Costituzione geneticamente modificata


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L’incontro organizzato dal Comitato comasco per la difesa della Costituzione (Riforme costituzionali: modifiche in campo e prospettive, venerdì 29, Como, Cna) ha smentito l’dea che le cose complesse non possano essere chiare. Con grande lucidità il relatore Giuseppe D’Elia, docente di diritto pubblico all’Insubria, ha messo in evidenza i nodi dell’impianto istituzionale che si sta preparando, mostrando come le due riforme (elettorale e costituzionale) sono strettamente legate e agiscono sinergicamente nella direzione di una “democrazia competitiva” (tutto il potere a chi vince) in luogo della “democrazia collaborativa” della tradizione repubblicana. Se il sistema elettorale appena approvato dal Parlamento, che assegna maggioranze imbattibili a percentuali minime di consenso, venisse applicato alla riforma costituzionale progettata dai “nazareni”, avremmo come risultato che un gruppo minoritario di cittadini potrebbe, assolutamente da solo, formare il governo, eleggere il Presidente della Repubblica, nominare cinque giudici costituzionali (e innumerevoli altre cariche istituzionali), rompendo definitivamente quell’equilibrio di poteri che è alla base della Costituzione repubblicana. Ci sono possibilità di fermare questo progetto? Secondo D’Elia le due riforme sono state attentamente studiate per resistere a eventuali referendum abrogativi. Anzi quella elettorale sembra addirittura giovarsi della sentenza della Corte costituzionale contro il “porcellum”, perchè accogliendo puntualmente le rettifiche suggerite della Corte riesce a salvare l’impianto generale del “porcellum”. Per questo D’Elia definisce la nuova legge un “porcellum modificato”. A nome del Comitato per la difesa della Costituzione, Bruno Saladino avverte che, comunque, la strada referendaria è aperta e se ne studieranno le potenzialità. Una strada interessante e inedita spunta proprio dal dibattito seguito alla conferenza: può un capolista “non eletto” (è nominato dai partiti) che rinuncia al proprio seggio (può presentarsi in più collegi), “eleggere” qualcuno al suo posto? [Andrea Rosso, ecoinformazioni] [Foto Fabio Cani]

 

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