Daniel Libeskind

Accesa The life electric

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The life electric, il monumento di Daniel Libeskind sul tondello finale della diga foranea del porto di Como è ufficialmente inaugurato.
La giornata grigia prima e piovosa poi non ha certo coadiuvato gli organizzatori dell’“evento”, e l’inaugurazione è risultata piuttosto in sordina. Del resto anche la conferenza stampa dell’anteprima in mattinata ha mantenuto un profilo piuttosto basso: scontata la soddisfazione dei promotori per essere arrivati in fondo al percorso, doverosi i ringraziamenti a tutti quanti si sono spesi per la buona riuscita dell’impresa, ovvia anche la convinzione di aver contribuito in modo consistente “al patrimonio monumentale della città”.
Per il monumento l’auspicio – secondo le parole dell’assessore Lorenzo Spallino – di promuovere , soprattutto nei confronti dei giovani, un punto di vista privilegiato (e assolutamente degno di considerazione) sulla città. Se l’obiettivo è davvero tutto qui, l’investimento pare un po’ sproporzionato…
In margine all’incontro di stamattina, qualcuno osservava che, comunque la si metta, il monumento ha avuto almeno il pregio di riqualificare il tondello della diga. Verissimo, ma di nuovo se questo è il principale risultato ottenuto, forse si poteva fare con minor spesa. La riqualificazione, comunque, si ferma a pochi metri dal tondello: prima resta il solito fondo un po’ sconnesso di sempre.
Da oggi la cittadinanza può esprimere il suo giudizio con piena coscienza. Sicuramente The life electric visto da lontano (dalle rive) non ha quell’impatto devastante che qualcuno temeva, ma – a nostro modestissimo giudizio – non ha nemmeno molta capacità di emozionare. Se è lecito tornare a considerare l’oggetto in sé, si può forse affermare che il monumento di Libeskind e degli Amici di Como è dal punto di vista artistico piuttosto antiquato, un manufatto del vecchio stile monumentale che non tiene in grande considerazione dibattiti e proposte ormai pluridecennali all’ordine del giorno in quasi tutti i paesi del mondo. Un oggetto che è lì a dire in maniera retoricamente autoreferenziale “io sono qui”. Poi, ovviamente, può piacere o no.
Resta il dispiacere di una vicenda condotta – nonostante la soddisfazione dei promotori – al di fuori di un qualsiasi coinvolgimento della città e di una reale considerazione delle sue esigenze – anche artistiche e simboliche.
In ogni caso, alle 19.30 del giorno della sua inaugurazione The life electric era già spenta. [Fabio Cani, ecoinformazioni]

 

La cupola del Duomo “riflessa” sul monumento di Libeskind

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Due momenti della conferenza stampa

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Approvato lo schema di donazione dell’opera di Libeskind

Libeskind01Mercoledì 22 luglio la Giunta Lucini ha approvato: «Lo schema di donazione della scultura Life Electric di Daniel Libeskind». «Il via libera all’accettazione della donazione è un passaggio obbligato che consente ora di procedere con la posa del monumento» spiega Palazzo Cernezzi.

Perché non è stato indetto il referendum?

alessandro-rapinese-foto-douglas1Rapinese chiede perché la Giunta comasca non abbia indetto il più presto possibile il referendum sul monumento di Libeskind.

«Nella riunione della Giunta comunale di ieri [mercoledì 15 luglio] il sindaco ed i suoi fiduciari non hanno indetto, come avrebbero potuto ai sensi del comma 2° dell’art. 6 del Regolamento comunale per i referendum consultivi, il referendum avente ad oggetto la posa del monumento The Life Electric sulla diga foranea Piero Caldirola di Como» si legge in una interrogazione presentata giovedì 16 luglio dal capogruppo di Adesso Como Alessandro Rapinese, uno dei promotori dello referendum.

«Da ieri la Giunta poteva dire sì al referendum – ha poi ribadito il consigliere durante la seduta dell’assemblea comasca dello stesso giovedì –. Volete sapere quanto manca alla consultazione? Mancano 93 giorni alla data del referendum con il quale avreste modo di chiedere ai cittadini cosa ne pensano del monumento».

Nell’interrogazione vengono ricordati i 4.478 firmatari per la proposta referendaria che si potrebbe tenere al più presto il prossimo 18 ottobre, mentre l’installazione del monumento sulla diga foranea è in ritardo (l’interrogazione). [md, ecoinformazioni]

Momumento Libeskind si firma il contratto

monumento-libeskind-renderingLa sponsorizzazione verrà formalizzata mercoledì 11 febbraio definendo: «Le opere che saranno realizzate sulla diga per la posa del monumento».

 

Un nuovo passo dopo il blocco del cantiere e la richiesta di chiarimenti da parte del Comune di Como: «Chiariti e definiti gli aspetti contrattuali, domani pomeriggio [mercoledì 11 febbraio], alle 15 a Palazzo Cernezzi, verrà firmata la sponsorizzazione tecnica per le opere che saranno realizzate sulla diga foranea per consentire la posa del monumento di Daniel Libeskind – annuncia Palazzo Cernezzi –. Il contratto sarà firmato alla presenza del segretario generale del Comune di Como, la dottoressa Antonella Petrocelli, da Giuseppe Cosenza, dirigente dell’area Programmazione della città e sviluppo economico e da Roberto Cassani, presidente del Consorzio Como Turistica. Alla firma dell’atto potrà seguire l’avvio dei lavori». [md, ecoinformazioni]

The Life Electric: un dibattito postumo (e inutile)

La presentazione ufficiale dell’opera The Life Electric nel salone della Biblioteca di Como è l’occasione per un dibattito tardivo e svogliato, ormai svuotato di significato.

Alle 17.30, in effetti, va in scena un simulacro di dibattito: simulacro non solo perché ormai le decisioni sono prese, ma anche perché in nome di una fantomatica par condicio chi vuole intervenire deve prenotarsi prima dell’inizio e dichiarare se è favorevole o contrario in modo da poter alternare i pareri. I giochi sono fatti, quindi, in tutti sensi. Le cose già dette. Le opinioni già formate. E allora cosa si discute a fare?

But the show must go on.

Proviamo a darne conto in sintesi.

Bruno Profazio nella sua breve introduzione definisce questa “l’iniziativa più importante degli ultimi dieci anni a Como” e poi ne loda la capacità di far discutere. Il sindaco Mario Lucini la definisce una grande opportunità e un elemento di novità, capace di generare attrattività internazionale; e ovviamente sottolinea la positività del dibattito. Silvio Santambrogio, presidente degli Amici di Como, magnifica l’attività dell’associazione che sintetizza nella triade “cuore – passione – coraggio”. L’assessore Lorenzo Spallino ribadisce che il comune ha ricevuto un’offerta di donazione, che l’ha accettata, che ha condiviso la collocazione indicata, e ha avviato le procedure per la realizzazione; aggiunge poi che, alla fine dei cinque anni di concessione allo sponsor, “se vogliamo, possiamo toglierla”. L’architetto Giuseppe Blengini, dello studio Libeskind di Milano, ricostruisce la genesi dell’opera, spiega come la sua forma sia un’elaborazione dei campi di tensione che si creano tra poli positivi e poli negativi, mostra le simulazioni dell’inserimento nel paesaggio. L’architetto Giuseppe Cosenza, del Comune di Como, spiega le fasi della procedura di realizzazione e le tappe della gara d’appalto, scandisce le cifre: circa 129.000 euro la realizzazione dell’opera (a carico degli Amici di Como), circa 470.000 euro l’adeguamento della diga e il posizionamento dell’opera (oggetto della gara), e poi 103.000 euro di Iva ancora in discussione.

Dopo un’ora si sono esaurite le presentazioni e può cominciare il dibattito.

Chi si aspettava qualche scintilla, rimane deluso. A parte il siparietto di tre esponenti di Forza Nuova che avevano subito interrotto le presentazioni vociando contro l’inutilità del dibattito, il resto procede piuttosto stancamente. C’è chi chiede precisazioni sulle indagini geologiche sul fondo del lago nei pressi della diga, e chi si rallegra dell’apertura di un nuovo cantiere, chi chiede conto della quantificazione del brand “Como” e chi si rammarica della drammatizzazione eccessiva e ripone speranze nell’efficacia del neonato rapporto Como-Libeskind-Volta, chi richiama l’esperienza del monumento alla Resistenza ma confonde i soggetti coinvolti e chi sollecita chiarimenti sui tempi, o sulle responsabilità o sulle penali.

Tra richiami di maniera a lavorare tutti per il bene di Como e imbarazzate mezze parole sul lungo lago e l’ignobile vicenda delle paratie (che sono il vero convitato di pietra – anzi di cemento – della serata), un solo intervento – a nostro parere – coglie nel segno. Marco Longatti sottolinea come il progetto sia in sostanza un’“operazione parassitaria”, ovvero che sfrutta il contesto paesistico invece che valorizzarlo; pur riconoscendo alcuni elementi di interesse dell’opera e del progettista, da cui però era lecito aspettarsi di più, resta fortemente discutibile il modo di procedere fin qui seguito e soprattutto l’obiettivo di rendere “vendibile” ovvero “consumabile” il lago, un obiettivo che ha poco di innovativo e di culturale; pur senza considerare “intangibile” il primo bacino del lago, quel luogo merita sicuramente di meglio.

In sintesi, dice, un “piccolo” monumento per una “piccola” città, su cui si è esercitato un “piccolo” dibattito.

[Fabio Cani, ecoinformazioni]

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Un momento della presentazione in biblioteca.

9 ottobre/ The Life Electric/ In Biblioteca

libeskind-nottePresentazione pubblica dell’opera di Daniel Libeskind giovedì 9 ottobre alle 17.30 in Biblioteca in piazzetta Venosto Lucati 1 a Como.

 

«The Life Electric è un monumento in onore di Alessandro Volta. Sorgerà al centro del primo bacino del Lago di Como, posizionato nel tratto terminale tondo della diga foranea di fronte a Piazza Cavour. L’opera è dell’archistar Daniel Libeskind: pulita, lineare, profondamente contestualizzata all’ambiente. Alta circa 16.50 mt, ha la forma di due sinusoidi che si contrappongono e giocano reciprocamente tra curve e movimento – magnifica l’opera un comunicato del Comune di Como –. L’opera fonde gli elementi energetici e scientifici a quelli naturali. Crea un ideale terzo polo collocato tra il Faro di Brunate e il Tempio dei giardini pubblici. Entrambe le opere, non a caso, sono dedicate a Volta. Il monumento vivrà sui giochi di luce e trasparenza, in modo da incastonarsi coerentemente nello spazio circostante rispettando la profondità e i coni visivi compresi in tutto il primo bacino. I giochi di luce offriranno straordinari effetti ottici studiati perché siano tanto stupefacenti quanto delicati. Per questo la scelta è caduta su un’illuminazione a Led a variazione biodinamica, una soluzione rivoluzionaria per un monumento così importante oltre che ecocompatibile. Funzione del monumento sarà valorizzare il palcoscenico naturale del lago, delle montagne e della città, trasformando lo spazio in un allestimento architettonico e artistico».

«The Life Electric si ispira alla tensione elettrica tra due poli di una batteria, il grande dono di Volta all’umanità – ha dichiarato l’archistar Daniel Libeskind –. La forma dell’installazione trova cardine nella mia costante ricerca sulla rappresentazione architettonica dell’energia. L’opera congiunge gli elementi: luce, vento e acqua. Un’installazione, una gateway fisica e ideale aperta sul ventunesimo secolo».

«L’opera, che il celebre architetto Daniel Libeskind ha donato alla città e al Comune di Como, sarà realizzata dall’associazione Amici di Como – prosegue la nota –. L’amministrazione ha quindi avviato le procedure necessarie per consentire l’esecuzione dei lavori attraverso una sponsorizzazione. La conferenza di servizi che si è aperta martedì 23 settembre a Menaggio insieme a tutte le amministrazioni coinvolte, ha espresso il parere favorevole con le prescrizioni emerse nel parere favorevole della Soprintendenza, che riguardano la valutazione dei materiali e la valutazione di modelli reali per far meglio comprendere le dimensioni dell’opera. La compatibilità paesaggistica del monumento e la sua collocazione sono state valutate e approvate dalla conferenza».

Per maggiori informazioni e il progetto Internet www.comune.como.it. [md, ecoinformazioni]

Amo la mia città/ Libeskind senza alcun onere per la città

logointrozziAmo la mia città interviene sulla questione monumento di Daniel Libeskind ricordando che la ricchezza del volontariato e del civismo comasco non è solo quella espressa dagli Amici di Como. La lista definisce «una fantasiosa quanto fastidiosa fola» «le dichiarazioni ascoltate in questi giorni sulle ragioni che hanno ispirato l’architetto statunitense a ideare l’opera in omaggio ad Alessandro Volta» e chiede che la vicenda si concluda senza alcun onere per la città prevedendo che siano a carico dei “donatori” «le spese di manutenzione per un periodo di tempo sufficientemente esteso», che non ricada sul comune alcun  «onere di assicurazione contro i tanti imprevisti che minacciano una installazione complessa» e che venga fornita «una garanzia nell’eventualità di una necessaria rimozione del manufatto». Leggi il comunicato.

«A proposito del “monumento Libeskind” – La posizione di Amo la mia città (Amc). La crisi insegna che occorre sapere trasformare i rischi in opportunità. Ma le opportunità non attentamente valutate possono diventare rischi (paratie e Ticosa docent).

Como è una città ricca. Ricca di energie, di capacità creative, di slancio solidaristico. Decine e decine di associazioni sono lì a dimostrarlo, occupandosi di dare assistenza a chi è in situazione di difficoltà e disagio, di rendere la città più bella e pulita, di prendersi cura di anziani o bambini, di portare solidarietà fuori dai nostri confini.

La scelta di “Amici di Como” di operare per il bene della città si inserisce felicemente in questo contesto operoso. Rendere più bella la città, aiutare l’amministrazione nella realizzazione o il completamento di opere che – causa tagli nei trasferimenti statali, aggravati da complicazioni burocratiche che appesantiscono ogni iter – il Comune non riesce a sostenere autonomamente. Guardiamo certamente con gratitudine all’intervento che ha permesso la fruizione di parte del lungolago reso inagibile da imperdonabili errori di passate amministrazioni. Il dono della scultura di Daniel Libeskind è così l’ultima, in ordine di tempo, di realizzazioni significative per la città. Un progetto a favore di Como che ha lo stesso valore dell’impegno che altri cittadini manifestano con altre modalità, spesso in modo anonimo ma con altrettanta generosità.

È importante che questo dono, questo contributo al ben-essere della città avvenga in armonia con la città stessa, senza spingere a dannose forzature capaci solo di sollevare forti contrapposizioni. E l’amministrazione comunale non dovrebbe essere messa nella condizione di schierarsi a favore o contro l’installazione della scultura in uno dei luoghi più simbolici della città. A sostenere un cosiddetto fronte degli innovatori in contrapposizione a presunti conservatori.

Il giudizio sul valore artistico della scultura esula completamente da queste considerazioni e crediamo possa difficilmente essere ricondotto ad una valutazione unanime. Non è quindi su questo aspetto che vale la pena di soffermarsi, anche se le dichiarazioni ascoltate in questi giorni sulle ragioni che hanno ispirato l’architetto statunitense a ideare l’opera in omaggio ad Alessandro Volta, alla luce del progetto Gazprom di San Pietroburgo, suonano come una fantasiosa quanto fastidiosa fola.

Ora è indispensabile, per rispetto nei confronti dell’intera cittadinanza, che l’installazione della scultura – donata alla città – avvenga davvero e completamente in condizioni di totale gratuità. E che nessun onere, né presente né futuro, né diretto né indiretto, sia messo a carico della collettività.

Nessun onere di manutenzione per un periodo di tempo sufficientemente esteso, nessun onere di assicurazione contro i tanti imprevisti che minacciano una installazione complessa, una garanzia nell’eventualità di una necessaria rimozione del manufatto.

Pensiamo che queste siano le condizioni minime che debbano accompagnare l’impegno dei donatori nei confronti della città, affinché il loro gesto non prevarichi la cittadinanza che non ha avuto né il modo, né il tempo di valutarne le conseguenze». [Amo la mia città]

Un sondaggio per The Electric Life

Libeskind01La Lista civica Per Como interviene sul dibattito per il monumento sulla diga foranea, donato al capoluogo lariano da Daniel Libeskind, e invita i cittadini comaschi a esprimere un parere e su dove posizionarlo con un sondaggio all’indirizzo http://www.percomo.it/hpage/libeskind-the-electric-life.

Per Spallino: «Con The Life Electric, Libeskind ci regala un sogno»

Foto: copyright ©Associazione Amici di Como
Foto: copyright ©Associazione Amici di Como

Soddisfatto l’assessore all’Urbanistica del Comune di Como alla presentazione di martedì 23 settembre di Amici di Como e Consorzio Como turistica per il nuovo monumento sulla diga foranea.

 

«L’amministrazione ha ricevuto una proposta di donazione, ha condiviso e accettato la donazione dell’opera e la sua collocazione nel tratto finale della diga foranea – precisa l’assessore del Comune di Como Lorenzo Spallino, che si era già espresso in maniera favorevole all’opera –. L’amministrazione ha quindi avviato le procedure necessarie per consentire l’esecuzione dei lavori attraverso una procedura di sponsorizzazione. Domani [24 settembre] a Menaggio si aprirà la conferenza di servizi che insieme a tutte le amministrazioni coinvolte, dovrà esprimere il proprio parere e decidere a prevalenza degli interessi pubblici coinvolti. Nel caso in cui il parere fosse negativo, la questione può essere rimessa al Consiglio dei Ministri che si pronuncia entro 60 giorni. Al centro del dibattito, però, c’è qualcosa che va al di là dell’opera, del suo progettista e di chi ha proposto la sua realizzazione. Oggi discutiamo se siamo o meno favorevoli al cambiamento. Per quanto riguarda le similitudini che l’opera di Libeskind mostra con altri suoi progetti, da sempre, se apriamo gli archivi dei grandi artisti troviamo abbozzi, schizzi, pensieri, progetti approvati e rifiutati. E in ogni artista ci sono segni, cifre stilistiche che possono ricorrere in infinite varianti. Così è per Libeskind, un architetto tra i più interessanti di questa stagione che ha aperto il suo archivio e ci ha regalato un sogno». [md, ecoinformazioni]

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