Como Libera Bologna/ Gioia di aver partecipato

WP_20150321_009Nei due pullman con i quali un centinaio di comaschi hanno raggiunto Bologna il 21 marzo per partecipare a Venti liberi, la manifestazione di Libera, molti i giovani (17 – 30 anni) ma anche cinquantenni che hanno risposto all’invito dei presidi, quello di Como e quello di Cantù. Ampia la presenza di scout (Como 1, Como 45, Cantù 1,Mariano e Lomazzo) e di ragazze e ragazzi provenienti dai diversi oratori della provincia. Data la caratterizzazione di questa giornata che ha posto con ancora più forza non solo il tema della lotta alle mafie, ma anche quello della necessità di giustizia sociale e di azioni contro la povertà e la corruzione, abbiamo chiesto ai partecipanti quali emozioni avesse suscitato in loro l’approccio proposto da don Lugi Ciotti, presidente fondatore e animatore inarrestabile dell’azione di Libera, associazione di persone e di associazioni, sempre più forte e mai come oggi corteggiata dalla politica e dal mondo sindacale al punto che Landini la considera uno degli elementi chiave, insieme a Emergency e all’Arci, per la costruzione della “coalizione sociale” per il lavoro contro le ingiustizie e la corruzione. Tuttavia poche delle risposte da noi raccolte entrano nel merito della valutazione delle prospettive del movimento valorizzando invece maggiormente la radice storica di Libera, il suo impegno specifico contro le mafie, esprimendo soprattutto la gioia e l’importanza di esserci stati…

«Ciò che ci ha spinto a partecipare a questa giornata è stato il collocare questa iniziativa nel percorso educativo che abbiamo intrapreso coi ragazzi, in quanto uno dei punti su cui lavoriamo è l’informazione e la partecipazione attiva sul territorio, ponendosi anche in maniera critica rispetto alle realtà che ci circondano. Abbiamo iniziato guardando, durante un’attività, il film Cento passi e lavorandoci sopra e sviscerando pian piano quella realtà;abbiamo, poi, fatto un incontro con dei rappresentanti di Libera Como che ci hanno spiegato come è gestita e cosa proponeva l’associazione e come contrastare le mafie al nord; quindi abbiamo deciso, coi ragazzi, di partecipare a questa iniziativa sia come passaggio sia come punto culmine del nostro percorso dando così il nostro contributo a questa lotta. La giornata ci è sembrata molto festosa e partecipata, ne abbiamo ricavato, anche dopo il corteo, molti spunti dai laboratori di riflessione anche se con un taglio generale. Noi abbiamo partecipato al convegno sulle mafie al nord che però ci è sembrato poco chiaro quindi ci siamo spostati su un secondo evento, meglio strutturato e indirizzato, riguardante i minori reclutati dalle mafie e il diritto allo studio e all’infanzia, che ci ha dato molto».  [Irene, 22 anni e Marco, 26 anni, gruppo scout Como 45]

«Io ho iniziato a partecipare alle proposte di Libera dopo l’edizione di Genova per il ricordo delle vittime di mafia da allora ho sempre sentito motivante e pregnante questa giornata tanto da cercare, quando è possibile, di far parte della manifestazione ogni anno. Questa giornata, che è anche la giornata più importante per i sostenitori di Libera mi ha sempre dato molto e spinto a legarmi sempre più alle iniziative dei presidi. La giornata come ogni anno è sempre stata magnifica e piena d’emozioni l’unica cosa che mi è dispiaciuta è stata il non poter partecipare ai seminari perché non sono riuscita ne a capire molto le proposte ne a iscrivermi; ciò nonostante la mattinata in corteo è un evento molto formtivo e di ampio impatto sia visivo per la moltitudine di gente con cui cammini sia personale perché ci si rende conto di quanto la lotta alla mafia sia sentita da tante persone». [Malek,20 anni [studente, socia di Libera Como]

«La motivazione per cui ho partecipato all’evento è che questo, è il momento fondamentale di tutto l’anno in cui ogni persona associata a Libera ricorda i nomi delle vittime di tutte le mafie e in qualche modo afferma che la mafia non è solo un qualcosa di staccato che agisce solamente sulle politiche e sull’economia, ma è qualcosa di concreto che ha fatto del male fisicamente a persone come noi. La cosa più bella del 21 marzo è sentire tutti i nomi delle vittime di mafia, da quelli più noti come Giovanni Falcone, Paolo Borsellino o Pio la Torre, fino a quelli meno conosciuti e di cui si sa ancora poco, questo rende la giornata un momento per rinnovare l’impegno preso nel ricordare e nel combattere le mafie. Le mie impressioni sulla giornata sono più che positive, è stata densa, piena di eventi e partecipata.  Personalmente non so stimare quante persone siano venute oggi a Bologna ma solo pensando al momento in cui siamo arrivati noi in piazza, rispetto alla testa del corteo che aveva già cominciato con l’elencazione e gli incontri con i sopravvissuti mi fa capire che eravamo proprio tanti, quindi non può essere stata che positiva. Penso che don Ciotti abbiamo fatto un ottima “sintesi” dei problemi e abbia chiarito bene su cosa fondare l’azione per l’anno futuro. E poi c’è stato anche il tempo per divertirsi o prendere un gelato quindi è stata davvero una giornata positiva!». [Matteo, 32 anni, coordinatore di Libera Cantù]

«Per spiegare le mie motivazioni mi viene in mente una frase di don Giuseppe Puglisi, prete palermitano vittima di mafia, che diceva che se ognuno fa qualcosa allora si può fare molto. Penso che  questo dev’essere lo spirito di ogni partecipante, perché purtroppo le mafie sono un vero e proprio cancro e con la crisi e la corruzione è davvero un facile cadere in questa trappola ignobile ed infernale. Io penso serva un evento come questo per la salvaguardia del senso civico, della politica e della società come bene comune quindi l’importanza del singolo nel ricordo e nella educazione anche civica perché anche di questo si parla in questa giornata. Oltre al mio entusiasmo nel partecipare sono felice di aver sentito don Ciotti che è una persona che da moltissimo tempo si occupa ed è competente di queste tematiche. Ha detto cose che vere, pesanti e per certi aspetti anche drammatiche della nostra società. È importante il ricordo e la lotta contro questo cancro che non è impossibile da estirpare ed è necessario togliere per il bene della giustizia, della democrazia e dei cittadini stessi».  [Peppo, 58 anni, socio presidio di Libera Cantù]. [Lorenzo Lembo, ecoinformazioni]

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