Mese: Aprile 2015

ecoinformazioni on air/ Paratie

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Il servizio del 16 aprile  di Michele Donegana per Radio popolare. Ascolta il servizioLe paratie, nate per fermare le acque del lago di Como, saranno ricordate  come una grande opera di sperpero di denaro pubblico. E il sindaco Mario  Lucini, nell’ultimo consiglio comunale dedicato al tema, ha ribadito che il  problema ancora attuale dopo tanti anni è un lascito delle amministrazioni  di centro destra. Lucini ha comunicato che per le opere di difesa dal lago  in dieci anni i costi sono già raddoppiati arrivando a 33 milioni di euro. A  regime ogni anno si spenderanno per la sola gestione 25mila euro, e per ogni  esondazione l’attivazione costerà 40-50mila euro.  Una spesa che comunque si dovrà sostenere per controllare la funzionalità  dell’opera ogni due anni anche se il lago non salirà di livello.  Per il sindaco il raddoppio dei costi è tutta colpa del progetto originale  che non teneva conto di moltissimi aspetti.  Preoccupa anche l’abbassamento per subsidenza del Lungo Lario che è  aumentato significativamente da quando si sono iniziati i lavori, proprio  come le opposizioni di dieci anni fa avevano previsto. [ecoinformazioni Como]

22 aprile/ rilanciare l’edilizia residenziale pubblica

cgilcisluilCgil, Cisl e Uil, insieme ai sindacati degli inquilini, i lavoratori delle Aler, edili e i pensionati, organizzano mercoledì 22 aprile alle 15 un presidio a Milano davanti al palazzo nuovo della Regione in piazza Città della Lombardia.
Leggi il volantino

«Chiediamo alla Regione – scrive Sunia Cgil – di riprendere subito il confronto con noi su tutti i temi della riforma normativa e del finanziamento dell’edilizia residenziale pubblica. Sono necessari un nuovo modello regionale delle politiche abitative e un fondo Regionale per l’edilizia pubblica. Va garantito il finanziamento e gli interventi già previsti nel PRERP 2014-2016, la sopportabilità del canone e delle spese. Inoltre, basta alle casi popolari sfitte, ci vuole una festione degli accessi e degli alloggi efficiente e coerente con le finalità sociali».

23 aprile/ Apocalypse Down

foto_apocalypsedownApocalypse Down, un documentario on the road su disabilità e autonomia. Il 23 aprile partirà da Cantù un viaggio molto particolare che porterà 4 ragazzi con Sindrome di Down accompagnati da tre operatori in giro per l’Italia alla scoperta delle realtà significative a livello nazionale che si occupano di disabilità e autonomia. Il progetto è promosso da Down Verso, associazione attiva da anni sul territorio, che ha tra i suoi obiettivi principali quello di rendere il più autonomi possibile i ragazzi e le famiglie che convivono con la Sindrome di Down.

Un’esperienza On the road. La Sindrome di Down come compagna di viaggio e il grande desiderio di crescere. Per dirlo con le parole dell’equipe di progetto composta da Marianna Cattaneo, Davide Livio e Veronica Bestetti, si tratta di «un viaggio iniziato in realtà molto tempo fa, nell’ambito del progetto ‘Le chiavi di casa’ co-finanziato da Fondazione Comasca, di cui il documentario fa parte. Un viaggio che porterà 4 ragazzi alla scoperta di realtà dove la disabilità è diventata autonomia. Dieci giorni di riprese per documentare e portare sul grande schermo i progetti che ci sono riusciti e per conoscere le persone che ce l’hanno fatta. Un viaggio documentario per scoprire quanto i luoghi comuni sulla disabilità siano distanti dalla realtà e iniziare a rendere normale quello che oggi ci sembra innovativo. Abbiamo scelto il titolo ‘Apocalypse Down’, che fa il verso al celebre capolavoro di Francis Ford Coppola ma ne stravolge il senso in positivo perché ci sembra necessario inaugurare una nuova era; pianificare una rinascita che possa includere anche la diversità. La fine delle strutture che isolano ed emarginano la differenza in favore di una rinascita più includente, consapevole e normalizzante. Una testimonianza di come gli stessi rivoluzionari concetti che il coraggioso Basaglia ha portato nel mondo psichiatrico possano essere estesi con successo al mondo della disabilità».
Apocalypse Down è un film low budget nato dall’idea dell’educatrice e regista Marianna Cattaneo, sostenuto dalla volontà dell’associazione Down Verso, dall’equipe del progetto Autonomia, da Fondazione Comasca, dal lavoro spesso volontario degli operatori, da Burgiocarri autonoleggi, dal contributo organizzativo e lavorativo delle famiglie e da tutti coloro che vorranno contribuire economicamente alla produzione del documentario tramite http://www.produzionidalbasso.com. Ulteriori informazioni sul documentario e sulle altre azioni del progetto autonomia possono essere richieste alla mail film.downverso@gmail.com.
Itinerario del viaggio (dal 23 aprile al 3 maggio 2015): Milano – Cooperativa Il Germoglio; Torino – CasaOz e MagazziniOz; Torino – Caffè Basaglia; Livorno – Parco del Mulino; Modena – Lanterna di Diogene; Verona – Fondazione più di un sogno; Pordenone – La casa al sole.

18-19 aprile/ Open day razionalismo

PozzoniRAzionalismoUn week end interamente dedicato al Razionalismo comasco, con la possibilità di approfondire la conoscenza di gioielli architettonici quali il Novocomum e la Casa del Fascio: sono questi gli ingredienti principali dell’Open Day coordinato e organizzato dal Settore Cultura della Provincia di Como in collaborazione con l’Assessorato alla Cultura e Turismo del Comune di Como, l’Ordine degli Architetti, l’Archivio Cattaneo e l’Associazione MAARC. Leggi il programma

Uno sforzo unitario per permettere a comaschi e turisti di visitare e scoprire anche l’Asilo San’Elia e il Monumento ai Caduti a Como, la Casa Cattaneo a Cernobbio, le Case per Artisti sull’Isola Comacina e la Villa Leoni in Tremezzina.
Diversi gli appuntamenti per sabato 18 e domenica 19 aprile: accanto alle aperture straordinarie e alle visite guidate gratuite ai principali edifici razionalisti della provincia di Como il programma comprende, inoltre, la conferenza “Dialoghi sul Razionalismo” presso il Novocomum, la performance letterario-musicale “Revolverate”, nella sede della Canottieri Lario, un aperitivo in stile Anni Trenta in piazza Volta a Como.
«Si tratta non solo di un importante evento culturale, ma anche di un’occasione di marketing territoriale, attraverso azioni di sistema e di comunicazione integrata che intendono veicolare tra le comunità residenti, custodi e fruitori dei beni, i diversi operatori culturali, i visitatori, un messaggio di unicità e bellezza di un circuito tematico, quale è quello del Razionalismo – spiega Giovanni Vanossi, consigliere provinciale con delega alla Cultura e Turismo – Si vuole comunicare in modo efficace il valore e il senso di un patrimonio che merita di essere continuamente riscoperto, salvaguardato e valorizzato per il senso che storicamente gli compete all’interno della città e dei contesti in cui è inserito. Spero che quest’iniziativa possa contribuire, in vista della prossima EXPO 2015 e negli anni a venire, a consolidare un appuntamento che premi il lavoro di rete per la valorizzazione dei beni culturali, con importanti ricadute in termini di attrattività del territorio e di miglioramento dell’offerta culturale e turistica».
«Questa iniziativa sottolinea il valore dell’architettura razionalista del nostro territorio – aggiunge Luigi Cavadini, assessore alla Cultura e al Turismo del Comune di Como – L’attenzione è continua e numerose sono le visite e gli itinerari guidati organizzati nel corso dell’anno. I nuovi strumenti di comunicazione e di informazione, che vengono presentati in questa occasione, saranno un supporto fondamentale per un primo approccio, ma anche uno stimolo all’ approfondimento dei temi legati ad un periodo storico che ha visto la nostra città e il nostro lago in perfetta consonanza con altre parti d’Europa nella realizzazione di una architettura nuova, ancora oggi di evidente modernità». Durante la conferenza “Dialoghi sul Razionalismo” verrà proposta anche l’APP per smartphone e tablet “Razionalismo in Provincia di Como”. Un nuovo modo per conoscere il patrimonio architettonico comasco presentata all’interno di un luogo simbolo come il Novocomum. «La piena consapevolezza di quale pagina fondamentale per l’Architettura del 900 abbia scritto la Città di Como passa anche attraverso la conoscenza organica e tematica dei nostri capolavori del Razionalismo e la loro visita e fruizione non solo dall’esterno. – spiega Michele Pierpaoli Presidente dell’Ordine degli Architetti di Como – La nuova Sede dell’Ordine degli Architetti presso il Novocomum vuole anche portare un contributo in questa direzione tenendo vivi ed aperti i temi legati al significato ed alle potenzialità di queste fondamentali opere attraverso un dibattito vivo e orientato ai temi del confronto sempre attuale tra Storia, Architettura e Città».

Patto provincia e sindacati contro la chiusura degli uffici comaschi

posteProvincia e sindacati non marceranno in ordine sparso, ma con un piano di proposte unitario e condiviso contro i tagli degli uffici postali nei Comuni comaschi

«Questa la posizione emersa – scrive villa Saporiti – al termine dell’incontro convocato dalla presidente Maria Rita Livio, presente la consigliera Maria Grazia Sassi, prima firmataria di una mozione che aveva visto l’adesione di tutti i gruppi del Consiglio provinciale contro il piano di Poste spa per il taglio alle sedi postali di ben 22 Comuni comaschi.
Uno degli scopi dell’incontro era proprio il confronto su proposte articolate, condivise con gli Enti locali, da sottoporre in sede regionale alla direzione dell’azienda delle Poste Italiane.
Nel corso dell’incontro, con I rappresentanti provinciali dei sindacati di categoria ( Fagone e Vico per la CGIL, Pisani e Pellitteri per la Cisl, Incorvaia per la Uil) è stata passata in rassegna paese per paese la situazione degli uffici postali e la possibilità o meno del loro riassetto, ed è stato condiviso un piano d’unità d’azione che dovrebbe dare più forza a Provincia e Regione quando nelle prossime settimane si troveranno a tu per tu con la linea dura presa da Poste spa, tuttora ferma nella difesa ad oltranza del piano presentato nei mesi scorsi e per ora bloccato.
Un piano che, come hanno sottolineato la presidente Livio e la consigliera Sassi, vede la nostra Provincia come la più colpita in Lombardia, insieme a quelle di Pavia e Varese.
I rappresentanti sindacali hanno confermato che a tutt’oggi le Poste insistono nella linea di chiusura a breve di quattro sedi: Camnago Faloppio, Bulgorello, Como 3, Tremezzo. Per altre diciotto si prevede, per ora, un ridimensionamento con chiusura a giorni alterni. “Praticamente l’anticamera di altre future chiusure, in un secondo tempo – hanno ribadito la presidente Livio e la consigliera Sassi – . Si tratta in questo secondo caso di Alserio, Anzano del Parco, Blevio, Brunate, Castelmarte, Cima, Colonno, Drezzo, Laino, Lanzo d’Intelvi, Nesso, Plesio, Pognana Lario, Rodero, Ronago, Sormano, Torno, Valsolda.
I dirigenti sindacali hanno contestato duramente il piano tagli delle Poste, sottolineando come si tratti un’azienda a totale capitale pubblico che continua ad avere grossi utili di bilancio, e che non deve pensare solo a farsi quotare in Borsa, ma ad investire maggiormente in efficienza, formazione e sicurezza, per meglio rispondere ai bisogni dei cittadini.
Provincia ed organizzazioni sindacali sottolineano il fatto che i tagli penalizzeranno molti piccoli paesi già in difficoltà per le carenze di altri importanti servizi, dalla sanità ai trasporti, facendo venir meno il ruolo di servizio pubblico che Poste Italiane dovrebbero garantire».

Senso unico alternato Torno e Faggeto

lavoriincorso1Senso unico alternato lungo la EX S.S. 583 Lariana nei comuni di Torno e Faggeto . Per lavori di ripristino del manto stradale a cura di Enel Distribuzione SpA, la circolazione sarà regolata da movieri durante le ore notturne, dalle ore 21.00 alle ore 06.00, dal giorno 16 al giorno 17 aprile 2015.

Video/ All’Astra per Sarajevolution anche don Renzo Scapolo

sarajevolutionSala piena all’Astra la sera del 15 aprile. Il vasto mondo del pacifismo comasco che grazie a Sprofondo ha avuto particolare attenzione alle guerre balcaniche ha seguito con attenzione il documentario Sarajevolution, in sala anche don Renzo Scapolo il sacerdote icona della capacità di animare infinite azioni di solidarietà contro le guerre ingiustamente definiti di religione. Particolarmente utili per capire come l’interminabile dopoguerra di guerra si stia svolgendo nella città un tempo icona della convivenza tra culture e religioni le parole di Giulia Levi autrice del film, introdotta da Anna Merlo della Caritas e dell’Ipsia Acli e intervistata da Roberto Caspani delle Acli di Como.

Non basta una serata per le paratie

COMO COMUNE 3Consiglio comunale speciale a Palazzo Cernezzi per presentare l’ultima variante al progetto di difesa dal lago. Una lunga introduzione e riepilogo dello stato dell’arte e una carrellata sul futuro del fronte lago della città.

 

È stata presentato in aula a Palazzo Cernezzi lunedì 14 aprile la terza variante al progetto di difesa dalle esondazioni del lago, tappa terminale di un percorso ormai ventennale. I costi sono in continua espansione arrivati, dai 15-16 milioni di dieci anni fa, ai 33 milioni di euro attuali, per una sistema che costerà 40-50mila euro per ogni esondazione con costi di gestione annui sui 25mila euro (4mila solo di elettricità per le idrovore in un anno medio a cui aggiungere il costo del sistema di controllo ha ricordato Anselmo Capsoni, uno dei progettisti della nuova variante). E per controllare la funzionalità del sistema ogni due anni dovrà essere provato il sistema antiesondazione.

Ma come mai questi costi ormai fuori controllo?

Per il sindaco Mario Lucini, che ha ripercorso la genesi del progetto sino ad oggi, è tutta colpa del progetto originale che non teneva conto di moltissimi aspetti, con lui anche il responsabile del procedimento Antonio Ferro «il sistema di telecontrollo era pressoché assente, inoltre non c’erano l’arredo urbano e l’illuminazione pubblica», «il progetto originale mancava di una serie di elementi assolutamente necessari, ora ci sono – ha precisato il direttore dei lavori Pietro Gilardoni –, ma non è l’opera di un pazzo, 20 anni fa si diceva: Questi sono i soldi poi si vedrà».

«C’è capitata la ventura di dovercene occupare» ha affermato il primo cittadino comasco che ha sottolineato la necessità del blocco del cantiere nel 2012, ma già sostanzialmente fermo dall’anno precedente, «l’abbiamo fatto non a cuor leggero», dati i rischi per la stabilità dell’area. La subsidenza si è accelerata di 3-4 volte rispetto al normale che come ha ricordato il geologo Fabio Brunamonte è normalmente di 3-4mm l’anno. Per questo si è dovuto aggiungere molti più pali per la fondazione delle nuove vasche verso S. Agostino, addirittura 10 chilometri in più.

E le varianti precedenti? «È la numero 3, ma le prime due sono state solo parzialmente attuate» ha precisato Ferro, la prima, nel 2010, non è stata attuata pienamente per motivi di bilancio, la seconda prevedeva già una terza modifica ed era stata sottoscritta con riserve da Sacaim, la ditta esecutrice dei lavori, che non la riteneva pienamente attuabile.

I nuovi progettisti hanno quindi spiegato come sarà il nuovo lungolago, con le strutture tecniche, la nuova biglietteria della Navigazione, il nuovo bar Al molo, una centrale elettrica e un edificio polifunzionale (seconda biglietteria da utilizzare quando dovesse presentarsene la necessità e locale tecnico). «Con grandi vetrate e lamiere metalliche – ha precisato l’architetto Lorenzo Noè – in una lega speciale che varieranno colore con il cambiamento del tempo richiamando il lago e il cielo». Sono previsti anche due ponti sul collegamento fra il lago e la darsena e una gru verrà posizionata in riva davanti alla stazione di Como Lago, per ricordare la vecchia zona di carico portuale, anche la locomotiva, ora ai giardini a lago, verrà riposizionata per ricordare la stazione a lago delle ferrovie dello stato. L’architetto Angelo Dal Sasso ha spiegato precisamente il progetto con le 9 connessioni previste con la città, «dei cannocchiali visivi», che prevedranno l’apertura di spazi all’interno del viale dei tigli da S. Agostino alla Ca’ Bianca e i due bastioni di fronte a piazza Cavour.

Un problema di non facile soluzione che non potrà essere risolto a breve sarà, come ricordato da Capsoni, quello della regimentazione delle acque chiare che confluiscono nel torrente Valduce e nella roggia Brambilla a S. Agostino per cui sarà necessario il rifacimento della rete fognaria bianca e il controllo di tutte le immissioni nei due corsi d’acqua.

Ma le paratie?

Saranno semiautomatiche, da terra, una striscia continua rossa ne segnalerà la presenza quando saranno chiuse, al di sotto della quale sarà presente un alloggiamento per le stesse, «non ci saranno panconi da portare via e poi da stoccare» ha spiegato Gilardoni.

La seconda parte della serata si è risolta invece in un confronto serrato fra maggioranza e opposizione, con screzi sulle tempistiche, mentre Laura Bordoli, Ncd, ha chiesto di prevedere un’altra seduta per poter discutere e sentire meglio gli esperti, «la scelta delle tempistica è stata fatta in conferenza di capigruppo» ha replicato Marco Tettamanti, Como civica, Marco Butti, Gruppo misto, ha chiesto cosa fosse intenzionato a fare il presidente del Consiglio Stefano Legnani, che ha cercato di far rispettare i tempi a tutti gli intervenuti pur di chiudere in una serata, ma a ridosso della mezzanotte ha annunciato il prosieguo della stessa giovedì 16 aprile.

«Lei ha voluto fermare il cantiere delle paratie per una ragione politica, per lasciare il suo segno» ha attaccato il sindaco Sergio Gaddi, Fi, non trovando sponde però neanche fra gli altri membri dell’opposizione, «dal 2008 al 2010 la subsidenza ha fatto sprofondare la zona di 4 centimetri – ha contrattaccato Andrée Cesareo, Pd –, sospendere i lavori è stato un atto responsabile», per la sicurezza pubblica e evitare danni ingenti ha aggiunto. «Non l’abbiamo fermato noi – ha detto Gianni Imperiali, Como civica – il problema è strutturale». «Il centrodestra che ha governato la città per due decenni ha deciso l’operazione paratie – è intervenuto Italo Nessi, Como civica –, una spesa ingente, al posto della quale avremmo ora potuto sistemare scuole e strade». [Michele Donegana, ecoinformazioni]

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