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Proteste a Palazzo Cernezzi

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I lavoratori di Acsm-Agam chiedono il rispetto della clausola sociale del 2011.

 

Sospesa la seduta consiliare di lunedì 15 febbraio per incontrare una delegazione di una ottantina di lavoratori di Acsm-Agam, molti con pettorine, in Sala Stemmi a Palazzo Cernezzi. La protesta nasce, come si legge in un volantino distribuito dai manifestanti, dal «prossimo passaggio dei lavoratori del gruppo Acsm-Agam alla società 2i Rete Gas, aggiudicatrice della gara gas dai Comuni di Como e di S. Fermo della Battaglia».

Nel 2011 il Comune di Como aveva siglato con i sindacati una clausola sociale per garantire il passaggio dei lavoratori, ma ora c’è il rischio «per i lavoratori che passeranno dall’Inpdap all’Inps, di dover sostenere la ricongiunzione onerosa delle prestazioni previdenziali (con importi che potrebbero arrivare a decine di migliaia di euro!)» e «di essere assunti con le norme previste dal cosiddetto Job Act per i nuovi assunti (“contratto a tutele crescenti”), perdendo alcune tutele e in particolare quelle di cui all’art. 18 dello Statuto dei lavoratori».

La clausola sociale disattesa determinava «l’obbligo per l’azienda che subentra di riconoscere il passaggio automatico dei rapporti di lavoro – senza soluzione di continuità – attraverso l’assunzione di tutto il personale sia operativo che amministrativo del gestore uscente alle medesime condizioni, normative, economiche professionali e previdenziali».

Per questo i lavoratori chiedono «di fare in modo che il passaggio dei lavoratori interessati avvenga solo dopo ce sia stata trovata una soluzione positiva alle problematiche evidenziate».

Che «non si rispetti nel bando in modo efficace la clausola sociale» è una responsabilità del sindaco precedente, ha respinto ogni accusa il primo cittadino attuale Mario Lucini al termine dell’incontro con i lavoratori. [Michele Donegana, ecoinformazioni]

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