Giorno: 23 Ottobre 2014

25 ottobre/ Mangia, sculta e viff! Rusumada in concerto

rusumadamoltrasioCena musicale sabato 25 ottobre dalle ore 19.30 alla Cooperativa moltrasina in via Raschi 9 a Moltrasio.

 

Programma:

Alle 19.30, apericena con prodotti del territorio (antipasto a buffet con prodotti tipici, risotto stagionale alla zucca, rusumada), costo 15 euro, escluso il bere;

Alle 20.30, concerto dei Rusumada.

Per informazioni e prenotazioni tel. 031.290316, Internet http://moltrasina.blogspot.it/. [md, ecoinformazioni]

Schiavi di Hitler/ La Corte costituzionale riapre i risarcimenti

schiavi

Ormai erano rimasti in pochi a sperarci ma il 22 ottobre la Corte costituzionale ha dichiarato che «il principio dell’immunità degli Stati dalla giurisdizione civile degli altri Stati, generalmente riconosciuto nel diritto internazionale, non opera nel nostro ordinamento, qualora riguardi comportamenti illegittimi di uno Stato qualificabili e qualificati come crimini di guerra e contro l’umanità, lesivi di diritti inviolabili della persona garantiti dalla Costituzione». La decisione determina «l’illegittimità costituzionale delle norme di diritto interno che impediscono al giudice italiano di accertare l’eventuale responsabilità civile di un altro Stato per tali gravissime violazioni, commesse nel territorio nazionale a danno di cittadini italiani». In sostanza i giudici italiani potranno avviare azioni per il risarcimento di coloro come i deportati italiani nei campi di lavoro nazisti, noti come Schiavi di Hitler ai quali si dedica da anni l’Istituto di storia contemporanea Perretta di Como e ai quali è dedicato il Centro studi Schiavi di Hitler diretto da Valter Merazzi.

Naturalmente la decisone della Corte cotituzionale è stata valutata molto positivamente da Merazzi: «Si tratta di una sentenza storica che riguarda i diritti individuali e riapre la questione dei risarcimenti. Un atto di giustizia che si riconcilia con la verità storica e con le vittime, contro le logiche di real politik che hanno governato questa vicenda per settant’anni. Vivi complimenti all’avvocato Lau per la costanza, il coraggio e le capacità professionali profuse in questa ed altre cause».

25 ottobre/ Turchi e turcherie in concerto a Cantù

Sabato 25 ottobre alle ore 21, al Teatro Comunale San Teodoro di Cantù, prende il via la stagione di concerti dell’Orchestra Sinfonica del Lario intitolata nell’anno dell’Expo, un po’ criticamente e un po’ cripticamente, “EXPAT 2015, la creatività in esilio”.

L’idea è quella di sondare le diverse declinazione dell’ “espatrio”, condizione spesso vissuta dalle persone impegnate nell’arte. Espatrio, emigrazione, esilio, ma anche viaggio, instabilità, indefinizione… in una parola “expat”, neologismo dal suono un po’ duro, ma in fin dei conti affettuoso.

Il primo concerto andrà in scena sabato e sarà dedicato a musiche di Mozart, Haydn e Schubert, sotto il titolo “Praga, Mozart, turchi e turcherie“, con una significativa convergenza tra una delle grandi capitali storiche d’Europa, un popolo spesso vissuto come nemico e alcuni dei massimi compositori della musica occidentale.

Così è introdotto il concerto:

La prima traduzione delle Mille e una notte (1704), uno dei massimi best-seller del Settecento, evidenziò un radicale cambiamento dei tempi: nella barriera fisica e mentale che l’Europa aveva sempre frapposto fra sé e il “turco” si stava aprendo un varco.   Da questo momento la passione per le “turcherie”, ossia per gli oggetti, i costumi, le maniere turche, divenne quasi una mania; le ambientazioni e i soggetti orientali invasero ogni genere di spettacolo teatrale. L’ambito nel quale questa influenza si fece sentire più intensamente fu quello musicale, inizialmente presso le bande militari, poi anche nella musica colta. Un modello di riferimento di questo stile era la banda dei Giannizzeri, il reparto di truppe scelte dell’Impero Ottomano, costituito da giovani cristiani convertiti. In alcune occasioni l’assimilazione di questo stile supera i contorni della citazione per generare un impianto sinfonico talora anche complesso: è il caso di alcuni movimenti delle sinfonie di Haydn e Schubert, che si trasformano in significative manifestazioni di eclettismo.   Il rapporto di Mozart con questa moda aveva già fatto capolino negli anni della sua adolescenza, con il soggetto della sua prima grande opera italiana, Mitridate, e troverà la sua massima espressione nel 1782 con Il ratto dal serraglio, nel quale Mozart tra l’altro porta in scena il colore esotico della banda turca attraverso l’impiego di strumenti ritenuti di sapore orientale come la grancassa, il triangolo e l’ottavino.   La Sinfonia Praga fu completata da Mozart nel 1786 e deve il suo nome alla città nella quale fu eseguita per la prima volta, il 19 gennaio dell’anno successivo. Mozart aveva trovato in Praga una sorta di patria adottiva; lì incontrò la considerazione e il successo di pubblico che non riusciva a ottenere a Vienna. La situazione di emarginazione che viveva a Vienna determinò, per reazione, una profondità di pensiero creativo sempre maggiore, che ben è evidenziata nella complessità e ricchezza compositiva delle ultime sinfonie. «La sua concezione del mondo si allontanò poco a poco da quanto lo circondava e la sua arte divenne sempre più soggettiva; il lato passionale,”demoniaco” della sua natura prese il sopravvento» (Hermann Abert).
Si proseguirà poi, fino a sabato 18 aprile 2015, con altri sette concerti sinfonici e da camera, colti e popolari: da Beethoven alla tradizione folklorica ligure, da Anna Bon a Igor Stravinskij.
[FC, ecoinformazioni]

Rinnovato il contratto per 1500 operai agricoli comaschi

spiga di granoÈ stato sottoscritto a Roma da Fai, Flai e Uila con Confagricoltura, Coldiretti e Cia il rinnovo del contratto degli operai agricoli e florovivaisti con decorrenza 1 gennaio 2014. Il rinnovo interessa un milione di lavoratori in Italia e 1500 in provincia.

«Si tratta di un risultato importante – commenta Patrizia Baitieri, segretaria Flai Cgil Como – ci sarà un aumento salariale pari al 3,9% per il biennio 2014-2015 in due tranche da 2,1% e 1,8%. Su una retribuzione media di 1.300 euro mensili si avrà a regime un aumento di circa 50 euro per quattordici mensilità. Inoltre è stata rafforzata l’esigibilità dei contratti provinciali di Lavoro. In tema di welfare contrattuale, è stato aumentato di un giorno il permesso per i padri in occasione della nascita e adozione dei figli. È stato anche ottenuto un periodo di aspettativa oltre il comporto per i lavoratori affetti da patologie oncologiche. Il rinnovo vede l’inclusione anche dei lavoratori della manutenzione del verde». «Gli addetti in provincia – conclude Baitieri – sono prevalentemente occupati nelle aziende florovivaistiche e di gestione del verde nonchè nei molti agriturismi aperti nella nostra provincia. Vi sono inoltre diversi lavoratori agricoli comaschi impiegati anche nel cantiere Expo». [aq, ecoinformazioni]

Mantovani/ Nulla contro Una disperata vitalità

UCCELLACCI_webÈ stata pronta la risposta di Ada Mantovani (Adesso Como) alla lettera del presidente dell’Arci Enzo D’Antuono sulla collaborazione del Comune di Como alla rassegna Una disperata vitalità dedicata a Pier Paolo Pasolini. La consigliera ha apprezzato l’invito dell’Arci alla chiusura dell’iniziativa il 30 ottobre allo Spazio Gloria con la proiezione di Uccellacci e uccellini dicendosi «dispiaciuta di non potere partecipare perché impegnata nei lavori del Consiglio comunale». Ha quindi chiarito che da parte sua non vi era alcun intento di sottovalutare o criticare l’azione per la cultura svolta dall’Arci di Como che al contrario apprezza e sostiene, ma solo «la richiesta all’amministrazione comunale di chiarimenti circa il contributo effettivamente erogato che sembrava relativo alla sola mostra del Broletto e non all’intera rassegna come invece effettivamente è». Per Ada Mantovani è «necessario venga presto adottato un Regolamento per i patrocini che eviti un’eccessiva discrezionalità e apra possibilità di una valorizzazione anche economica di luoghi prestigiosi come la Sala del Broletto».

ecoinformazioni on air/ Cantù dice addio al palazzetto

logo ecopopIl servizio del 23 ottobre di Andrea Quadroni per Radio popolare. Ascolta il servizio audio. Leggi il testo. Cantù dice addio al nuovo palazzetto.  Si è chiusa nei peggiori dei modi la vicenda che nella città brianzola sta tenendo banco da trent’anni. Il project financing che avrebbe dovuto veder realizzato il nuovo palasport in corso Europa è tramontato per sempre. La dead line originaria per la consegna dei lavori era fissata al 13 giugno 2013. Il Comune aveva però concesso una proroga di 300 giorni al gruppo di costruzioni bresciano Turra, messo in ginocchio dalla crisi economica. La situazione non è però migliorata e di operai a Corso Europa non se ne sono più visti. L’ultima speranza era affidata al subentro della Cmr Edile di Reggiolo, una cooperativa di oltre 400 persone con un fatturato di  100 milioni di euro ma gli emiliani hanno fatto un passo indietro.

Adesso si riparte da capo, e l’amministrazione si dà un periodo di sei-otto mesi per capire quali potranno essere le strade da percorrere per dare un palazzetto alla città. Inoltre, gli avvocati del Comune si stanno muovendo per capire in che parte e da chi la città dovrà essere risarcita dei danni subiti. È ìl secondo tentativo che va a vuoto. Il primo risale alla metà degli anni ottanta, quando il comune si avventurò senza risultato nella costruzione del Pala Babele.
Secondo il sindaco Claudio Bizzozero Il mancato coinvolgimento dei primi e diretti interessati, ovvero la Pallacanestro Cantù e la megalomania che ha caratterizzato entrambi i progetti naufragati sono stati il principale motivo di fallimento.
La casa dei tifosi biancoblù resterà quindi il caro, vecchio Pianella. E chissà per quanti anni ancora. [Andrea Quadroni, ecoinformazioni]

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