppi o scolaresche e-mail norberto.masciocchi@uninsubria.it; antonella.guagliardi@ic.cnr.it; simona.galli@uninsubria.it. [md, ecoinformazioni]

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