Giorno: 10 Dicembre 2015

Si discute di Acsm-Agam

COMO COMUNEPalazzo Cernezzi affronta una mozione delle minoranze sul futuro della partecipata.

 

Inquinamento

Tutte le preliminari al Consiglio comunale di Como di mercoledì 9 dicembre hanno toccato il tema dell’inquinamento. Per prima Roberta Marzorati, Per Como, ha letto una lettera di Legambiente in cui si chiedono piste ciclabili, aumento delle zone a 30 km all’ora, il controllo delle temperature negli uffici pubblici, mentre alcuni esponenti dell’associazione si sono presentati in cortile con uno striscione, «ne abbiamo pieni i polmoni», e in aula. Luca Ceruti ha invece chiesto l’efficientamento energetico degli stabili comunali «è ridicolo che il Comune chieda di prendere provvedimenti ad altri senza prima sistemare le sue proprietà», infatti ha ricordato il consigliere pentastellato Palazzo Cernezzi passerà solo l’anno prossimo dal gasolio al gas per il riscaldamento. Ada Mantovani, Adesso Como, ha rilevato l’aumento del traffico lungo il “girone”: «E il marketing per promuovere l’autosilo Val Mulini? Io quest’anno non ho visto nulla». Marco Butti, Gruppo misto, ha chiesto provvedimenti come in altre città dove si è reso gratuito il trasporto pubblico e denunciato la situazione della stazione di Como S. Giovanni: «Uno scempio. Una situazione disumana». Per cui ha fatto appello al sindaco e all’assessore Magatti per un intervento sul prefetto. Per ultimo il consigliere ha anche rilevato «il flop del brand di Como, oggi la gara per il merchandising è andata deserta».

 

Acsm-Agam

Iniziata la seduta Enrico Cenetiempo ha quindi presentato una mozione dell’opposizione per la revoca della approvazione da parte della Giunta Lucini dell’accordo operativo con il Comune di Monza per la selezione di un advisor finanziario a cui affidare la valorizzazione dell’asset Acsm-Agam s.p.a. «Non c’è stata nessuna partecipazione per i Bilanci, la Ztl, la vendita delle farmacie e ora per Acsm-Agam – ha detto il consigliere del Gruppo misto, per cui il passaggio solo in Giunta è – un atteggiamento non corretto anche se legittimo». «Monza vende per non tagliare i servizi e Como esegue» ha aggiunto, facendo riferimento ai patti parasociali che legano le due cittadine “conproprietarie” dell’azienda di servizi, esortando il sindaco «non venda l’ultimo gioiello di famiglia!» Il dibattito è quindi iniziato con qualche contradditorio «Monza ha dato mandato alla Giunta di occuparsi del problema» ha detto Italo Nessi, Como civica, a cui ha replicato Laura Bordoli, Ncd, «hanno già deliberato la vendita». Giampiero Ajani, Lega, ha letto alcuni passaggi di una lettera dei lavoratori comaschi di Acsm-Agam, preoccupati per i posti di lavoro. Butti ha rilevato il ruolo di A2a, interessata all’acquisizione di quote della partecipata comasca, ricordando quanto scritto su diverse testate giornalistiche. «Qual è la strategia amministrativa? Si vuole fare cassa? Che vi venga spiegato» ha esortato Ceruti. Alessandro Rapinese, Adesso Como, si è detto favorevole all’alienazione totale se si debba percorrere quella strada «non come con le autostrade per cui abbiamo una partecipazione minima che non riusciamo a vendere e che non conta nulla».

L’assessora Marelli ha confermato l’interesse di A2a nella creazione di una multiutility lombarda e ricordato la situazione di Acsm-Agam. «Opera nei mercati competitivi e non è scontato che vinca le gare – ha sottolineato –, è giusto guardare in prospettiva al futuro. I margini si stanno assottigliando». Per quanto i rapporti avuti dall’advisor Deloitte con A2a l’assessora ha fugato ogni dubbio «aziende come questa hanno procedure apposta», ha detto «possiamo dire di stare tranquilli non c’è un conflitto di interessi».

Dopo una sospensione di un quarto d’ora in cui le minoranze si sono confrontate la mozione è stata ritirata, «il mio scopo era che questo argomento venisse affrontato in aula» ha detto Cenetiempo, con la richiesta di convocazione della Commissione IV per discutere l’argomento.

 

Interrogazioni

L’aula ha così ascoltato le interrogazioni dei consiglieri, insoddisfatti della risposta ottenuta, Ajani e Rapinese. Ceruti ha ritirato la propria sulla Torre Pantera, dopo aver avuto una risposta scritta.

Il capogruppo di Adesso Como aveva chiesto del rifacimento dei parapetti in via per Cernobbio, «quest’anno quando abbiamo avuto la compatibilità in bilancio l’abbiamo eseguito» la risposta del sindaco, sulla stima del danno risarcibile in favore della società Multi se Palazzo Cernezzi dovesse perdere in Consiglio di Stato. Infatti in prima istanza il Tar nel 2011 ha rigettato la richiesta di risarcimento per circa 14,5 milioni di euro della società olandese ha ricordato l’assessore Spallino, che ha avuto poi un battibecco col consigliere. Ajani si è invece lamentato di quanto stampato sugli avvisi di pagamento della Tari e sulla gestione dell’accoglienza di cittadini stranieri. «La Giunta non sa quante persone ci sono sul nostro territorio – ha dichiarato –, dovete saperlo!» «La prefettura non fornisce le indicazioni del dettaglio per quanto riguarda il numero e l’allocazione – ha spiegato l’assesore Magatti rimarcando – è una scelta che non condivido, ma è così». [Michele Donegana, ecoinformazioni]

Video/ Como per i Diritti umani

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