Mese: Marzo 2015

Guaritrici, levatrici, medichesse

PremioCire2015bBando promosso da Cire e Comune di Cernobbio per ricerche storiche da presentare entro il 15 settembre aperto a tutti dai 15 anni di età.

 

«Fino al 15 settembre tutti gli interessati, a partire dai 15 anni di età, possono partecipare al premio per la ricerca originale Guaritrici, levatrici, medichesse promosso da Cire (Centro insubrico ricerche etnostoriche) con il patrocinio di Comune di Cernobbio – città del libro – spiega un comunicato –. Il bando, lanciato lo scorso 2 dicembre, prevede un premio finale pari a 1.000 euro per la migliore ricerca inedita, sia questa realizzata in testo scritto (massimo 10 cartelle), come prodotto digitale multimediale (filmato da videocamera o smartphone di massimo otto minuti), come graphic novel o foto-racconto (sempre con le dimensioni massime di dieci cartelle), basata su fatti storici documentabili che abbia per protagoniste le donne e i saperi femminili legati alla cura e alla medicina popolare, all’uso delle piante, alla formulazione di decotti, pozioni, pomate a base di erbe curative».

«Guaritrici, levatrici, medichesse vuole essere il filo conduttore di un viaggio nell’affascinante mondo delle guaritrici, al confine tra tradizione popolare e magia – si spiega –. Come già sottolineato, infatti, il bando richiede di produrre una ricerca inedita basata su fatti storici documentabili, che abbia per protagoniste le donne e i saperi femminili legati alla cura e alla medicina popolare, all’uso delle piante, alla formulazione di decotti, pozioni, pomate a base di erbe curative. La proclamazione dei vincitori e l’assegnazione dei premi avverrà durante una manifestazione pubblica che si terrà nel mese di novembre nella suggestiva Villa Bernasconi a Cernobbio». [md, ecoinformazioni]

Ristrutturazione della fontana di Camerlata

fontana di camerlataPalazzo Cernezzi: «È tempo di indagini e lavori».

 

«Per la fontana di Camerlata è tempo di indagini e lavori. Il Settore opere pubbliche del Comune di Como, diretto dall’ingegner Antonio Ferro, ha predisposto l’assegnazione di una serie di incarichi a professionisti ed imprese per una manutenzione straordinaria del monumento – annuncia un comunicato –. I lavori prenderanno il via domani [mercoledì 1 aprile] e nell’elenco degli interventi stabilito dai tecnici, figurano indagini per una mappatura materica, analisi sul degrado e le fessurazioni, studi sull’effetto degli inquinanti nelle patologie del degrado dei cementi e dei materiali lapidei, misurazioni delle vibrazioni provocate dal traffico sia sugli anelli orizzontali, che verticali, rilevazioni di dati meteo e delle temperature (quest’ultime per avere indicazioni sulle variazioni differenziali subite dalla struttura metallica con il caldo)».

«Saranno poi effettuate anche delle endoscopie, per arrivare, attraversando gli anelli cavi, ai tralicci metallici e riuscire a leggere il livello di ossidazione dello spessore del traliccio per valutare in che modo trattare le superfici ossidate – prosegue la nota –. La fontana sarà poi interessata da una pulitura e integrazione delle parti mancanti che saranno eseguite da una ditta specializzata. Dopo la pulitura, sulla fontana sarà steso un prodotto per l’impermeabilizzazione e protezione del calcestruzzo e quindi si procederà con la ritinteggiatura. Rientrano in elenco anche il rifacimento dell’impianto di illuminazione del monumento e il rifacimento dell’impianto idrico della fontana, comprensivo di manutenzione programmata per un anno».

Dall’inizio di aprile: «Si inizierà a montare il ponteggio e a delimitare l’area di cantiere e quindi seguiranno le varie indagini ed interventi. Sono stati ipotizzati 2/3 mesi di cantiere, tempistica tutta legata alle condizioni del tempo. Per i lavori è previsto un finanziamento di 140mila euro, coperti per il 45% dal Comune e per il 55% da Fondazione Cariplo attraverso il bando Conservazione programmata del moderno». [md, ecoinformazioni]

Approvato il Regolamento per il suolo pubblico

COMO COMUNE 3Inizia poi a Palazzo Cernezzi la discussione sulle alienazioni.

 

Preliminari

Nelle preliminari al Consiglio comunale di Como di lunedì 30 marzo Giampiero Ajani, Lega, si è lamentato per non aver avuto risposta ad una interrogazione sulla frana di Civiglio «presentata il 30 gennaio», e ha rimarcto la situazione di via Tentorio, assurta alle cronache nazionali per i tantissimi cartelli di interruzione della pista ciclabile a causa dei passi carrai, Ada Mantovani, Adessso Como, ha chiesto invece una Commissione speciale sulle concessioni cimiteriali dopo lo scandalo della gestione “naif” avuta sinora, e rilevato la pericolosità dell’attuale situazione del cantiere per la risistemazione della viabilità in viale Giulio Cesare, per ultimo Diego Peverelli, Lega, è tornato a parlare del battello spazzino e la pulizia del lago: «Il Comune è un benefattore, spetta alla provincia pulire il bacino».

 

Occupazione di suolo pubblico

Con le ultime dichiarazioni di voto di Luca Ceruti, M5s, e Vincenzo Sapere, Paco-Sel, si è poi andato a votare il provvedimento. Scontato il voto contrario dell’opposizione, astenuti solo Peverelli e Roberta Marzorati, Per como, a favore la maggioranza.

 

Alienazioni

Dati i magri risultati degli ultimi anni l’assemblea ha quindi dovuto affrontare nuovamente una proposta di dismissione degli immobili commerciali dell’ente presentato dall’assessore alla partita Marcello Iantorno. Una situazione orami imbarazzante per la compagine di centrosinistra che guida il capoluogo lariano dato il fallimento del piano di dismissioni approvato negli ultimi tre anni. Su una previsione dal 2012 ad oggi erano previsti introiti per la casse comunali per poco più di 6milioni e 700mila, ma sono entrate solo 640mila euro per il chiosco a lago (ex Speak Easy) e un parrucchiere in via Milano alta; «meno del 10 per cento di quanto previsto» ha ammesso l’assessore.

Infatti gli immobili in vendita per il 2015 sono arrivati alla terza o alla quarta asta.

Di qui le polemiche dell’opposizione che si sono scagliate contro la maggioranza e contro Iantorno, fra tutti Peverelli ha attaccato a spada tratta: «È la quarta volta che parliamo del nulla! L’assessore è inadeguato! Lo rimuova sindaco!» Parole che hanno alterato il diretto interessato che ha iniziato a rispondere al consigliere leghista prima di essere accompagnato fuori dall’dal dal sindaco Mario Lucini. «È la mi opinione personale, posso dirla?» ha chiosato Peverelli.

«L’avevamo detto che erano stime troppo ottimistiche» ha affermato Marco Butti, Gruppo misto, «come si fa a venderle senza certificazione energetica e catastale?» ha chiesto Alessandro Rapinese, Adesso Como, che ha votato contro al provvedimento già in Commissione, «Viene disfatto il patrimonio e non si sono viste opere. Neanche quelle di riqualificazione delle piazze della Ztl» ha aggiunto Laura Bordoli, Ncd., che ha aggiunto «sono stati venduti immobili che rendevano il 4/5 per cento». «Sono tre anni che il mercato non li accetta» ha rincarato Ceruti, «qual è la strategia dell’Amministrazione, perché spogliarsi di qualcosa che dà ancora del reddito?» ha affermato Mantovani riferendosi a quegli immobili per cui è ancora in corso un contratto di locazione.

Dalla maggioranza i toni si sono fatti più concilianti rispetto alle scorse discussioni sulla vendita della ex Scuola all’aperto di via Binda per Luigi Nessi, Paco-Sel, «ormai si è deciso di venderla, spero venga controllato quanto si costruirà dopo», ma Italo Nessi, Como civica, ha chiesto di tenere presente il significato della parola valorizzazione, del patrimonio comunale, nel titolo del documento in discussione.

Dopo una mezz’ora di sospensione chiesta da Rapinese per presentate emendamenti, alla fine saranno 38 di più esponenti di opposizione, la seduta è ripresa con la replica dell’assessore Iantorno. «Le aste non sono andate nel modo sperato – ha ammesso – e al di sotto delle previsioni». «Il mercato è prevedibile, ma non certo» ha aggiunto ricordando il tentativo di alienare il patrimonio pubblico, «che è enorme», da parte di tutte le amministrazioni dello stato: «Ne abbiamo acquisito gradatamente alcuni anche interessanti». Ma per l’assessore vi è la «necessità di reperire risorse, che ci necessitano come l’aria» e per quanto riguarda «via Binda e via Tommaso Grossi noi non abbiamo le risorse per investire in quei compendi». Quanto incassato dal Comune servirà nel «Programma del piano triennale delle opere pubbliche per il recupero di patrimonio pubblico, palestre, scuole, ma anche edilizia residenziale pubblica». «Non si svende, si cerca di vendere» ha concluso. [Michele Donegana, ecoinformazioni]

Dare voce ai sibling/ Crescere con un fratello con disabilità

anffasSibiling è una parola inglese che viene utilizzata per definire i fratelli e le sorelle delle persone con disabilità. Da una decina di anni, la pedagogia sta indagando il senso di isolamento che i fratelli considerati normodotati provano, e come la situazione famigliare influenzi le loro scelte e la progettualità durante gli snodi cruciali della vita. Il legame fraterno possiede al suo interno mille sfaccettature, fili che s’intrecciano e parole taciute. La relazione fraterna, proprio perché condivide la stessa generazione, è solitamente la relazione più lunga all’interno della propria famiglia d’origine, e inevitabilmente attraversa fasi delicatissime, dove un confronto ed un supporto si rendono necessari. A Como, l’associazione Anfass ha promosso un corso di formazione per diffondere approfondimenti e metodologie sui sibling. Cinque saranno gli incontri rivolti ai professionisti del settore disabilità: insegnanti, studenti e volontari. Il primo incontro avverrà sabato 11 aprile, per partecipare è necessario registrarsi sul sito http://www.anffascomo.it e versare un contributo di 40 euro. Lo scopo del corso è di creare personale formato, sviluppare la conduzione di un gruppo e potenziare la capacità di ascolto. Il corso sarà tenuto da Maddalena Bernasconi, psicologa; Nicoletta Martirano, docente e Regina Confalonieri Zoni, membro del direttivo di Anffas; si terrà presso il Centro Servizi Volontariato di Como, in Via Col di Lana 5. [Barbara Rizzi, ecoinformazioni]

Premio Stachanov/ Michele Donegana 2000

micheleNon è solo il caporedattore che si sobbarca il compito (talora usurante) di seguire i lavori del Consiglio comunale di Como. Non è solo uno dei pochi cronisti in grado di cogliere il significato politico persino delle preliminari più puntiformi o delle discussioni interminabili che possono sembrare (e talora sono) oziose. Non è solo capace di passare dagli ordini del giorno alla cultura, dalla politica ai diritti alle mostre, dalle conferenze stampa alle filosofie contrapposte di destre sempre più destre e sinistre sempre più centrosinistre. Michele Donegana è anche un mago del blog capace di comporre in tre anni ben 2000 (duemila) articoli per il nostro spazio telematico di libera informazione. Dirgli grazie è banale e forse ingiusto. Lui dice che nonostante tutto si diverte e quindi gli toccherà anche ringraziare ecoinformazioni e i lettori e le lettrici che lo amano perché è duemila volte bravo. [Gianpaolo Rosso, ecoinformazioni]

Wsf Tunisi/ Inshallah

wsfÈ questa l’espressione che ho sentito spesso ripetere da tutti coloro con cui sono entrata in contatto nei giorni trascorsi a Tunisi. taxisti, baristi, commercianti, donne delle pulizie, funzionarie delle dogane (una delle quali in dolce attesa),  cittadine comuni incontrate sui tram che usavamo per alcuni spostamenti, si affidano a Dio e sperano che l’attentato terrorista del Bardo non lasci strascichi  irreparabili sull’industria del turismo, cioè il cuore economico della Tunisia.

Il recente attentato al museo Bardo , che ha causato 23 morti, sarà ricordato a lungo e rischia di lasciare una ferita indelebile.

È in questo contesto che si è tenuto il Forum sociale mondiale.

Devo dire che la scelta di mantenere questo importante appuntamento internazionale nonostante l’attentato è stata giusta.

E  la città ne è stata grata accogliendoci con calore e simpatia.

Il contesto

Partecipare al Forum mi ha dato la possibilità di conoscere e capire un po’ di più la situazione della Tunisia, il paese più laico del Maghreb  nel quale  sono iniziate le “primavere arabe” e che è stato teatro qualche giorno fa , come ricordavo sopra,  del cruento attentato terroristico al museo del Bardo.

In effetti tutte le ed i tunisini con cui ho avuto modo di parlare hanno mostrato preoccupazione, disorientamento e timore per il futuro. La laicità di cui il paese ha goduto sotto la guida di Bourghiba, il Presidente per il quale tutte/i mantengono ancora un ricordo riconoscente ( pur se non mancano le critiche), rischia di essere ridimensionata.

Durante gli anni governo di Bourghiba , mi è stato sottolineato in particolare dalle donne, queste ultime ebbero accesso ad uno status assolutamente inimmaginabile per il mondo arabo: ivieto della poligamia, sostituzione del divorzio al ripudio, legalizzazione dell’aborto che superava, all’epoca, perfino quello di cui godevano le donne francesi.

Oggi tutto questo è rimesso in discussione mentre si assiste all’avanzata di un fondamentalismo religioso fino a qualche tempo fa neppure immaginabile.

Paradossalmente la “primavera araba”, o meglio il suo strumentale utilizzo politico, ha aperto  alcune brecce al fondamentalismo.

Le grandi manifestazioni di piazza, determinate dalla precaria situazione di vita  a cui sono costretti le ed i giovani, in particolare,  che lavorano nelle imprese delle multinazionali informatiche (arrivate in Tunisina attraverso una delocalizzazione selvaggia  che ha avuto come contraltare, in Europa, la perdita di lavoro di molti giovani in particolare francesi,  a conferma del dumping sociale  di cui si è servito e si serve il capitalismo anche  nella crisi economica). I bassi salari e le condizioni di lavoro vicine alla schiavitù sono state la miccia della “rivoluzione”.

Ma insieme alla materialità delle condizioni economiche e sociali le rivolte si sono caratterizzate anche sul piano dell’anticolonialismo  per mettere in discussione l ‘Occidente, visto come un un sistema di

potere che si fonda sullo sfruttamento del  lavoro, sull’imposizione dei propri “valori” (a partire dal fondamentalismo del mercato) e sull’ inferiorizzazione delle culture  diverse dalla propria.  La lotta all’ occidente , se considerato come un tutt’uno omogeneo, costituisce un fertile terreno di cultura per fondamentalismi religiosi di varia natura che hanno buon gioco nel rimettere in discussione il principio di laicità e riportare le lancette dell’orologio ad un passato remoto ( in particolare per le donne) che per ora nessuna/o vuole ma che rischia alla lunga di imporsi.

L’attentato del Bardo è servito a peggiorare  la situazione.

Per questo le tunisine ed i tunisini con cui ho parlato si affidano a Dio e chiedono di non essere lasciate sole/i  perché come mi ha detto uno di loro ” il fondamentalismo è contagioso”.

Come non essere d’accordo con loro?

Il forum mondiale

Al Forum si sono iscritti più di 121 paesi ed oltre 5.000 organizzazioni. Una presenza dunque importante e significativa.

Per questo trovo ancor più giusta la scelta di mantenere l’appuntamento,  nonostante l’attentato.

Al di là di questa buona scelta, però, sul piano “politico” non mi è parso di scorgere complessivamente nessun passo in avanti rispetto alle altre edizioni.

Il numero impressionante di seminari e iniziative testimonia certo  la ricchezza dell’attivismo sociale e politico mondiale per ” un altro mondo” ma  dall’altra  fotografa  la frammentazione delle soggettività collettive coinvolte che ancora non riescono a confluire, in una dimensione internazionale,  su un progetto comune  che implicherebbe da una parte superare le “nazionalità” e dall’altro convenire (in modo un po’ meno generico del desiderio di un “mondo altro”)  su un modello di societá e di relazioni sociali non più fondate sul profitto, sul l’alienazione, sullo sfruttamento e sulla supremazia di un genere o di una classe.

Però, di fronte ad un capitalismo finito in un vicolo cieco,  che diventa ogni giorno più divorante e aggressivo,  e ad un patriarcato che si nutre delle contraddizioni di quest’ultimo  per  diffondere fondamentalismi che tagliano le gambe in ogni campo al principio di autodeterminazione, la risposta del movimento ” altermondialista” dovrebbe essere quella di provare a mettere in discussione i rapporti di forza , inserendosi nelle contraddizioni che i sistemi di potere scatenano  per agire i conflitti necessari e costruire quel”movimento reale che cambia lo stato attuale delle cose”.

Non dico che esperienze capaci di alludere ad una simile prospettiva non ve ne siano ( penso alle reti femministe o ecologiste o per i diritti delle e dei migranti oppure, su un piano politico-istituzionale e per quanto riguarda l’Europa,  penso ad esempio alla Grecia o alla Spagna) dico solo che esse non assumono una forza  tale da “impensierire” troppo i poteri dominanti.

Al contrario, e positivamente, il Forum Mondiale ha mostrato alcune emergenze di fondo con le quali saremo costrette/i a misurarci.

Una di queste, confermata dalla situazione tunisina, è appunto quella legato al potere delle religioni e alla rischiosa diffusione a tutti i livelli di fondamentalismi religiosi (di tutte le religioni, in particolare quelle monoteiste).

Emergenza che appare rischiosa soprattutto in relazione al principio,di laicità ed al diritto all’autodeterminazione.

Il punto di vista di alcune reti femministe

Non è un caso che sono state in larga parte le donne  in particolare alcune reti femministe a puntare il dito su religioni e fondamentalismo.

Dico che non è un caso perchè religioni e fondamentalismo sono fra gli elementi strutturali del sistema patriarcale e  l’averne svelato la natura e la funzione dimostrando che esso, il patriarcato, non può essere superficialmente accostato o peggio sussunto in quello capitalista, ci consente di avere antenne più sensibili nel coglierne la presenza e la potenza.

In due specifici seminari sul tema, l’uno organizzato da Feminists for Europe (Fae, la rete europea di Ife Italia) insieme a Transform! e Casa Africa  e l’altro dall’ “Articulaçao  dos mujeres  do Brasil” sono emersi i seguenti nodi di fondo:

– la religione è questione scottante, sia per la non sufficiente distinzione fra fede e religione sia per le differenti modalità di applicazione ( quando non per l’ assenza) del principio di laicità  nelle carte costituzionali dei singoli Stati.

Nel primo dei due seminari ( che ha visto la partecipazione di donne ed uomini) si è dibattuto soprattutto di religione nonostante l’intervento introduttivo avesse invitato a riflettere anche sula  drammaticità questione economica e sociale.  È parso che su questi ultimi temi , e quindi sulla critica al capitalismo, vi fosse una condivisione di fondo . Invece sulla religione le posizioni divergono: in particolare le donne e gli uomini ( giovani e non europei) che sono intervenuti su questa tema hanno rivendicato il diritto di professare una religione anche nella sfera pubblica e di fare uso di simboli che ne manifestino la scelta ( il velo per esempio) senza che tutto ciò leda il loro diritto all’autodeterminazione. In particolare le giovani donne hanno rimproverato alle femministe occidentali la rigidità della loro posizione che rischia di creare un solco incolmabile.

Altre giovani donne tunisine hanno espresso posizioni differenti ma è evidente che  la riflessione ed il confronto non possono (non devono) che continuare;

– il fondamentalismo religioso avanza in ogni parte del mondo ( nel seminario proposto dalle donne brasiliane erano presenti donne provenienti da : Tunisia, Stati Uniti, Taiwan, Canada, Brasile, Spagna, Belgio, Italia, Francia, Nigeria ed altri paesi africani, Marocco). Due esempi su tutti: le donne brasiliane ( della “Articulaçao  dos mujeres  do Brasil ) hanno denunciato il costante aumento delle sette evangeliste che sono riuscite ad eleggere rappresentati nel parlamento nazionale che stanno aumentando consenso e costruendo alleanze tali da mettere a rischio la democrazia stessa: l’amica  belga, rappresentante sindacale,  ha informato sull’avanzata di fondamentalismo  in Belgio tanto che recentemente il borgomastro di Anversa ha consentito ai servizi di ristorazione collettiva ( bar, ristoranti, ecc) di rifiutarsi di ospitare feste di matrimoni gay e persino di servire pasti o bevande a coppie omosessuali (!).

Il fondamentalismo è nemico soprattutto delle donne perché mette in discussione il loro diritto a disporre del proprio corpo e quindi mina alle basi il principio di autodeterminazione.

Ma sarebbe miope se non idiota credere che tutto ciò riguardi solo le donne.

Se le donne sono meno libere è la società intera ad esserlo.

Nei seminari che ho seguito e nelle discussione che ho avuto con amiche e compagne di ogni parte del mondo mi pare che questa consapevolezza ci sia.

Si tratta ora di diffonderla….

Da questo punto di vista il Forum ha consentito a me ed alla rete che rappresentavo (FAE) di costruire relazioni internazionali che  potranno consentirci di approfondire  questa riflessione per provare a costruire  azioni collettive e coerenti.

Non solo,  nell’incontro finale con la delegazione di Transform! (la rete europea con la quale FAE ha  organizzato  il seminario) e ho sottolineato l’importante di un confronto su religione/fondamentalismo/laicità/autodeterminazione e  devo dire di aver riscontrato un forte interesse da parte di tutti le ed i componenti la delegazione.

Inshallah! Appunto. [Nicoletta Pirotta per ecoinformazioni]

Asta Gloria/ Zamboni, Casa del Vento, Mcr e Dabbrescia per Xanadù

fascistisettembre2012gloriaContinuano ad arrivare risposte al grido di allarme dello Spazio Gloria e continuano ad aumentare oggetti e opere messi a disposizione da artisti, amici e soci di Arci Xanadù, per l’asta di raccolta fondi che il circolo sta organizzando per martedì 21 aprile alle 21 al Gloria. L’asta – ricordiamo – è organizzata con il fine di raccogliere il denaro necessario ai lavori di adeguamento intimati dal comune di Como al cinema Gloria, scongiurando così l’avvio della pratica di chiusura.

Massimo Zamboni (ex Cccp-fedeli alla Linea), la band arentina Casa del Vento (reduce dal tour italiano con Patti Smith) e gli emiliani Modena City Ramblers hanno messo a disposizione materiale autografato, mentre Mimmo Dabbrescia, fotografo di fama internazionale con cui Xanadù ha appena collaborato per l’esposizione a Como della mostra Il giovane Faber, ha donato al circolo alcune cartelle grafiche.

Presto sarà disponibile sul sito www.spaziogloria.it l’elenco dei “pezzi” che verranno battuti il 21 aprile conla relativa base d’asta.

Arci Xanadù invita inoltre i soci e le socie a partecipare all’assemblea annuale programmata per sabato 11 aprile alle 16; un momento di discussione sul bilancio, lo stato dell’arte e le prospettive oltre che l’avvio di un dibattito ampio sulla cultura e sulla politica degli spazi che coinvolga anche artisti e operatori. [jl, ecoinformazioni]

 

Uno studio sui professionisti comaschi

liberi professionisti provincia di comoLa Camera di commercio analizza le libere professioni del territorio lariano, quasi 12mila i soggetti interessati.   «L’obiettivo è quello di quantificare i liberi professionisti che operano in provincia di Como e analizzarne le principali tendenze – si legge nella presentazione allo studio –. Per realizzarlo ci si è avvalsi dei dati forniti dal Dipartimento delle finanze del Ministero dell’economia e delle finanze, che sono ricavati dalle dichiarazioni fiscali e dall’anagrafe tributaria. Sono considerati “liberi professionisti” i titolari di partita Iva che hanno compilato la dichiarazione del quadro Re del modello Unico e per i quali il reddito da “lavoro autonomo derivante dall’esercizio di arti e professioni” è prevalente. Qui di seguito vengono sintetizzati alcuni dei principali risultati emersi dall’analisi dei dati». «In base agli ultimi dati disponibili, i liberi professionisti “in senso stretto” residenti in provincia di Como nel 2012 risultano essere circa 10.100, pari al 5,7% del totale regionale – si specifica –. A questi si aggiungono circa 1.700 contribuenti con regime fiscale di vantaggio che si può stimare abbiano un reddito prevalente da liberi professionisti. Nel complesso i liberi professionisti così individuati sono 11.800, e corrisponderebbero al 4,4% degli occupati totali presenti in provincia». «I professionisti lavorano soprattutto nei servizi professionali, scientifici e tecnici: attività legali, contabilità, studi di architettura, studi di ingegneria. Il secondo settore per importanza è quello sanitario – viene ricordato –. A seguito della modifica nelle condizioni di accesso al regime fiscale di vantaggio entrato in vigore nel 2012, rispetto al 2011 il numero titolari di partita con questo regime ha fatto registrare un calo significativo. Questa riduzione è però stata compensata da un incremento dei liberi professionisti “in senso stretto”: l’aumento del mondo delle libere professioni “in senso allargato” è valutabile attorno al 10% (+1.100 unità)» (lo studio). [md, ecoinformazioni]

Due borse di studio

Studiare al Polo Territoriale di ComoPer gli studenti comaschi del Politecnico, dedicate a Angelo Colombo e Maria ed Emilio Fumagalli.

 

«La Classe “Noi del quarantasette” e la famiglia Fumagalli bandiscono due borse di studio destinate a due studenti meritevoli, iscritti nell’anno accademico 2014/2015 ad un corso di Laurea in Ingegneria presso la sede di Como del Politecnico di Milano – annuncia il Polo comasco del Politecnico di Milano –. L’importo delle borse di studio è pari a 1.500,00 euro ciascuna. La prima borsa di studio, messa a disposizione dalla Classe “Noi del quarantasette” dell’Associazione “La Stecca”, è dedicata alla memoria di Angelo Colombo, studente comasco di Ingegneria Aerospaziale tragicamente scomparso in un incidente mentre volava con l’aliante. Il fatto accadde nel 1997 quando la classe, alla quale appartiene suo padre, stava preparando la battellata di ingresso nella “Stecca”. Da allora è stata assegnata tutti gli anni, questa è la diciottesima edizione. La seconda borsa di studio è messa a disposizione dai fratelli Fumagalli in ricordo dei genitori Maria, Rosa d’Oro della Classe 1917 – gemellata con la classe 1947 – ed Emilio, sostenitore dell’associazione “La Stecca”. Questa borsa di studio è alla quarta edizione».

«Le borse verranno assegnate, con preferenza a studenti residenti a Como o in provincia di Como, in seguito alla valutazione di una apposita Commissione, composta dalla Prorettrice delegata del Polo Territoriale di Como e da due membri designati dalla Classe “Noi del quarantasette” e dalla famiglia Fumagalli – precisa lo scritto –. Per poter partecipare al bando bisogna presentare domanda entro il 30 aprile 2015, indirizzandola alla Segreteria Studenti del Polo Territoriale di Como (Via Castelnuovo 7, 22100 Como – tel. 031.332.7400)». [md, ecoinformazioni]

Rinnovo della Bandiera arancione

bandiera arancioneMenaggio e Torno riconfermate nella lista delle località segnalate dal Touring Club.

 

«Un riconoscimento importate che conferma da un lato la grande varietà e qualità della nostra offerta turistica, dall’altro l’eccellenza che sono in grado di esprimere anche questi piccoli gioielli, grazie all’impegno degli operatori e delle comunità» dichiara Mauro Parolini, assessore al Turismo, commercio e terziario di Regione Lombardia a proposito del rinnovo della Bandiera arancione del Touring Club Italiano rivolto alle piccole località. In Lombardia: Bienno, Gardone Riviera e Tignale, in provincia di Brescia; Castellaro Lagusello (frazione del Comune di Monzambano) e Sabbioneta, in provincia di Mantova; Chiavenna, in provincia di Sondrio; Clusone e Gromo, in provincia di Bergamo; Menaggio e Torno, in provincia di Como».

«Per cogliere le opportunità che è in grado di offrire un comparto che continua a crescere nonostante la crisi, è necessario superare la frammentazione che contraddistingue il settore e mettere in rete risorse ed idee per diventare più visibili nella vastità del mercato globale – ha proposto per il futuro l’assessore, dichiarando che la Regione – è impegnata su questo fronte in modo concreto. Solo negli ultimi mesi abbiamo predisposto una riforma complessiva della legge sul turismo e attraverso l’esperienza dei Distretti dell’Attrattività abbiamo favorito l’aggregazione di quasi seicento comuni, finanziando i loro progetti e generando investimenti per oltre 55 milioni di euro». [md, ecoinformazioni]

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: