Valter Merazzi

Il ricordo degli scioperi e delle deportazioni del 1944

La cerimonia di commemorazione delle tragiche deportazioni si è tenuta presso il Cimitero Monumentale di Como. Presenti, tra gli altri, il sindaco della città di Como Mario Landriscina, la sopravvissuta Ines Figini, il Centro Studi Schiavi di Hitler, l’Anpi, i sindacati e le associazioni combattentistiche.

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27 aprile/ “Giusto Perretta a 10 anni dalla scomparsa”

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Venerdì 27 aprile dalle 16 alle 18, alla Sala delle conferenze della Biblioteca Comunale di Como (piazzetta Venosto Lucati) si terrà il convegno Giusto Perretta a 10 anni dalla scomparsa, per commemorare il fondatore dell’Istituto di storia contemporanea “Pier Amato Perretta” di Como. (altro…)

Como ricorda gli scioperi del 1944 contro la guerra e il fascismo

A distanza di 74 anni dal marzo 1944, Como ha ricordato lo sciopero contro la guerra e contro il fascismo attuato nei primi giorni di quel mese nell’Italia settentrionale sotto il controllo dei nazifascisti su indicazione delle forze antifasciste.

Alla presenza del prefetto di Como Bruno Corda, della presidente della Provincia Maria Rita Livio e del sindaco di Como Mario Landriscina, la breve cerimonia ha voluto commemorare in particolare le persone arrestate e deportate in seguito a quell’agitazione, alcune delle quali morte nei campi di prigionia in Germania.

Nel suo intervento Valter Merazzi (Centro Studi Schiavi di Hitler) ha puntualizzato l’importanza di quell’agitazione del marzo 1944, che fu la più partecipata dimostrazione di opposizione in tutta l’Europa occupata dai nazisti, e che vide la partecipazione di migliaia e migliaia di operai e operaie nelle fabbriche italiane (a Como scesero in sciopero sia la Tintoria Comense che la Tintoria Castagna, mentre alla Bruno Pessina di Borgovico la protesta fu sventata dalla repressione fascista all’ultimo momento). Furono non meno di 1200 le persone deportate in Germania come misura di rappresaglia, ma nonostante l’altissimo prezzo pagato per quel gesto di protesta quegli scioperi assunsero il ruolo di saldatura tra l’opposizione civile e la resistenza armata antifascista, segnando un vero punto di svolta verso la Liberazione.

[FC, ecoinformazioni]

Inaugurata la sede Anpi a Dongo

Da ieri, 14 gennaio, l’Anpi di Dongo ha una nuova sede, all’ultimo piano di Palazzo Manzi, sede municipale della cittadina lariana, nel luogo che vide nell’aprile del 1945 la fine del fascismo in Italia. È stata inaugurata al termine di un pomeriggio di studio, presso il salone della Banca Popolare di Sondrio, che, con la partecipazione attenta di almeno cento persone, ha affrontato diversi aspetti della storia della Resistenza in alto Lario.

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Giuseppe Calzati, Valter Merazzi, Fabio Cani e Piefrancesco Mastalli hanno affrontato con differenti prospettive il ruolo fondamentale delle formazioni partigiane (e in particolare della 52a brigata Garibaldi) della zona nello sviluppo degli eventi che portarono alla fine del fascismo e nella memoria di questi stessi accadimenti nei mesi immediatamente seguenti alla Liberazione. Molte delle informazioni presentate sono frutto di recenti ricerche e quindi in buona parte inedite, in grado quindi di gettare nuova luce su questo fondamentale snodo della storia italiana contemporanea.

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Nelle sue conclusioni, Tullio Montagna, presidente regionale dell’Anpi, ha ricordato l’esigenza di non abbassare la guardia di fronte alla riproposizione di ideologie e comportamenti direttamente o indirettamente legati al fascismo, ricordando sia l’esistenza di precise norme legislative che consentono allo Stato nato dalla Resistenza di intervenire in questo campo, sia l’importanza di un’opera educativa e culturale per sostenere e ampliare i valori della democrazia e dell’antifascismo.

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Dopo il convegno, nel corso della breve cerimonia di inaugurazione, sia Danilo Lillia, a nome dell’Anpi di Dongo, sia Mauro Robba, sindaco del Comune di Dongo che ha concesso in comodato i locali, sia Guglielmo Invernizzi, presidente provinciale dell’Anpi, hanno sottolineato l’importanza della nuova sede per la quale si auspica un ruolo attivo nel panorama culturale cittadino.

[FC, ecoinformazioni]

14 gennaio/ Convegno e nuova sede per l’Anpi di Dongo

Anpi-COPSabato 14 gennaio alle 15 alla sla incontri della Banca Popolare di Sondrio in piazza Matteri 14 a Dongo, la sezione cittadina dell’Anpi promuove il convegno Memorie della Resistenza in Alto Lago attraverso il racconto della 52 Brigata Garibaldi.

Interverranno in qualità di relatori: Giuseppe Calzati, presidente dell’isituto i storia contemporanea P.A. Perretta; Valter Merazzi, ricercatore storico, presidente del contro studi Schiavi di Hitler; Fabio Cani, ricercatore storico ed editore della casa editrice Nodo Libri di Como; Pierfranco Mastalli, ricercatore storico ed autore di libri sulla resistenza in Alto lago. Presiede il convegno Vilma Conti, presidente dell’Anpi di Dongo. Saranno inoltre presenti Tullio Montagna, presidente regionale Anpi e Guglielmo Invernizzi presidente provinciale Anpi.

Dopo il convegno la sezione inaugurerà la nuova sede di piazza G. Paracchini 6.

 

30 maggio/ Il corridoio umanitario italo-svizzero tra il 1943-45 e il ruolo della Guardia di Finanza

110515_Programma MoltrasioSeminario sabato 30 maggio dalle 9 alle 13 all’Hotel Imperiale di Moltrasio, apertura lavori Carmela Ioculano, sindaco di Moltrasio, relazioni Tullio Montagna, presidente Anpi regione Lombardia, Gerardo Severino, direttore Museo storico della Guardia di finanza – Roma, Patrizia Di Giuseppe, diretttice Istituto di storica contemporanea Pier Amato Perretta, Lega di cultura di Piadena, Canti della Resistenza, Giuseppe De Luca, Anpi Seprio, Valter Merazzi, Associazione Schiavi di Hitler, Corpo musicale Moltrasio, coordinamento Anpi Seprio, organizzato, per il 70° anniversario della Liberazione, da Comune di Moltrasio, Anpi Seprio, Istituto Perretta, Associazione Schiavi di Hitler con la Direzione del Museo storico della Guardia di finanza – Roma, Anpi provinciale e regionale.

La fine del fascismo a Mezzegra: pietà, dignità, riconoscenza

L’invito dell’Anpi di ritrovarsi a Mezzegra in occasione dell’anniversario della fucilazione di Mussolini, con l’obiettivo di non lasciare spazio a nostalgici e falsità, è stato raccolto da più di un centinaio di persone di tutte le età e di molte provenienze.

In un clima assolutamente disteso, con la partecipazione di due piccoli gruppi di musicisti, è stata ricordata la fine del fascismo il 28 ottobre 1945 con l’esecuzione della condanna a morte di quello che era stato il “duce del fascismo” emessa dal Comitato di Liberazione Nazionale in nome del popolo italiano. Nel suo breve intervento, Corrado Lamberti dell’Anpi della Tremezzina ha scandito tre parole: pietà (che non deve mai essere dimenticata, nemmeno dopo la fine di un dittatore), dignità (che significa il riscatto del popolo e della nazione dopo un ventennio di dittatura con una lotta che ha saputo riprendere il controllo della propria storia), riconoscenza (nei confronti di quelle persone che hanno saputo mettere la propria vita e il proprio impegno al servizio di un alto ideale, e anche di quel piccolo nucleo che eseguì la condanna del dittatore, sopportandone poi gli oneri e non certo gli onori).

Dopo il presidio in piazza 28 prpile e il passaggio al cancello di villa Belmonte, dove la sentenza venne materialmente eseguita, la serata si è conclusa a Colonno, con una “pastasciuttata antifascista”, l’intervento di Valter Merazzi con una sintesi storica sulla Resistenza in territorio lariano, e ancora un po’ di musica. [Fabio Cani, ecoinformazioni]

 

Alcune immagini della manifestazione a Mezzegra.

 

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Un settantesimo degno della Liberazione

Nonostante un po’ di pioggia, la celebrazione ufficiale del settantesimo 25 aprile si è svolta degnamente: con molta gente, ricordi appassionati e approfondimenti meditati, il doveroso omaggio al Monumento alla Resistenza Europea (finalmente riportato a una condizione adeguata alla sua importanza ideale, grazie anche alla collaborazione di molti enti e associazioni antifascisti), l’inaugurazione della targa commemorativa degli internati e degli “schiavi di Hitler” e soprattutto il ringraziamento alle persone che concretamente hanno operato per la Liberazione (tra le altre, oltre al comandante partigiano Mario Tonghini, che ha parlato dal palco, erano presenti, circondate dall’affetto della città, Ines Figini e Rosalinda Zariati).

Ecco alcune immagini della mattinata, a cominciare dalla cerimonia di Rebbio, in ricordo di Alfonso Lissi, per continuare con quella del Monumento alla Resistenza Europea di Como. [Fabio Cani, ecoinformazioni]

 

Rebbio: omaggio ad Alfonso Lissi.

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Como: la deposizione delle corone al Monumento alla Resistenza Europea.

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Como: l’inaugurazione della targa ai deportati e agli “schiavi di Hitler”.

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Mario Lucini, sindaco di Como.

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Giovanni Bianchi.

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Mario Tonghini, nome di battaglia “Stefano”.

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Ines Figini e Rosalinda Zariati.

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Valter Merazzi, Centro studi “Schiavi di Hitler”.

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Carlo Della Torre, deportato in Germania.

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In alta uniforme al Monumento alla Resistenza Europea.

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27 gennaio/ Giorno della memoria – Schiavi di Hitler

giornata della memoria«Martedì 27 gennaio il Teatro Sociale ospiterà alle 9 e alle 11 Come sorelle spettacolo teatrale della Compagnia Teatrale Mattioli, liberamente ispirato al racconto di Lia Levi Sorelle e dedicato alle scuole secondarie di primo grado. In scena, la storia di due famiglie italiane, una delle quali di origine ebrea, le leggi razziali fasciste e lo sterminio del popolo ebraico – annuncia il Comune di Como –. Sempre martedì 27 gennaio alle ore 11, a Villa Olmo, si svolgerà la cerimonia di commemorazione dei 70 anni dall’abbattimento dei cancelli di Auschwitz e la cerimonia di consegna delle medaglie d’onore ai cittadini deportati o internati. Per l’occasione un riconoscimento sarà consegnato ad Ines Figini. Interverranno Giuseppe Calzati dell’Istituto Pier Amato Perretta, Valter Merazzi di Schiavi di Hitler, Paola Fargion autrice di Diciotto Passi».

21 gennaio/ Commemorazione a Cima di Porlezza

210115 porlezzaMercoledì 21 gennaio alle 9.30 a Cima di Porlezza commemorazione dei 6 partigiani uccisi 70 anni fa dalle brigate nere davanti al cimitero, raduno sul lungolago e corteo, discorso delle autorità civili. Alle 17 inaugurazione della mostra Schiavi di Hitler, presentazione di Valter Merazzi, al Conventino di Tavordo di Porlezza, aperta fino al 20 febbraio, venerdì, sabato e domenica dalle 15 alle 18 (su prenotazione anche il mattino dalle 9 alle 12). Organizzano Cittadini insieme con il Comune di Porlezza. Per informazioni tel. 335.6044074, e-mail usavolini@teletu.it.

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