Emergenza umanitaria/ Avvocati Asgi e parlamentari svizzeri in stazione/13 agosto incontro di formazione legale
Nella giornata del 12 agosto, due avvenimenti importanti in una stazione assediata da cronisti e fotoreporter (tanto da sollevare qualche protesta da parte dei migranti). Il primo è la visita di una delegazione di parlamentari svizzeri alla stazione per rendersi conto personalmente della gravità della situazione che stanno vivendo i migranti e la stessa Como.
Il secondo, finalmente, è l’arrivo di Anna Brambilla e Elena Rozza, due avvocate dell’Asgi (Associazione per gli Studi Giuridici sull’Immigrazione), accompagnate da Daniel, un mediatore culturale dell’associazione Cambio passo, per garantire ai migranti una consulenza professionale e definita sui diritti che hanno nel processo di richiesta d’asilo e nel tentativo di spostarsi verso la Svizzera.
Arrivati intorno a mezzogiorno, i parlamentari [tra loro, insieme a Lisa Bosia Mirra, Marina Carobbio (vicepresidente del Partito socialista svizzero), Carlo Sommaruga, Cesla Amarelle, Mattea Meyer, Ruth Dreyfuss (ex presidente della Confederazione elvetica)] hanno dichiarato l’intenzione di rendere il più possibile trasparenti le politiche di frontiera svizzere e hanno espresso la volontà di produrre uno sforzo che porti alla salvaguardia dei diritti umani di tutti i migranti, con una particolare attenzione ai minori non accompagnati.
I fatti sono seguiti alle parole, con una riunione chiusa tra i parlamentari e i rappresentanti eletti di ciascun gruppo etnico presente in stazione. Non si conoscono in modo definito le tematiche discusse, ma – riferiscono le persone coinvolte nell’assemblea –, di sicuro è stata lasciata la parola ai migranti, che hanno raccontato l’esperienza vissuta dal Sud Italia a Como ed espresso il disappunto per le misure violente che le forze dell’ordine avrebbero adottato nei loro confronti al Sud e per la scarsa chiarezza dei criteri di respingimento svizzero.
Al termine, Carlo Sommaruga, uno dei parlamentari, ha dichiarato che verrà portata in commissione parlamentare la richiesta di mettere un presidio volontario in frontiera per avere un maggiore controllo sulla condotta della polizia svizzera. Inoltre, nel pomeriggio alle 16 a Chiasso, si è svolta una riunione tra i parlamentari e le autorità di frontiera ticinesi, dalla quale si spera emerga qualche indicazione sulle metodiche di respingimento.
Il respingimento è anche stato il tema caldo della chiacchierata informale avuta dalle due avvocate arrivate per l’Asgi con Luciana Carnevale, di Como senza frontiere, e alcuni volontari in stazione.
Il tratto comune delle discussioni di questi giorni rimane la difficoltà a interpretare il comportamento svizzero, che, secondo le avvocate, potrebbe avere una connotazione ben più grave del respingimento informale.
Il campo d’azione dell’Asgi però arriva solo fino a Chiasso, dato che per arrivare a una definizione chiara e formale delle norme applicate (o non) serve una collaborazione tra avvocati svizzeri e italiani.
Il presidio rimarrà sicuramente fino a venerdì 13 agosto, ma non è escluso che si protragga anche oltre, in caso di necessità. È prevista una visita alla parrocchia di Rebbio dove le due avvocate prenderanno visione dei documenti di respingimento dei minori non accompagnati, accolti da don Giusto Della Valle, tentando di individuarne il valore legale.
L’Asgi invita i migranti e i volontari attivi nell’emergenza migranti a un momento di formazione sulle questioni legali che si svolgerà il 13 agosto alla stazione San Giovanni dalle 15 alle 17.
Intanto, il numero di migranti pare essere sceso, con meno di 380 pasti serviti la sera dell’11 e circa 300 serviti da Firdaus a pranzo il 12. [Pietro Caresana, ecoinformazioni]


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