La fine del fascismo a Mezzegra: pietà, dignità, riconoscenza

L’invito dell’Anpi di ritrovarsi a Mezzegra in occasione dell’anniversario della fucilazione di Mussolini, con l’obiettivo di non lasciare spazio a nostalgici e falsità, è stato raccolto da più di un centinaio di persone di tutte le età e di molte provenienze.

In un clima assolutamente disteso, con la partecipazione di due piccoli gruppi di musicisti, è stata ricordata la fine del fascismo il 28 ottobre 1945 con l’esecuzione della condanna a morte di quello che era stato il “duce del fascismo” emessa dal Comitato di Liberazione Nazionale in nome del popolo italiano. Nel suo breve intervento, Corrado Lamberti dell’Anpi della Tremezzina ha scandito tre parole: pietà (che non deve mai essere dimenticata, nemmeno dopo la fine di un dittatore), dignità (che significa il riscatto del popolo e della nazione dopo un ventennio di dittatura con una lotta che ha saputo riprendere il controllo della propria storia), riconoscenza (nei confronti di quelle persone che hanno saputo mettere la propria vita e il proprio impegno al servizio di un alto ideale, e anche di quel piccolo nucleo che eseguì la condanna del dittatore, sopportandone poi gli oneri e non certo gli onori).

Dopo il presidio in piazza 28 prpile e il passaggio al cancello di villa Belmonte, dove la sentenza venne materialmente eseguita, la serata si è conclusa a Colonno, con una “pastasciuttata antifascista”, l’intervento di Valter Merazzi con una sintesi storica sulla Resistenza in territorio lariano, e ancora un po’ di musica. [Fabio Cani, ecoinformazioni]

 

Alcune immagini della manifestazione a Mezzegra.

 

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