Giorno: 27 Gennaio 2015

31 gennaio/ La bocca ha divorato il fiume

310115colombre«Spettacolo teatrale sul Porrajmos, lo sterminio delle popolazioni Romanì, da parte dei Regimi Nazifascisti», scritto e interpretato da Matteo Curatella LeMat, attore e cantastorie, regia di Massimo Gambarutti, sabato 31 gennaio dalle 17.30 alla Libreria Colombre, in via Plinio 27 a Erba. Per informazioni tel. 031.610999, e-mail info@colombre.org.

Video/ Nicoletta Grillo sul Ring a Berlino

ringberlinoUn’italiana, un belga, un francese, un tedesco si affronteranno il 7 febbraio in una sfida letteraria a Berlino, assieme ad altri scrittori di diverse nazionalità: ventiquattro ore (sono concesse solo pause fisiologiche) sul treno urbano che circonda la capitale tedesca, ventiquattr’ore di scrittura in diretta on lineMa la parte italiana nella sfida internazionale del Ring non sarà rappresentata solo da Nicoletta Grillo. Un ruolo essenziale nel progetto multimediale è quello della documentazione visiva, affidata alla regista veneta Barbara Bernardi, trapiantata a Berlino ormai da diversi anni, e autrice già delle interviste video agli scrittori. Barbara Bernardi, regista per la televisione e autrice di documentari e di video d’arte, svolge nella “missione impossibile” delle 24 ore sul Ring il delicato incarico di coprire  in diretta l’esperienza dei partecipanti. Nonché di restituire, per chi segua la sfida sul Ring dallo schermo del computer, le atmosfere della capitale tedesca.

L’intervista  di Barbara Bernardi che così viene presentata dalla nostra Nicoletta Grillo: «Essa parla! E si muove! La mia intervista in occasione delle 24 ore di letteratura sul Ring (in italiano e tedesco con sottotitoli)».

Per non dimenticare

migrandoRiproponiamo per la Giornata della Memoria, dal libro Migrando nel terzo millennio [Atti del Convegno del 1999 del Coordinamento comasco per la Pace, edizioni ecoinformazioni], gli interventi di Lilliana Segre, deportata a Auschwitz e di Roberto Camerani, partigiano deportato a Mauthausen.  Leggi gli interventi.

Esercizi Monti di Piazza Cavour, quattro licenziamenti

Pasticceria-Monti-6128-01La Filcams Cgil: «Decisione illegittima della nuova proprietà»

La nuova società ha spedito la lettera di licenziamento a quattro dipendenti su nove totali.
«Interessante leggere le motivazioni da parte di questi imprenditori illuminati – commenta Ivan Talloru, segreteria Filcams Cgil – nel primo paragrafo dichiarano di sopprimere il posto di lavoro a cui il lavoratore è assegnato e nel secondo paragrafo dichiarano che le mansioni soppresse verranno svolte da tre soci, Barossi Alessandro – Colombo Mauro – Minatta Marco».
Ricostruiamo la vicenda. Il 9 dicembre 2014, Piazza Cavour Srl firma un accordo con la vecchia proprietà per la cessione d’azienda degli storici Esercizi Monti di piazza Cavour.

«Nel contratto commerciale di cessione dei locali, come prevede la legislazione, c’è l’impegno a mantenere i livelli occupazionali inalterati, impegno che viene poi ufficializzato attraverso la firma di un accordo di cessione d’azienda tra la Filcams CGIL Como, e le due società. L’accordo di cessione d’azienda, stabilisce il Codice Civile, garantisce la continuità del rapporto di lavoro con la nuova società», afferma Talloru.
Il 31 dicembre, però, arriva ai lavoratori una brutta sorpresa per posta: tramite raccomandata, la nuova società avvisa che, probabilmente, si andrà incontro a una riduzione del personale stimabile attorno alle 4-5 unità.
«Già la raccomandata non stava né in cielo né in terra – dice Ivan Talloru, segreteria provinciale Filcams – in sostanza, si trattava di licenziamenti preventivi che smentiscono quanto scritto nell’accordo. È un atteggiamento scorretto oltre che illegittimo».

Gli incontri del 5 e 13 gennaio non hanno portato i risultati sperati: «Come Cgil abbiamo tentato di tenere aperto il tavolo della trattativa con la Società, continuando ad insistere sia sul principio di rispetto delle leggi italiane, sia su di un principio imprenditoriale basico: è conveniente per la Società rischiare di risarcire dei Lavoratori a fronte di un licenziamento illegittimo, piuttosto che utilizzare l’esperienza e professionalità della manodopera a proprio vantaggio? Ricordiamoci che il locale è un punto attrattivo per la sua ubicazione, e stiamo andando incontro ad Expo».[aq, ecoinformazioni]

 

Mercatone Uno: a rischio il punto vendita di Tavernerio

mercatone-uno-tavernerio-e1422135304974Alcune indiscrezioni affermano sia all’interno di una lista di 30-35 negozi in Italia in predicato di chiudere.
Mercatone Business, azienda storica della distribuzione organizzata del mobile che conta 79 punti vendita in tutta Italia con circa 3500 dipendenti, ha presentato a livello nazionale istanza di concordato preventivo in bianco

«La notizia non ci ha sorpreso – afferma Ivan Talloru, Filcams Cgil – avevamo già compreso negli ultimi mesi che la situazione aziendale stava rapidamente degenerando: i debiti nei confronti degli istituti di credito ammontano a 450 milioni di euro».
Negli ultimi tre anni sono stati sottoscritti accordi sindacali per l’utilizzo dei contratti di solidarietà, con lo scopo di consentire un processo di riorganizzazione dei punti vendita tale da rilanciare l’azienda e renderla competitiva e contenere, al contempo, il costo del lavoro per salvaguardare l’occupazione: «Il risultato? oltre a non ricevere la retribuzione per i giorni lavorati dal 1 al 19 gennaio, i dipendenti sono lasciati da soli a fronteggiare le richieste di fornitori e di clienti, allarmati da quanto letto sui quotidiani nazionali».

Mercatone Uno a Tavernerio occupa 37 dipendenti: «E le indiscrezioni dicono che il punto vendita comasco sia inserito in una lista di 30/35 in fase di chiusura. La società non smentisce e non conferma, continuando a giocare con le paure più profonde dei dipendenti e continua a non essere trasparente nei confronti di chi, sette giorni su sette, ci mette la faccia.
Invitiamo la clientela a essere solidale con i lavoratori e a comprendere le difficoltà che stanno affrontando. A sostegno delle giuste istanze dei dipendenti del Gruppo Mercatone Business, proclamiamo lo stato di agitazione, riservandoci di promuovere ogni eventuale iniziativa di mobilitazione, coinvolgendo anche gli organi regionali». [aq, ecoinformazioni]

Viabilità invernale: Non ci sono soldi per la pulizia delle strade

P2020012Lo comunica l’amministrazione provinciale, che invita quindi a guidare con prudenza specie «nei giorni in cui si verificheranno precipitazioni a carattere nevoso e nei periodi in cui la temperatura sarà inferiore a 0° C»

«A causa del concorso alla manovra di finanza pubblica – scrive Villa Saporiti richiesto alle Province con la Legge di Stabilità 2015 n. 190 del 23/12/2014, che impone una riduzione della spesa corrente a carico del comparto provinciale di 1 miliardo per il 2015, 2 miliardi per il 2016 e 3 miliardi per il 2017, quest’anno non sarà possibile effettuare ulteriori servizi di viabilità invernale».
Per servizi di viabilità invernale si intendono sia la salatura che la spalatura delle strade. [aq, ecoinformazioni]

Guido Capizzi/ Lavorare a un’unione della Sinistra la più larga possibile

sinistraL’assemblea di Bologna dell’Altra Europa è stata un altro momento di percorso costituente per un nuovo soggetto politico-partitico di sinistra alternativa e vero luogo aggregante gli anti-liberisti e anti-capitalisti. Dai report e dagli interventi fatti girare in rete e pubblicati, con le consuete puntualizzazioni e interpretazioni spesso contrastanti e contraddittorie, azzardo il giudizio – critico – di trovarci sempre più “inguanati”, a tutti i livelli. Purtroppo anche al basso livello locale; pensando che sarebbe stato bello se fosse nato e cresciuto qualcosa di nuovo nell’oscuro mondo politico italiano ed europeo dal basso, il pessimismo e la delusione aumentano di giorno in giorno. Dalla mia “bassezza” politica azzardo che ci troviamo di fronte all’ennesima fallimentare ipotesi di costruzione di un soggetto politico alternativo e nuovo, capace di elaborare un programma comune di governo avviandosi sull’alleanza elettorale a sinistra. Cosa molto complicata! La domanda è: si riuscirà? Ci si potrebbe anche domandare: sussistono le basi, al momento, per un assoggettamento delle forze di sinistra ostili alla politica del governo Renzi? La volontà di qualcuno per costruire un’alternativa di vera sinistra può essere condivisa da soggetti con storie e appartenenze diverse a sinistra del Pd di Renzi? E’ tempo, questo, per riscrivere una storia comune a sinistra! Un nuovo soggetto politico-partitico può fare rincontrare su un programma condiviso i comunisti, gli ecologisti, i delusi dal Pd, i mai senza partito della società civile contrari alla logica liberista del governo Renzi dove, di fatto, un paio di soggetti decidono tutto? La risposta sta nella convinzione che l’intelligenza è collettiva. Intendiamoci: chi proviene dal partito della Rifondazione Comunista non è, forse, la maggioranza per l’alternativa, ma è sicuramente la maggioranza per la vera sinistra che si vuole costruire. Il Prc può così diventare il filo di unione della sinistra alternativa. Di ciò sono consapevole e ritengo corretto sottolinearlo. L’Assemblea di Bologna, che ha raccolto un variegato e variopinto mondo, penso abbia lasciato una domanda cui è necessario rispondere, perché in tanti sono nell’attesa della risposta: la vera sinistra vuole (continuare a) vivere? Le discrepanze sono evidenti, pur se tutti ritengono indispensabile che non ci sia un ritorno delle destre al governo. Io, sia chiaro, pur con il mio basso profilo e peso specifico nella vicenda anche locale del comitato dell’Altra Europa con Tsipras, non sono un oppositore alla blanda azione in corso, sono soltanto in disaccordo. Una “prova di verità” ci attende, un programmare sui tempi lunghi le scelte politiche di autentica sinistra alternativa (se non rivoluzionaria). Le elezioni europee sono state l’occasione – sostanzialmente persa – per una forte opposizione di sinistra alle politiche liberiste e capitaliste applicate in Italia e in gran parte dei Paesi dell’Ue e dall’Europa comunitaria stessa. L’accordo socialdemocratico-popolari, ovvero la conferma di politiche economiche e sociali identiche, non è che lo stato dell’arte che dobbiamo subire! Che fare, allora? Non è sufficiente un “ecosocialismo”, anche come oggetto tra le mete che abbiamo all’orizzonte. La sinistra che non c’è, quella che qualcuno vorrebbe identificare nel proseguire sulla strada dell’Altra Europa con Tsipras, deve essere l’antidoto per contrastare quello che i neo-liberisti, incubatori della destra anche più estrema, intendono attuare come politica europea e nei Paesi dell’Ue. Cercherà, questo nuovo soggetto in costruzione, di essere la nuova Sinistra unita e vera alternativa? Sarà in grado, questo nuovo soggetto, di arricchirsi con l’esperienza dei partiti già costituiti (Prc, PdCI, Sel, Verdi) e dei movimenti organizzati, oppure si metterà a chiedere a essi di ritrarsi? Siamo convinti che sia necessario un fermo confronto con quanti escono dal Pd renziano senza diventare il luogo dell'”asilo politico” per chi non vuole più rimanere nel Pd? Quale metodo utilizzare per lavorare a un’unione della Sinistra la più larga possibile, con forze già costituite cui non si può chiedere di annullarsi e con personalità che condividono la necessità di creare un nuovo soggetto di vera Sinistra? È, in Italia come in Francia, alla nostra portata la costituzione di un soggetto politico che sta al momento arrancando solo se riusciremo a realizzare una nuova identità alternativa senza, però, perdere le varie identità che si mettono in comune per lo stesso percorso. Nessuno ha l’esclusiva, tutti abbiamo un orizzonte di libertà e uguaglianza sociale che non deve escludere chi confida in una nuova società. [Guido Capizzi, ricercatore economico e giornalista]

Ecoinformazioni è un circolo Arci

Anche ecoinformazioni in Pressenza