Mese: Gennaio 2016

23 gennaio/ Il Giorno della memoria dedicato agli zingari

Il giorno della memoria è stato istituito, con legge della Repubblica Italiana n. 211, del 20 luglio 2000,  «al fine di ricordare la Shoah (sterminio del popolo ebraico), le leggi razziali, la persecuzione italiana dei cittadini ebrei, gli italiani che hanno subìto la deportazione, la prigionia, la morte, nonché coloro che, anche in campi e schieramenti diversi, si sono opposti al progetto di sterminio, ed a rischio della propria vita hanno salvato altre vite e protetto i perseguitati». Colpevolmente, non si ricorda che non solo il popolo ebraico ha subìto il progetto di sterminio, ma anche altri, tra cui Rom e Sinti.

Per completare la prospettiva sul progetto di sterminio dei regimi nazifascisti, ANPI Comitato provinciale di Como e Istituto di Storia Contemporanea “Pier Amato Perretta” di Como dedicano quest’anno un approfondimento, in preparazione del giorno della memoria, al porrajmos. Porrajmos – ha scritto il sociologo Marco Revelli – «è il termine che in lingua romané significa “distruzione”, anzi “qualcosa di più”, come spiega Giorgio Bezzecchi, il rom hervato che ha tradotto per Fabrizio De André le ultime strofe di Khorakhané: “devastazione”, “divoramento”, comunque “annientamento”. Sta a indicare lo sterminio degli zingari, Rom e Sinti, per opera dei nazisti e dei fascisti, nei luoghi – Auschwitz soprattutto – che a stento, e di malavoglia, la nostra memoria contemporanea accetta di ricollegare alla tragedia dei nomadi europei preferendo tenerli segregati in una terra di nessuno della storia, esattamente come ne tiene segregati i discendenti nelle tante terre di nessuno delle nostre periferie urbane. Furono 500.000, forse più, i “figli del vento” sterminati nei lager. Altre centinaia di migliaia furono perseguitati, incarcerati, deportati, le famiglie sciolte, le comunità disperse, allo scopo dichiarato di sradicare il Wandertrieb, l’“istinto nomade” identificato dall’eugenetica paranoide fascista con il disordine, la trasgressione, la commistione del sangue e la degradazione del costume». Non si ricorda nemmeno che proprio Rom e Sinti furono protagonisti di uno dei pochi, pochissimi, episodi di resistenza all’interno dei campi di sterminio, a Birkenau; racconta ancora Marco Revelli: a Birkenau, «accanto agli ebrei, dal 16 dicembre 1942, in esecuzione del “decreto Auschwitz” con cui il governo del Reich aveva dato inizio alla “soluzione finale” per gli zingari, avevano iniziato ad affluire, nel Blocco IIe, decine di migliaia di Rom e Sinti, uomini, donne e bambini, tenuti, a differenza degli altri, tutti insieme, senza dividere le famiglie, fino al maggio 1944 quando fu decisa la liquidazione del “settore zingari”. I circa 4000 nomadi sopravvissuti avrebbero dovuto essere avviati, in un solo colpo, alle camere a gas. E fu allora che avvenne l’incredibile: gli zingari resistettero. A mani nude, qualcuno armato del solo coltellino di latta improvvisato nelle baracche, contrastarono le SS. I pochi sopravvissuti raccontano che erano le madri in prima fila, a difendere con le unghie e con i denti i loro bambini, alcuni dei quali di pochi mesi, nati nel campo stesso».

GiornoMemoria2016

Proprio con Giorgio Bezzecchi, figlio di sopravissuti alla persecuzione nazifascista, consulente del Consiglio d’Europa – Programma Romact, sabato 23 gennaio 2016, in Biblioteca Comunale di Como, dalle 15 alle 17, si approfondirà questo fondamentale – ma rimosso – passaggio della storia europea del Novecento. Maurizio Pagani, presidente dell’Opera Nomadi di Milano ed esperto in etnie nomadi, avrà il compito di ricondurre questo discorso all’attualità.

Perché il sospetto, la discriminazione, la persecuzione di Rom e Sinti, genericamente e con un certo disprezzo “zingari”, vengono da lontano, anche nelle civilissime terre italiane. Basti ricordare una grida del governo lombardo-spagnolo del 1657 – in vigore anche a Como – con cui si concedeva alle comunità lombarde di «potersi unire, anco con suono di campana a martello, e perseguitare detti Cingari, prenderli e consegnarli prigioni in qualonque parte di questo Stato, e di svaligiarli, e levargli ogni sorte di robbe, e danari … e quando volessero fare resistenza con armi sia lecito ad ogni uno di offenderli impune». Il sospetto e il disinteresse vengono da lontano e abitano ancora il presente, tanto che – appunto – ci si dimentica di loro persino come vittime del fascismo.

Con l’ausilio delle parole di Giorgio Bezzecchi e Maurizio Pagani, e di documenti video, ANPI e Istituto di Storia Conteporanea daranno qualche elemento di conoscenza in più.

[Fabio Cani, ecoinformazioni]

 

Il bell’articolo di Marco Revelli si può leggere per interno a questo indirizzo.

Mostro paratie/ Per Como: nuovo appalto con commissario governativo

paratiemangalavitigiapponesiAbbiamo chiesto a Roberta Marzorati, consigliera comunale di Per Como, di riassumerci la sua posizione riguardo all’affare paratie. La risposta della consigliera è chiara: «Allo stato dei fatti, in considerazione di quanto affermato da Anac, noi ci ritroviamo ad avere un progetto buono tecnicamente, ma non accettabile per i numerosi errori compiuti da un punto di vista del l’iter seguito e in particolare per l’aumento spropositato dei costi, ben superiore a quel 20% tollerato rispetto al bando iniziale. (altro…)

16 gennaio/ 3 Golden globe e 12 candidature all’Oscar: Revenant allo Spazio Gloria

revevnantGià vincitore del Golden globe per miglior film, miglior regia e miglior attore protagonista a Leonardo Di Caprio, l’ultimo stupefacente lavoro di Alejandro González Iñárritu si è aggiudicato ben dodici nominations agli Oscar 2016. Revenant – Redivivo, è in programma allo Spazio Gloria di Arci Xanadù da sabato 16 gennaio. Tratto da una storia vera, racconta l’epica avventura di un uomo che cerca di sopravvivere grazie alla straordinaria forza del proprio spirito. In una spedizione nelle vergini terre americane, l’esploratore Hugh Glass (Leonardo DiCaprio) viene brutalmente attaccato da un orso e dato per morto dai membri del suo stesso gruppo di cacciatori. Nella sua lotta per la sopravvivenza, Glass sopporta inimmaginabili sofferenze, tra cui anche il tradimento del suo compagno John Fitzgerald (Tom Hardy). Mosso da una profonda determinazione e dall’amore per la sua famiglia, Glass dovrà superare un duro inverno nell’implacabile tentativo di sopravvivere e di trovare la sua redenzione. Proiezioni sabato 16 ore 21, domenica 17 ore 17.30 e 21, giovedì 21 ore 21, venerdì 22 ore 21, domenica 24 ore 17.30 e 21 e mercoledì 27 ore 21. Ingresso riservato ai possessori di tessera Arci: intero 7 euro, ridotto 5 euro. Info www.spaziogloria.it

 

Cgil Como/ 2015: mai così tanti.

Tarpini-CongressoLa camera del lavoro di Como ha chiuso il tesseramento con 53 mila 173 iscritti. Mai così tanti. Nei 115 anni di storia della Cgil comasca, non si era mai raggiunto un numero di iscritti così alto. C’è, quindi, soddisfazione per il dato di chiusura del tesseramento 2015: «Il risultato – spiega Alessandro Tarpini, segretario generale della Cgil di Como – è importante e ci inorgogliosisce parecchio. Sta a significare che, in un periodo di grande crisi e difficoltà, abbiamo provato a interpretare i bisogni veri che la popolazione comasca ci sottopone tutti i giorni. Svolgiamo il nostro compito con grande umiltà e spirito di servizio, e questo si avverte». Rispetto al 2014, c’è un incremento di circa quattrocento iscritti e si registra una sostanziale tenuta nei comparti industriali e tra i pensionati e un incremento significativo nei settori del terziario e dei servizi, con trecentocinquanta iscritti in più tra i lavoratori attivi. «Un segnale – conclude Tarpini – a chi continua a dipingere il sindacato come una sorta di ferrovecchio. Siamo un punto di riferimento per un gran numero di persone che chiede di essere aiutata, protetta e difesa. Un ringraziamento a nome della Cgil di Como, a tutti i nostri funzionari, agli operatori delle strutture di servizio, ai delegati nei luoghi di lavoro, agli attivisti e volontari dello Spi per lo straordinario lavoro svolto.»

Mostro paratie/ #io sto con Mario#

applausi lucini

Certamente il sindaco in carica Mario Lucini, corre il rischio di diventare capro espiatorio di tutte le colpe dell’affare paratie. Ciò non tanto dal punto di vista legale o amministrativo quanto nell’immaginario di cittadini, male o per nulla informati e spesso di corta memoria, che scambiano errori per malefatte, avvisi di garanzia per condanne, e non ricordano quando, con chi e in quale orizzonte politico si è generato il mostro che occupa la sponda comasca del Lario. E’ in corso una raccolta di firme su un attestato di stima e rispetto verso il sindaco in carica. Il documento dal taglio non politico ha già raccolto un grande numero di adesioni (anche pesanti) e viene proposto a tutte e tutti coloro vorranno sottoscriverlo. Leggi nel seguito il testo dell’appello e un primo elenco di firmatari.

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«L’anno dell’attesa»

rapportoannuale2014Rapporto sull’economia comasca 2014 della Camera di commercio. Aumentano disoccupazione, frontalieri e chi va a lavorare all’estero.

 

«Il 2014 è l’anno dell’attesa – si legge nell’introduzione al tradizionale documento della Camera di commercio di Como –: si presagisce un miglioramento che ancora non si è concretizzato. Il tema più caldo resta quello del mercato del lavoro, visto che la ripresa – quando c’è – non si accompagna all’occupazione, spingendo in misura crescente i comaschi a cercare strade alternative al mercato locale. Aumenta il numero dei frontalieri e cresce il numero di italiani che lasciano la provincia per trasferirsi definitivamente all’estero. L’attrazione di turisti stranieri e di consumatori svizzeri è fondamentale per fare quadrare i conti delle attività alberghiere e commerciali, mentre la ricerca di mercati esteri sempre risulta imprescindibile anche per le piccole imprese».

«È passato un anno e la provincia di Como ha visto decrescere di quasi 1.000 unità le imprese registrate (-2,0%) e di quasi 800 quelle attive (-1,8%), in quasi tutti i settori economici. Il numero delle cancellazioni, in calo, è ampiamente superiore a quello delle nuove iscrizioni, anche esse in calo. Sono le imprese artigiane quelle che soffrono di più, perdendo il 2,7% delle unità attive (-457 imprese attive) – viene segnalato –. Nel manifatturiero la produzione è finalmente cresciuta del +2,2% rispetto al 2013, ma il rallentamento del tasso a fine anno desta più di una perplessità, poi confermata nel corso del 2015: la ripresa non si è ancora consolidata. Per le imprese di piccola dimensione la performance è risultata inferiore alla media e questo vale a maggior ragione per quelle artigiane (-0,3%), che non hanno ancora visto la fine delle loro difficoltà. Il loro fatturato invece cresce, trainato dai mercati esteri sempre più essenziali per la sopravvivenza d’impresa anche quando questa conta solo pochi addetti».

Un po’ meglio: «Le esportazioni cresciute del +2,7%, rispetto al 2013 (variazione superiore al dato medio regionale e nazionale) e dal saldo commerciale, ai massimi storici. Malgrado il recupero, alcuni dei principali partner storici (Germania e Francia) non hanno ancora toccato i livelli pre-crisi. Analoghe considerazioni valgono anche per due delle prime tre voci merceologiche esportate (tessile e meccanica) che restano al di sotto dei volumi 2008, compensate da altre produzioni. Si fa sempre più stretta la relazione privilegiata con la Svizzera».

«Per il commercio interno, il 2014 non è stato un anno positivo, in particolare per gli esercizi di piccole dimensioni – è uno dei primi dati negativi –. È calato il fatturato, i metri di vendita e il numero di esercizi. L’unica nota positiva arriva dalle vendite (a valore) di prodotti di largo consumo in supermercati e ipermercati. Occorrerà attendere l’inizio del 2015 per registrare gli effetti positivi dell’apprezzamento del franco svizzero. Anche il turismo ha registrato una lieve battuta d’arresto (-1,9% gli arrivi e -1,8% le presenze), dovuta principalmente ma non esclusivamente al prevedibile ulteriore calo registrato dai turisti italiani (lombardi in particolare). La minore dinamicità rilevata tra i turisti stranieri è da imputare quasi integralmente alla defezione degli olandesi, tra i primi clienti storici del Lario. Purtroppo il meteo non ha aiutato l’annata: i mesi più turistici sono stati funestati da piogge intense e persistenti che hanno colpito in particolare le presenze nelle strutture extralberghiere. Per i benefici attesi da Expo, anche in questo caso, occorrerà attendere il 2015. Per le costruzioni il 2014 si conclude in continuità con la serie iniziata nel 2008, all’insegna del ridimensionamento, sia in termini di numero medio di imprese che hanno operato nell’anno (-6,6%) sia di lavoratori (sempre in media, -5,5%) che di ore lavorate (-6,9%). I servizi hanno registrato una ulteriore seppur limitata riduzione del volume d’affari (-0,5%). In compenso è tornato positivo a fine anno il saldo tra il numero di imprese in crescita e quelle in difficoltà».

«Per quanto riguarda l’innovazione, motore dello sviluppo e innegabile strumento per il mantenimento e la crescita della competitività, i dati a disposizione sono davvero pochi e parziali – viene rilevato –. Nel corso del 2014 si è registrata una minore richiesta di protezione della proprietà intellettuale da parte di residenti della provincia di Como: per esempio i marchi depositati sono stati 396 (erano 436 nel 2013) e i brevetti per invenzioni 63 (erano 106 nel 2013). Tra le note positive della provincia vi è il ruolo delle industrie culturali e creative che generano il 6,9% del valore aggiunto locale (era il 6,3% nel 2013), percentuale superiore sia a quella regionale (6,2%) che nazionale (5,4%). Queste danno lavoro al 7,8% degli occupati esistenti in provincia e rappresentano il 10,1% delle imprese registrate».

Su queste basi: «Il tasso di disoccupazione certificato dall’Istat è ulteriormente aumentato, passando dall’8,6% del 2013 al 9,0% del 2014 (sale al 25,9% per i giovani da 15 a 29 anni). I dati sono ovviamente inferiori a quelli nazionali, ma preoccupa l’accelerazione che ha eroso l’iniziale posizione di vantaggio della provincia rispetto alla media regionale. Se si sommassero anche i 9.200 lavoratori a tempo pieno “equivalenti” al numero di ore di cassa integrazione richiesta nel 2014, il dato toccherebbe il 12,3% della forza lavoro. Tra gli elementi di stabilizzazione del mercato del lavoro ci sono quasi 25.000 frontalieri, in crescita del +5,4% sul 2013: ormai sfiorano il 10% del totale degli occupati comaschi. Non sono quindi ancora visibili gli effetti concreti del referendum tenutosi in Svizzera a febbraio del 2014 sull’introduzione di un tetto massimo per l’immigrazione di lavoratori. Stando ai dati Excelsior sulle previsioni occupazionali delle imprese, la maggior parte delle assunzioni è prevista a tempo determinato (anche a causa del ruolo importante dei contratti stagionali del settore turistico), ma sono in aumento i contratti ipotizzati a tempo indeterminato. Infine, si noti che le ore di cassa integrazione sono diminuite».

Per quanto riguarda gli: «Imprenditori attivi in provincia di Como a fine 2013 erano 47.409, in lieve calo rispetto all’anno precedente. Quelli nati in Italia sono calati del -1,1% (-467 unità), mentre quelli nati all’estero (3.661) sono cresciuti del +2,4%. Si tratta principalmente di romeni, marocchini, albanesi, tunisini, cinesi. A fine 2014 le imprese straniere erano 3.872, in calo rispetto al 2013 (-2%). Anche l’imprenditorialità straniera ha risentito quindi del peso della crisi economica (a causa in particolare della forte rilevanza del settore delle costruzioni che nel corso del tempo ha subito un ridimensionamento). Le imprese giovanili sono invece calate del -4,8% a causa principalmente della perdita della qualifica “giovanile” per il naturale avanzare dell’età degli imprenditori, segnale d’allarme per il ricambio generazionale nei prossimi anni». Sono però in calo i fallimenti da 169 nel 2013 a 149 l’anno seguente, «per quanto riguarda il credito, settore trasversale a tutte le attività economiche sia pubbliche che private, si registra un ulteriore calo dei prestiti per tutti i settori economici incluse le famiglie. Nel corso dell’anno, tuttavia, l’entità della flessione è andata ridimensionandosi. La consistenza delle sofferenze è invece aumentata. La rilevazione su base regionale sulle condizioni di offerta di credito mette in luce un allentamento dei criteri a fronte di una domanda in lieve crescita» (il rapporto). [md, ecoinformazioni]

Fermi contro l’intesa per i frontalieri

FRONTALIERI ALTRIRegione Lombardia insoddisfatta dell’accordo del governo invita i frontalieri a ritirare i secondo pilasto.

 

«Il nuovo accordo sulla tassazione dei frontalieri, sul quale si è raggiunta l’intesa tecnica definitiva fra Confederazione svizzera e Italia (prologo ad una firma che dovrebbe arrivare in primavera, andando a sostituire l’attuale in vigore dal 1974) non piace al sottosegretario all’Attuazione del programma e ai rapporti istituzionali nazionali Alessandro Fermi e al consigliere Luca Marsico, che ne hanno discusso» dichiara una nota di Regione Lombardia.

«Siamo di fronte a un accordo che non ci soddisfa affatto, che andrà a penalizzare sia i 60mila lavoratori di frontiera, (fra i quali 25mila varesini e altrettanti comaschi), sottoposti a un vero salasso, così come i Comuni di frontiera, che potrebbero vedere azzerati i ristorni con, a cascata, gravi conseguenze per garantire i servizi essenziali per la collettività – dichiarano Fermi e Marsico –. Per questa ragione auspichiamo vivamente una profonda rivisitazione dell’Intesa tecnica raggiunta facendo appello al Governo Renzi, affinché riveda profondamente quanto concordato».

«Se questo fosse il testo definitivo che dovesse essere sottoscritto, gli unici penalizzati dalla nuova intesa, secondo Fermi e Marsico, sarebbero “proprio sia i lavoratori che i nostri territori di confine e questo non possiamo accettarlo”» prosegue la nota.

«Invitiamo tutti i cittadini lombardi che hanno prestato lavoro in Svizzera negli anni passati e i parenti di quei lavoratori che sono deceduti prima del pensionamento a ritirare il secondo pilastro, che spetta di diritto, in base a quanto versato al Governo elvetico negli anni di lavoro, e, in caso di dubbio, a rivolgersi tempestivamente alle organizzazioni sindacali – terminano Fermi e Marsico –. Sarebbe una beffa, se questo tesoretto restasse in Svizzera e per molti nostri concittadini potrebbe rappresentare una inaspettata boccata di ossigeno». [md, ecoinformazioni]

Paratie/ M5s contro, Como civica per Lucini

lungolago comoIl Movimento 5 stelle chiede le dimissioni del sindaco, mentre Maroni declina ogni responsabilità e minaccia di decidere lui cosa fare dei 12,5 milioni di euro promessi, a difesa del sindaco e dell’ultima variante interviene invece Como civica.

 

«Il sindaco di Como, Mario Lucini (Pd), e il suo predecessore, Stefano Bruni (Fi), risultano indagati per presunte irregolarità negli appalti per la realizzazione delle paratie di protezione sul lungolago. si legge in un comunicato del Movimento 5 stelle. «Il Pd dia per una volta il buon esempio e il sindaco faccia un passo indietro – afferma Stefano Buffagni, capogruppo del M5s Lombardia –. Le paratie rappresentano un vergognoso spreco di soldi pubblici e un intollerabile esempio di superficialità nella progettazione e nella pianificazione. Sono una ferita aperta per la città, una vera e propria Salerno-Reggio Calabria in salsa comasca. Abbiamo buttato anni e soldi in un progetto inutile, i lavori non sono conclusi e il sindaco risulta indagato». «Il sindaco si è preso sulle proprie spalle la responsabilità sul cantiere e da candidato aveva promesso che avrebbe risolto il problema delle paratie – aggiunge Luca Ceruti, consigliere comunale comasco del M5s –. Il progetto doveva essere cancellato a Como non serviva nessun muro. Tanto ha promesso e tanto non ha saputo mantenere. Questo sindaco, purtroppo per la città, evidentemente ha fallito, faccia un atto di responsabilità e si dimetta. Il nostro lago e la nostra città meritano di più». Per i due esponenti pentastellati: «Le paratie sono la dimostrazione che la politica di destra e sinistra ha fallito. Nemmeno un bambino che costruisce con i Lego riuscirebbe a dimostrare l’incapacità di cui hanno dato prova i politici comaschi. Sul progetto c’è stata un’approssimazione da dilettanti allo sbaraglio. Ora ci si mette pure Maroni a mettere l’opera sotto l’ala protettiva della regione. È la stessa Lega che era nella Giunta di Como quando si è dato il via a questo pasticcio imbarazzante. L’opera deve essere commissariata, e i cittadini devono decidere quale progetto possa mettere fine allo scempio per poi affidarla a professionisti seri. Stando ai fatti varrebbe poi la pena dare il coordinamento dei lavori e la loro supervisione a degli “umarells”, pensionati che sorvegliano volontariamente i lavori in corso, per non ricadere negli errori del passato. Avrebbero sicuramente più a cuore loro, piuttosto che i politici locali, le sorti del lungolago».

Da parte sua il presidente regionale lombardo Roberto Maroni declina ogni responsabilità: «Noi non abbiamo alcuna responsabilità, perché la stazione appaltante e tutte le iniziative sono state prese dal Comune di Como». «Vediamo la prosecuzione di queste indagini a cosa porterà – ha aggiunto il presidente regionale –. Noi abbiamo solo messo a disposizione le risorse».

«Se proseguiranno i lavori, bene, altrimenti le risorse le utilizzeremo per altre opere – ha minacciato in un primo tempo Maroni, che però poi a mente fredda ha aggiunto –. Ho dato incarico all’assessore Beccalossi e al sottosegretario Cioppa di fare tutte le verifiche per capire come procedere. Non voglio che i lavori si blocchino e che i cittadini di Como rimangano con un’opera incompiuta». «La questione paratie deve essere risolta, soprattutto perché Regione Lombardia ha messo 12,5 milioni di euro – ha proseguito –. Se il Comune non è in grado di fare, io devo decidere questi 12,5 milioni che fine fanno; io voglio utilizzarli per completare l’opera magari anche prendendola in carico noi direttamente come Regione». Una possibilità che verrà presa: «Alla fine della valutazione che faremo, sentendo in particolare Anac e il Ministero delle Infrastrutture».

Con il sindaco di Como si schierano invece totalmente i suoi sostenitori di Como civica: «Il progetto paratie nasce e i lavori per le paratie iniziano sotto le giunte precedenti di centro destra (Pdl-Lega) – ricordano –. Lucini era contrario sia all’esecuzione che al progetto specifico, come risulta dai numerosi interventi in consiglio comunale. E quando la giunta Lucini si insedia il cantiere è già fermo da tempo perché la prosecuzione dei lavori – come confermato dal’Anac – compromette la sicurezza degli edifici viciniori».

«Non è Lucini che ha inferto ai comaschi la ferita della chiusura del lungolago, Lucini è il medico che cerca di curarla – sottolineano gli esponenti della lista civica comasca –. E non è un medico che lavora da solo, nell’ombra; la nostra piena solidarietà deriva dall’assoluta condivisione della variante predisposta per la ripresa e la conclusione dei lavori; condivisione con le forze politiche, con quelle sociali, con artigiani e imprenditori, coi cittadini tutti negli affollati incontri pubblici. Con Regione Lombardia e con il suo presidente che ha siglato l’accordo (parentesi: se in politica la coerenza fosse necessaria chi oggi chiede le dimissioni del Sindaco dovrebbe chiedere anche quelle di Maroni)».

«La relazione dell’Anac mischia le carte in tavola – proseguono gli esponenti del centrosinistra –. Semplificando: critica bando e progetto originari, considera necessarie modifiche, non contesta le soluzioni tecniche individuate con l’elaborazione della terza perizia di variante, dice che le modifiche progettuali e il conseguente incremento dei costi renderebbero necessario il rifacimento del bando. Non prospetta soluzioni se non quella di recedere dal contratto con Sacaim. Probabilmente la soluzione più facile, ma anche quella che costringerebbe la città a un lungo periodo di immobilità legato tanto alla lunghezza dei tempi di gara connessi al rifacimento di un bando di questa portata, quanto a ricorsi, controricorsi, appelli e contrappelli che la società penalizzata sicuramente porterebbe avanti».

«Questo ad oggi – termina la nota di Como civica –. Sicuri di avere lavorato con impegno, competenza e trasparenza vogliamo continuare a farlo per uscire dal “cul de sac” dove altri e non noi hanno infilato la città. Senza polemiche né recriminazioni, senza altro scopo se non quello di ridare ai comaschi il loro lungolago». [md, ecoinformazioni]

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