Birrivico al buio/ Aperitivo alternativo

buioLa serata del 23 febbraio, al Birrivico di Como, è stata sorprendentemente buia e frizzante. Un buio assoluto, dove la vista è stata messa fuori gioco. I colori hanno lasciato spazio alla descrizione di gusti freschi, beverini e in alcuni casi amari. Circa sessanta le persone che con entusiasmo e curiosità hanno partecipato all’iniziativa Birrivico al buio, con un aperitivo salato alle 19.00 e uno dolce alle 21.00. Un’iniziativa dal motore solidale, perchè parte del ricavato è stato devoluto al progetto Vado bene a scuola, che si impegna nel promuovere e supportare economicamente la presenza del tiflologo nelle scuole di ogni ordine e grado, dove sono presenti bambini e ragazzi ciechi o ipovedenti. Le persone sono state invitate, quattro per volta, a formare una fila, tenendosi collegate con una mano appoggiata alla spalla. Il personale non vedente li ha condotti in sala con sicurezza e con grande ironia: i ruoli si sono invertiti. Sul tavolo erano già posizionati i piatti dell’aperitivo e le posate con cui mangiare, ma probabilmente anche le mani hanno avuto il loro ruolo.
Gli organizzatori, l’UICI di Como e Tonino De Falco, gestore del locale, sono fortemente soddisfatti di aver offerto il vero buio, all’interno del quale le persone si sono trovate a loro agio, ed hanno potuto sperimentare, attraverso altri sensi, un’ esperienza dal forte impatto emotivo. Il presidente dell’UICI di Como, Daniele Rigoldi, in giornata ha dichiarato: “Abbiamo incontrato giovani aperti al dialogo e pronti ad accogliere le nostre riflessioni rivolte alla disabilità visiva. Tra la battuta e lo scherzo, sono stati affrontati temi importanti, che coinvolgono migliaia e migliaia di persone che soffrono per non avere a disposizione un senso che sembra essere tutto nella vita”. La cosa che emerge da queste iniziative al buio è l’appassionata voglia che le persone hanno di parlare, di parlarsi con più profondità; lo si avverte non solo dal contenuto dei discorsi, ma anche dal tono della voce, che sembra alzarsi di continuo, confondersi, muoversi indisciplinato, quasi che non vedersi possa implicare il non sentirsi. L’attenzione si acuisce maggiormente su quello che accade in quel luogo indefinito: si ricordano i nomi con grande velocità, si riconoscono gli ingredienti nel piatto e si toccano i vicini per sapere come sta andando l’avventura. Quando infine delle flebili luci di candele hanno squarciato il buio, i commenti sono stati tra i più vari, ma tutti concordi nel definire riuscito questo evento. Tonino, proprietario del locale, ha raccontato di aver fatto in passato l’esperienza di dialogo nel buio a Milano, e ancora oggi la ricorda come una tra gli episodi più significativi e forti provati. Partendo da questo presupposto, ha voluto, con questa iniziativa, far conoscere a un pubblico per la maggior parte giovane una realtà poco nota, nonostante la sede dell’Unione Ciechi di Como si trovi a poche decine di metri dalla birreria. Le persone hanno espresso grande apprezzamento per l’iniziativa e per la gestione di tutta la serata, vivendola con intensità e piacevolezza, e si sono augurate di poterla riprovare al più presto. Visto il successo dell’iniziativa, non è da escludere che ciò accada. [Barbara Rizzi, ecoinformazioni]

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