Vincenzo Sapere

Cinque anni senza Sapere

Il tempo vola e tutto diventa un ricordo; cinque anni sono passati da quel 15 ottobre 2015, era giovedì quel giorno che morì Vincenzo Sapere. In uno degli ultimi Consigli comunali a cui aveva partecipato già malato, l’avevo soprannominato, dopo un suo discorso, un “leone”.

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15 ottobre/ Ricordo di Vincenzo Sapere

sapere_vincenzo-jpg_1010866063A un anno dalla scomparsa di Vincenzo Sapere, sabato 15 ottobre, si svolgeranno due iniziative per ricordarlo a Prestino: alle 18, in Parrocchia per la Messa, e, a seguire, alle 18.45 – 19, al vicino Centro Civico di via D’Annunzio con una targa che ne afferma l’impegno per la socialità nel quartiere e non solo.

Vincenzo Sapere regala un ascensore al Centro anziani di Prestino

targa sapere

Vincenzo Sapere continua a prodigarsi per la sua città anche dopo la morte. Massimo Patrignani, dirigente del Comune di Como e amico del compianto consigliere comunale comasco, aveva promesso, nel saluto a Vincenzo Sapere svolto nel Centro anziani di Prestino il 23 ottobre 2015, che si sarebbe risolta l’inaccessibilità del Centro stesso impedita da una rampa di scale.

ascensoresapereAlle 15 di sabato 27 febbraio al Centro anziani di Prestino  il sindaco di Como Mario Lucini ha inaugurato non una rampa-scivolo come inizialmente si era pensato di realizzare, ma un vero ascensore che permette finalmente a tutti di raggiungere la sala. La cerimonia alla quale hanno partecipato oltre al  sindaco consiglieri comunali e amici di Vincenzo ha avuto il suo momento più importante alle 15 con poche, sentite e non formali parole per Sapere di Lucini e il taglio del nastro compiuto dal sindaco insieme alla  nipotina di Vincenzo. È seguito un rinfresco offerto dall’Associazione anziani. [foto Massimo Patrignani, ecoinformazioni]

Guarda il video nel quale Massimo Patrignani promette il 23 ottobre 2015 che in memoria di Vincenzo Sapere sarebbe stato risolto il problema dell’accessibilità a tutti del Centro anziani.

23 ottobre/ Per Vincenzo Sapere nella sua Prestino

12109261_10207251029461588_4593807848931752346_nAmici, amiche, compagni e compagne delle forze politiche che ha animato, persone delle istituzioni, cittadine e cittadini che hanno condiviso la  lotta per i beni comuni di Vincenzo Sapere e  vogliono sottolinearne il valore, si incontreranno venerdì 23 ottobre alle 14.30 nella sala del Centro civico di via D’Annunzio a Prestino  per ricordare  il consigliere comunale di Paco-Sel che è mancato settimana scorsa. Un modo per condividere ricordi e storie di un impegno politico lunghissimo svolto sempre dalla parte delle persone. Leggi nel seguito l’invito. (altro…)

In ricordo di Vincenzo

12109261_10207251029461588_4593807848931752346_nPrima seduta a Palazzo Cernezzi dopo la scomparsa di Vincenzo Sapere, il decano dell’aula.

Preliminari

Negli interventi preliminari al Consiglio comunale di Como di lunedì 19 ottobre Luca Ceruti, M5s, ha denunciato come il crollo del muro di sostegno della scalinata 60° reggimento di fanteria Legnano fosse prevedibile. «Un muraglione di 9 metri caduto di netto, già pericolante dal’inizio dell’anno» ha spiegato il consigliere pentastellato; «ridurre il crollo alla sola manovra azzardata di un automobilista mi sembra semplicistico» ha concluso sperando in una maggiore vigilanza sul territorio comunale. Ada Mantovani, Adesso Como, ha richiesto nuovamente di rimuovere i sampietrini a margine del cantiere di viale Cavallotti data la vicinanza allo stadio e la possibilità di un uso improprio, oltre a chiedere di rimuovere o mettere dentro la vecchia biglietteria della Navigazione le sedute e i vasi abbandonati davanti «si capisce che un’area di cantiere, ma si tratta di uno dei punti più visibili della città». La consigliera ha quindi lanciato una proposta «qualcuno ha sentito Farinetti per il Politeama? A Torino sotto la mole, che è diventata un museo, c’è Eataly». Giampiero Ajani, Lega, ha fatto invece l’ennesimo elenco xenofobo di malefatte e ruberie di immigrati, dimenticandosi come sempre di quanto fatto dagli “indigeni” in questa regione.

Alessandro Rapinese, Adesso Como, ha attaccato l’amministrazione dopo la decisione di consulenze esterne per uno studio del traffico cittadino per: «Carenza di personale interno con adeguata esperienza». «Con personale carente e inesperto avete deciso di fare delle rivoluzioni come quella della Ztl!» ha tuonato poi attaccando l’assessore Lorenzo Spallino, tanto da essere richiamato dal presidente del’aula a tornare a un linguaggio più appropriato.

Vincenzo Sapere

Il presidente del Consiglio Stefano Legnani ha ricordato la figura dello scomparso consigliere comunale Vincenzo Sapere, socialista eletto nel gruppo di Paco-Sel, mentre nel suo posto vuoto molti garofani rossi segnalavano la sua assenza. Legnani ne ha ricordato l’amore per la città, «con una partecipazione mai formale alle Commissioni e al Consiglio», il rispetto per gli avversari, «sapeva dialogare con tutti guadagnandosene la stima», e l’ottimismo e la voglia di lottare fino all’ultimo anche contro la malattia. Il capogruppo di Paco-Sel Luigi Nessi ha ricordato l’impegno per «una città sempre più giusta e solidale», letto un ricordo mandatogli dall’ex sindaco Renzo Pigni, che ne ha ricordato l’ideale socialista, e proposto di intitolargli il centro anziani di Prestino. Commossi interventi anche dai banchi dall’opposizione, Sergio Gaddi, Fi, ha definito il consigliere scomparso come «un simbolo del Consiglio comunale, capace di creare relazioni umane che sopravvivevano al di fuori dell’aula», un punto ribadito anche da Francesco Scopelliti, Ncd, mentre la sua capogruppo Laura Bordoli, visibilmente scossa, ha chiesto di inserire nella rosa delle candidature per l’Abbondino anche il nome di Sapere.

Dopo un minuto di silenzio, fatto anche per commemorare la figura del recentemente scomparso Morando Morandini, su richiesta di Spallino che ne ha ricordato la figura, l’aula ha ufficialmente approvato l’ingresso di Celeste Grossi. E la nuova consigliera di Paco-Sel come primo intervento di saluto all’Aula ha subito dichiarato che le mancheranno la «competenza, il rigore, la passione e l’umanità» del consigliere scomparso, ricordando anche l’ultimo lutto che ha colpito «la nostra piccola compagine politica», quello di Ermanno Pizzotti, chiedendo a presidente e a tutti i consiglieri il sostegno per i lavori futuri.

Centri civici

L’assemblea ha quindi affrontato il Regolamento per l’uso degli spazi dei Centri civici per attività non istituzionali con la allegata disciplina del regime tariffario, presentati dalla vicesindaca Silvia Magni. «Prima ognuna delle Circoscrizioni aveva un proprio Regolamento, ora dettiamo delle regole unitari» ha spiegato. Le tariffe saranno variabili a seconda della stagione ed è stata introdotta ovunque la possibilità di un contributo forfettario. Invariate le possibilità di un uso gratuito, per manifestazioni istituzionali, o il pagamento delle sole spese vive per associazioni e partiti. Due gli emendamenti proposti, uno del capogruppo del Pd Andrea Luppi, per ridurre da 30 a 20 giorni i tempi per presentare le richieste di utilizzo e uno di Gioacchino Favara, Pd, per l’inserimento fra i soggetti che pagano solo le spese vive dei sindacati. Una proposta che ha bloccato l’aula per più di mezz’ora in attesa dei pareri dei revisori e che ha fatto discutere, con la netta contrarietà di Enrico Cenetiempo, Ncd, e il sostegno della maggioranza, per Nessi «ad Albate ad esempio serve che poter tenere i contatti con le persone anziane e informarle senza che debbano scendere in centro».

Approvati i due emendamenti dalla maggioranza, stessa sorte è accaduta al provvedimento stesso.

Csu

Ceruti ha quindi chiesto di invertire l’ordine del giorno dei lavori e trattare una mozione presentata da lui ma la maggioranza, pur con qualche defezione, ha rigettato la proposta.

L’assessora Savina Marelli ha perciò presentato la delibera per la trasformazione di Como servizi urbani in società In House Providing, con le successive modifiche dello Statuto e l’approvazione dell’accordo quadro per la gestione dei servizi pubblici locali a cui seguiranno i disciplinari tecnici che verranno approntati dagli uffici.

Le possibilità che si erano aperte ha ricordato Marelli erano di dismissione dell’azienda, totale privatizzazione o la scelta che è stata fatta. L’azienda, che si formalizzerà come una Srl, dovrà quindi rilevare le quote ora di Spt Linea. La direzione della nuova azienda non verrà formalizzata ora ma lasciata a discrezione della prima assemblea dei soci che potrà scegliere fra un amministratore unico o una troika. Nel futuro l’azienda non si occuperà delle mostre, non ci sarà più Merci in centro, ma solo della gestione degli autosili, delle aree attrezzate turistiche, dei porti, dei centri sportivi (Casate, via Sinigaglia, Sagnino) e delle lampade votive dei cimiteri.

Raccolte una fitta serie di domande di chiarimento, vista l’ora, la seduta è stata sospesa e aggiornata a lunedì 26 ottobre. [Michele Donegana, ecoinformazioni]

Vincenzo Sapere/ Il cordoglio di Luigi Nessi, Enzo D’Antuono, Celeste Grossi

Sono tantissimi i cittadini e le personalità politiche che hanno diffuso note di cordoglio per la morte di Vincenzo Sapere. Di seguito i messaggi di Luigi Nessi, Enzo D’Antuono e Celeste Grossi. (altro…)

Paco-Sel/ Per un Bilancio innovativo con più investimenti sociali

paco selProprio perché i soldi sono sempre meno il Comune di Como deve approntare un bilancio coraggioso e orientato non alla riproposizione di scelte ereditate ma mettendo a bilancio maggiori investimenti per il riconoscimento dei diritti delle persone più fragili e quindi razionalizzando e tagliando settori meno vitali. In un Comune come quello del capoluogo lariano nel quale non si sono ancora attuate sperimentazioni (in corso a Milano e non solo) di forme di “reddito di cittadinanza”, sulle quali c’è persino una proposta della destrissima Regione Lombardia,  maggiori sono le responsabilità delle forze politiche della sinistra e del centrosinistra fedeli alla Costituzione. Paco- Sel ricorda che È tempo di Bilancio e, pur nella consapevolezza delle difficoltà, è necessario che la giuta Lucini trovi: « strumenti innovativi per innescare processi inediti e investire in politiche sociali. Perché, come l’acqua, l’aria, il paesaggio, sono beni comuni anche l’istruzione, la sanità, l’assistenza, il sistema di protezione sociale. È la coesione sociale il modo per costruire benessere e speranza di futuro». Leggi il comunicato della portavoce e dei consiglieri di Paco-Sel.

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Ecoinformazioni on air/ Sommovimenti in maggioranza

logo ecopop

Il servizio del 7 maggio di Gianpaolo Rosso per Radio popolare. Ascolta il servizio audio.  Avere un’ampia maggioranza e stravincere le elezioni non sempre determina tranquillità. Lo sa bene il sindaco di Como Mario Lucini che deve fare i conti con i sommovimenti della sua maggioranza che vede in particolare il Pd in fibrillazione per aumentare il proprio peso nel governo della città.

Non è chiaro ancora quante siano le caselle da riempire, ma certamente sono da nominare l’assessore al Bilancio, Partecipate e alle Pari opportunità e il presidente del Consiglio comunale dopo le dimissioni mesi fa dell’assessora tecnica Giulia Pusterla e più recentemente dell’esponente di spicco delle Acli Franco Fragolino che ha rinunciato sia alla presidenza che al suo posto in consiglio per motivi personali certo, ma anche per evidenti divergenze con la maggioranza che vede nelle voci di dissenso un fastidioso ostacolo al lavoro.

Per l’assessorato a Bilancio è possibile che alla fine Lucini accetterà il capogruppo del Pd Stefano Legnani mentre per la carica di presidente del consiglio si scontrano i sostenitori dell’autosufficienza della maggioranza e coloro che ritengono che per il  ruolo di presidente sia opportuna una personalità della maggioranza che sappia essere cerniera o addirittura un esponente delle minoranza. Si oscilla così tra molti nomi:  lo spesso Legnani se non avrà l’assessorato, la giovane esponente del Pd Andrèe Cesareo o Marco Tettamanti della Lista del sindaco ma, se prevalesse la concertazione con le minoranze, papabili diventerebbe nella maggioranza Vincenzo Sapere di Paco-Sel e nell’opposizione Ada Mantovani la cui nomina segnerebbe un evidente cambio di linea.

E’ certo quindi che fino a giovedì 15 maggio, quando si deciderà, per Lucini e per il suo centrosinistra continuerà un periodo difficile.

[Gianpaolo Rosso, ecoinformazioni]

Paco-Sel: Virzì ingeneroso

Logo-bicicletta-def-300x300Con una lettera inviata a La Repubblica i consiglieri di Paco-Sel contestano le dichiarazioni del regista Paolo Virzì che ignorando la presenza del Sociale aveva definito Como «città ricchissima che esprime il degrado della cultura con quel suo unico teatro, chiuso ed in rovina». Leggi nel seguito il testo della lettera.

«Egregio sig. direttore,abbiamo letto, in una intervista su La Repubblica al regista Paolo Virzì, nella pagina degli spettacoli di lunedi 6 gennaio, le sue affermazioni, relative la città di Como, che amministriamo da un anno e mezzo, con altre forze che sostengono il Sindaco Mario Lucini.

Ci permetta, alcune affermazioni del regista, ci sembrano ingenerose.
E’ vero che da anni il Cinema Politeama è chiuso e abbandonato, per ragioni di carattere patrimoniale, rese inestricabili dalla volontà di alcuni privati su cui la politica non ha possibilità di intervento, e per errori politici e amministrativi dei decenni passati.
Però dire che “..Como, città ricchissima che esprime il degrado della cultura con quel suo unico teatro, chiuso ed in rovina”…ci sembra fuori luogo e non condividiamo simili affermazioni.
Nella nostra città, c’é da 200 anni un prestigioso teatro, il Sociale, amato dalla gente e apprezzato, in cui si tengono stagioni teatrali e liriche di tutto rispetto,oltre che a spettacoli ed iniziative di elevato livello.
Anche il tessuto culturale della nostra città è vivace e ricco di tante iniziative, che soffrono, come in tutta Italia, per la sistematica politica di tagli alle attività culturali degli ultimi anni.
Da decenni in Como, c’é un’attività culturale di rilievo, che fa a capo al Centro Volta, c’è una Università giovane e qualche volta brillante, si svolgono mostre e mille altre attività e in genere la sera, un comasco viene posto di fronte a varie attività e alternative, interessanti.
Como ha uno dei paesaggi, il lago, le montagne, tra i più belli e amati del mondo.
Forse, e qui potremmo confrontarci con il regista Virzì, tutto potrebbe essere più accellerato, si dovrebbe far dimenticare anni di interessi, di odi, di burocrazia.
Ma quello che abbiamo letto, è, ci permetta, un giudizio molto brutto, che non condividiamo.
Como é una città che ha una storia;una storia che ha espresso tante persone che in molti campi hanno fatto “crescere” l’umanità intera e la nostra nazione..Ci permettiamo di citarne alcuni: i Plinii, Papa Innocenzo XI, Alessandro Volta, Terragni, Sant’Elia, Luigi Guanella, Achille Grandi, Giorgio Perlasca.
Ha creato una cultura tramite i lavoratori e gli imprenditori delle sue fabbriche tessili.
Ha da anni, una cultura di accoglienza, prima verso la gente proveniente dal Sud Italia, ora con la gente proveniente da altri Paesi.
Poi, come per tutte le altre città di qualsiasi parte d’Italia, ci sono situazioni positive e negative da eliminare.
Queste ultime, noi, con la giunta e le forze politiche di maggioranza ed in qualche caso anche della minoranza, stiamo lavorando intensamente, con un continuo confronto con i cittadini e le associazioni della nostra città. Distinti saluti».[Luigi Nessi e Vincenzo Sapere Paco-Sel]

Abbattuta nel Giorno della Memoria la Ticosa rimane un monumento all’incapacità della Giunta Bruni

Le opposizioni a Palazzo Cernezzi attaccano l’immobilismo della Giunta a tre anni esatti dall’abbattimento della Ticosa (fatto proprio nel Giorno della Memoria con evidente oltraggio alla memoria della resistenza operaia lariana), mentre per Bruni la colpa è di: «Una crisi di livello mondiale che ha reso tutto più complicato».

 

«Le ultime esternazioni del sindaco – ha dichiarato mercoledì 27 gennaio Luca Gaffuri, capogruppo Pd – sembrano fatte solo per rinviare il problema, si è parlato di portare nell’area Ticosa attività produttive, di aver trovato un privato interessato ad acquistare 6 mila mq, da ultimo l’intervento di una cooperativa edilizia. Si cerca di far vedere che una fiammella è ancora accesa… Che intervenga Formigoni, così come ha promesso!».
La paura dei consiglieri di opposizione è quella di non vedere più la fine del caso Ticosa così come del cantiere delle paratie e del muro sul lungolago. Per questo hanno convocato una conferenza stampa in piazza Cavour per esorcizzare lo spettro dell’immobilismo che attanaglia anche la barriera costruita sul lungolago.
«La Giunta è un po’ come i dilettanti alla sbaraglio – ha affermato Vincenzo Sapere, Gruppo misto – socialisti, che sulla Ticosa e le modifiche in corso d’opera ha detto – non si possono cambiare le carte in tavola, si rischiano i ricorsi». «Un’asta pubblica non può essere modificata» ha rincarato la dose Roberta Marzorati, Per Como.
«È stata fatta una scelta sbagliata» ha precisato Vittorio Mottola, Pd, anche perché, ha concluso Sapere «L’idea del sindaco è un’idea vecchia, era già stata fatto un concorso al tempo della Giunta Pigni, aveva vinto l’architetto Botta, che vadano a vedere le carte!».
Di tutt’altro parere il sindaco Bruni per cui, in una nota diffusa dal suo portavoce, «Il disfattismo non serve a nessuno e non ci porta da nessuna parte. Quelli che guardano le cose sempre e soltanto dal punto di vista negativo sono gli stessi che sperano che i problemi non si risolvano mai. Vogliono che non vada niente per il verso giusto, che non ci siano né crescita né sviluppo. Sono schierati contro la città. Sono contro e punto. […] Io invece guardo alle questioni con fiducia. […] Dal mio punto di vista, oggi non registriamo alcun fallimento. Sono invece tre anni che abbiamo tolto di mezzo i ruderi della Ticosa. È un traguardo raggiunto. Sfido chiunque a sostenere il contrario. Certi fautori della negatività ad oltranza non riescono neanche a rendersene conto: quei resti per un quarto di secolo hanno costituito un elemento di forte degrado sulle soglie della convalle. Un pessimo biglietto da visita. Un simbolo stesso dell’immobilismo. Sembravano inamovibili. Bene, noi li abbiamo abbattuti. E poi abbiamo avviato un processo di riqualificazione senza precedenti per il capoluogo. Certo, l’operazione era e resta complessa e bisogna riconoscere che non siamo stati fortunati visto che ci siamo imbattuti in una crisi di livello mondiale che ha reso tutto più complicato. Mi chiedo con quale capacità di analisi e lungimiranza politica certi soggetti possano trascurare questi elementi di fatto e crogiolarsi nella cultura del tutto sbagliato, seminando allarmismo, preoccupazione, un generale senso di resa e disimpegno. […] Sono ottimista. Credo proprio che nei prossimi giorni potremo riavviare l’iter consiliare di approvazione del piano integrato di intervento».

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