Giorno: 26 Maggio 2016

ecoinformazioni on air/ Bruni in carcere

rumeschfinestraIl servizio di Gianpaolo Rosso in onda il 26 maggio alle 19,15 su Radio Popolare. Ascoltalo nel nuovo sito di Radio Popolare nelle pagine di Metroregione.

Stefano Bruni è il sindaco delle paratie, l’opera milionaria inutile e dannosa, un vero mostro che ancora colpisce la città di Como; è il sindaco della Ticosa, luogo storico della resistenza operaia abbattuto proprio nel giorno della Memoria, disperdendo amianto in ogni dove con costi che ancora gravano sul Comune; è il sindaco del centrodestra dalle molteplici attività finanziarie, custode degli interessi di una parte potentissima della città. Esponente di spicco dell’area formigoniana di Forza Italia è stato sindaco di Como dal 2002 al 2012 ma non è stato arrestato per questo. La Guardia di Finanza l’ha condotto in carcere su ordine della magistratura di Milano per reati finanziari. L’accusa nei suo confronti è di essere stato intermediario, molto ben retribuito, in disinvolte operazioni di un’azienda privata per la riscossione dei tributi in 800 comuni italiani che si sarebbe costruita in modo creativo le garanzie finanziare per operare nel settore. I reati contestati sono gravi: bancarotta concordataria e fallimentare aggravata, abusivismo finanziario e costituzione fittizia di capitale sociale, ma il suo legale parla di  un ruolo «marginale e defilato. Si è limitato a fare da raccordo tra le parti per una compravendita di obbligazioni Jp Morgan assolutamente reali». [Gianpaolo Rosso, ecoinformazioni]

Nella foto il ghigno del sindaco Bruni dopo il gravissimo ferimento di Rumesh, sparato da un vigile urbano della squadra antiwriter del Comune di Como. [Foto Carlo Pozzoni]

27 maggio/ La memoria dell’acqua allo Spazio Gloria

lamemoriadellacquaUna doppia proiezione per La memoria dell’acqua di Patricio Guzmàn, che sarà allo Spazio Gloria solo venerdì 27 maggio; una alle 15.30 e l’altra alle 21. Prima della proiezione serale è previsto un incontro con Cesar Cabrera, profugo cileno, rappresentante del governo di Salvator Allende nella zona carbonifera cilena di Lota, espulso in Romania dopo un periodo di prigionia e tortura durante la dittatura golpista del militare Pinochet e successivamente accolto in Svizzera come rifugiato politico.

Il film è un’esperienza affascinante e coinvolgente; un bottone di madreperla incrostato nella ruggine di una rotaia in fondo al mare: è una traccia dei desaparecidos di Villa Grimaldi a Santiago, il grande centro cileno di detenzione e tortura sotto la dittatura di Pinochet. Un fiume che scorre e il tintinnio delle cascate: è la canzone dell’acqua alla base della cultura dei Selknams, popolazione nativa sudamericana trucidata dai colonizzatori. Due massacri, e la memoria dell’acqua: sono le chiavi narrative per raccontare la storia di un Paese e delle sue ferite ancora aperte, per percorrere il Cile e la sua bellezza, il Cile e la sua violenza

L’ingresso delle 21 è riservato ai soci Arci: 7€ intero, 5€ ridotto (over 65, under 18, studenti)

L’ingresso delle 15:30 è aperto a tutti: 6€ intero, 5€ ridotto (under 18 e studenti), 4€ ridotto (over 60)

Licenziamento farmaciste: quando il datore di lavoro pubblico copia il peggio del privato

farmaciaL’assessora Savina Marelli, nel Consiglio comunale del 25 maggio, ha argomentato la difesa del comportamento dell’amministrazione comunale di Como dichiarando che contrariamente a quanto riportato dalla stampa le due farmaciste non sono state licenziate dal Comune di Como, ma semplicemente è stato comunicato loro la messa in mobilità. Nella sostanza si conclude sulla via del licenziamento la vicenda delle due dirigenti delle farmacie comunali che a dispetto di ogni convenienza economica il Comune ha deciso di alienare, salvo poi dover riprendere in carico le farmaciste per decisione della magistratura fino a oggi quando le malcapitate vengono messe in mobilità e tra due anni saranno senza lavoro.

Lo ha confermato l’assessora: «dal primo giugno sono collocate in un elenco regionale il che vuol dire che rimarranno a casa e verrà loro corrisposto l’80 % dello stipendio per due anni. […] Solo decorsi due anni verranno licenziate». Sulla vicenda interviene Massimo Patrignani, responsabile dirigenti FP Cgil, che stigmatizza la vicenda, mettendosi senza dubbio dalla parte delle licenziate.

«Professionalmente parlando, non sono un pivello, vado in pensione fra qualche mese dopo oltre 40 anni di servizio. Sindacalmente parlando, idem, sono stato dirigente della Funzione Pubblica, coordinatore del Consiglio di Ente del Comune, e ancor oggi ho un piccolo incarico come coordinatore dei (pochi) Dirigenti comunali sindacalizzati.

Bene, mi sarei risparmiato volentieri quello che mi è toccato di vivere stamattina, la “messa in disponibilità” di due stimate e validissime Colleghe, con le quali ho condiviso gli studi in gioventù ed i percorsi di lavoro in questi ultimi mesi. Non è questa la sede per entrare nel merito di una vertenza lunga e difficile. Dico solo che, secondo me, la controparte (il Comune) si è mossa malissimo, e qui mi fermo.
E’ questa la sede, invece, per dire che non si calpestano così la dignità e la professionalità dei lavoratori; che non c’è nulla da rallegrarsi – Signori della stampa e “opinione pubblica” – se un datore di lavoro pubblico copia il peggio del datore di lavoro privato, se la precarietà diventa la cifra dominante anche nei rapporti di lavoro pubblici.
Questo è il mondo, questo è il neoliberismo dominante, questo è il massacro dei servizi pubblici. E’ un dato politico, ma non è un dato freddo, perché arriva a minare i rapporti umani, a colpire i sentimenti, a segnare le esistenze.
A questo io non mi rassegno. Qualche anno fa avrei scritto “noi non ci rassegniamo”, oggi il “noi” sembra una parola indicibile. No, non è vero, basta vedere la reazione del “mio” collettivo di lavoro in questa triste mattinata. Noi ci siamo, le persone ci sono, i valori ci sono. Non vanno in disponibilità. Grazie di tutto, Elisa e Paola». [Massimo Patrignani, responsabile dirigenti FP Cgil]

 

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