Sciopero del commercio il 1 maggio per la dignità del lavoro

filcamsLe persone non vivono solo per comprare, la festa può essere anche liberazione per un giorno dal consumismo imperante difeso da norme contro la Costituzione. I lavoratori e le lavoratrici hanno diritto alla loro festa senza essere  ostaggio del paleoliberismo imperante. Per questo anche quest’anno la Cgil chiama allo sciopero il commercio che norme ingiuste, punitive, inutili e dannose all’economia e alla vita dei cittadini e delle cittadine costringe al lavoro ininterrotto anche il Primo maggio. 

«Il disegno di legge sulla limitazione delle aperture festive, approvato alla camera a settembre del 2015, giace abbandonato in Senato. La proposta parziale ed evidentemente insufficiente, prevede la possibilità di aprire le attività commerciali per un massimo di sei festività l’anno, nessun limite per le apertura domenicali, nulla sulle aperture 24 ore su 24. Restano così in vigore le liberalizzazioni decretate dal governo Monti.
«Anche quest’anno – spiega Ivan Garganigo, segretario provinciale Filcams Cgil –  molti negozi resteranno aperti il 1 maggio, ancora una volta ci interrogheremo sul senso di questa spinta ai consumi proprio mentre i lavoratori perdono potere di acquisto; centri commerciali e negozi aperti 365 giorni l’anno e tempo libero sottratto a centinaia di migliaia di lavoratrici e lavoratori senza che questo sia minimamente servito ad arginare crisi della grande distribuzione, chiusure di negozi, licenziamenti e attacco a salario e diritti. Forse si può pensare che il tema non sia una priorità vista la situazione del paese e lo scenario internazionale, ma continuiamo a sostenere che non ci sono ragioni dominanti così forti per sacrificare la festività del 1 maggio al consumo». Per questo, è stato proclamato uno sciopero per tutta la giornata di domenica 1 maggio. [Filcams Cgil]

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