Saladino/ Con Voltaire

voltaire«Oggi tutti i “Charlie” del mondo parteciperanno fisicamente o idealmente alla grande manifestazione parigina. Li aspetta per il futuro un impegno alla coerenza molto pesante. Dovranno rinunciare a ogni esplicito o inconfessato estremismo in ogni campo: religioso, civile, dei diritti. Eh sì! Altrimenti non saranno “Charlie”. Un omofobo non può essere Charlie. Un cattolico integralista non può essere Charlie. Charlie non si oppone all’aborto, al divorzio, all’eutanasia. E può mai essere Charlie una ‘sentinella in piedi’? Le conventicole, i gruppi, le consorterie non sono Charlie. Charlie vive all’aria aperta!
Dire “io sono Charlie” è dichiarare senza se e senza ma l’appartenenza a una laicità radicale, totale, senza fede, senza credo, senza principi da difendere se non quello “sacro” della libertà di esistere e di esprimersi (con il pensiero, la parola, la scrittura, la vignetta….).
Io NON sono Charlie (tra l’altro non ne ho mai saputo nulla, ne ho ignorato l’esistenza fino ai tragici fatti di Parigi), perché non condivido la sua blasfemia (gratuita e molto rozza). Naturalmente sto giudicando quel poco che è circolato in questi giorni in modo assolutamente soggettivo…. Insomma ti può scappare un sorriso ma, in breve, in bocca ti resta l’amaro. Mi pare un’ilarità da taverna più che da ville lumière, fine a se stessa.
Ma Charlie deve esistere! Ha assoluto diritto di esistere!
Se potessi parteciperei, nella capitale dell’Illuminismo, alla manifestazione di oggi non perché “sono Charlie” ma per volteriana convinzione». [Bruno Saladino]

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