Vincenzo Sapere/ Il cordoglio di Luigi Nessi, Enzo D’Antuono, Celeste Grossi

Sono tantissimi i cittadini e le personalità politiche che hanno diffuso note di cordoglio per la morte di Vincenzo Sapere. Di seguito i messaggi di Luigi Nessi, Enzo D’Antuono e Celeste Grossi.

«Credetemi, scrivo queste note con la morte nel cuore… Vincenzo Sapere lo consideravo un fratello maggiore; a lui ho chiesto e mi ha dato molti consigli; sono contento di aver condiviso scelte e opinioni; tante volte mi sentivo imbarazzato a considerarmi suo capogruppo, in questa tornata amministrativa. Io capogruppo di un “grande “ e esperto politico come lui? Davanti ad un caffè a casa sua, con il suo gatto che gli saltava sempre addosso, tradizionale appuntamento bisettimanale, mi raccontava del suo arrivo a Como, del suo lavoro in Posta, del suo impegno sindacale e politico. Socialista. Socialista, mentre io invece, mi sono sempre considerato “orfano” di Berlinguer.
E lui chiariva di essere un socialista di quelli giusti, di quelli del popolo… E allora i nostri ideali si avvicinavano.

Mi raccontava anche della sua vita difficile della scomparsa della moglie, della figlia, poi recentemente di un fratello, prove di vita, durissime e i suoi occhi si riempivano di lacrime..

Mi raccontava di Taranto, la sua città, con il centro siderurgico, del pugilato, sport che ha praticato, come ogni tanto ricordava minaccioso anche in Consiglio Comunale, a quelli che lo facevano arrabbiare. Un’arrabbiatura che però dimenticava subito. “Se non la smetti, ti do un cazzotto…” ma pochi minuti dopo, erano insieme a bere un caffè…

Una persona, Vincenzo, piena di umanità. Il suo cruccio: trovare posti di lavoro, cercare di favorire persone e il loro inserimento nella società, trovare un tetto, una casa, per tutti..

Il suo ring erano le relazioni con le persone, la gente, specie quella più umile… Era molto amato da tutti, compagni , amici ed “avversari”, dico avversari tra virgolette per dire quelli che non la pensavano come lui, ma che lo amavano. E questo è stato evidente in questo lungo e veloce tempo della sua sofferenza. Ho ricevuto moltissime telefonate: come sta Vincenzo?

Vincenzo, vecchio leone. Penso che molti non dimenticheranno il suo ultimo intervento in Consiglio, quello sul bilancio 2015 a luglio, pieno di passione e di proposte politiche. Fu allora, che io lo chiamai leone. Era sempre al passo con la realtà, cercando sempre di dialogare per una soluzione per il bene comune. Lo definirei un maestro di “democrazia della concretezza”.

Alla città ha dato molto: tante idee, tante proposte politiche, tanto tempo della sua vita.

È stato assessore in quel breve e felice periodo della giunta Pigni; poi autorevole consigliere. A parere di tanti avrebbe meritato una presidenza di Commissione o la Presidenza del Consiglio; non è stato così..

Merita comunque – e questo penso sia ed è la cosa più importante – il nostro ricordo e quello di tante e tante e tante persone.

Ciao Vincenzo; aiuterai da lassù noi e la tua Como. Aiuterai da lassù insieme a Ermanno Pizzotti anche noi di Paco-Sel. Ne abbiamo bisogno». [Luigi Nessi, capogruppo Paco-Sel]

«Vincenzo l’ho conosciuto negli anni ’70 in poste ferrovia dove io giovane precario lottavo con altri per un contratto vero. Vincenzo, allora sindacalista Cgil ci appoggiò e non era facile sostenere un gruppo di ribelli, estranei ad ogni schema eppure lui lo fece senza remore e questo ci aiutò parecchio, da allora ha sempre avuto la mia stima Ciao Vincenzo, grazie». [Enzo D’Antuono]

«Con Vincenzo ci sentivamo quasi tutti i giorni per parlare di Paco-Sel, anche in questo suo autunno breve. E parlavamo della tua malattia: “Come stai oggi, Vincenzo”, “Meglio”.

E parlavamo di politica: “Vieni questa sera alla riunione di maggioranza?”, “No, mi riposo ancora qualche giorno, prima di rientrare”.  Hai chiuso la nostra ultima telefonata dicendomi: “Ciao, Celeste, ti voglio bene”, Ciao Vincenzo, anch’io ti voglio bene. Ciao, vecchio leone, mi mancheranno la tua sapienza politica, la tua passione, la tua umanità e il tuo affetto». [Celeste Grossi]

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