Sulle strade del Giro di Lombardia

Nella mattinata di domenica 17 settembre Sartoria ciclistica, il bike shop cafè aperto il 10 settembre in via Pretorio 7 a Como, e Rapha, la casa di abbigliamento ciclistico, hanno organizzato la prima Giro di Lombardia ride, una pedalata non competitiva che percorre parte del tracciato della Classica delle foglie morte, che si correrà il 7 ottobre e dalla granfondo che passerà su quelle stesse strade il giorno seguente.La Sartoria ciclistica è un’idea che ricalca i bike cafè inglesi, dove oltre alle normali consumazioni al bar viene offerta assistenza meccanica e vendita di prodotti per la bicicletta da corsa, da città e mountain bike.
Inaugurata il 10 settembre, la Sartoria ha organizzato domenica 17 la prima di una serie di uscite ciclistiche che verranno proposte nel corso della sua attività. La pedalata è stata dedicata al Giro di Lombardia, corsa professionistica che rappresenta la quinta classica monumento della stagione dopo Milano-SanremoRonde van Vlaanderen (il Giro delle Fiandre) Paris-Roubaix e Liege-Bastogne-Liege e che nell’edizione 2017 vedrà i corridori partire da Bergamo e arrivare proprio a Como, per un totale di 247km. In mezzo, i professionisti affronterando le salite di Colle Brianza a Lecco, l’icona del ciclismo Ghisallo, il durissimo Muro di Sormano (2km al 15% dopo cinque chilometri al 6% tra Asso e Sormano), lo strappo di Civiglio e San Fermo della battaglia, prima di arrivare sul lungolago comasco.

Lombardia
Per i partecipanti della Giro di Lombardia ride, gli organizzatori hanno pensato invece di progettare un percorso che comprendesse le due salite più significative, sulla falsariga del tracciato della granfondo dell’8 ottobre: dopo essere saliti a Tavernerio passando per Camnago Volta, i partecipanti sono arrivati a Valbrona, per poi scendere a Onno, arrivare a Bellagio e scollinare in rapida successione al Ghisallo e alla Colma di Sormano, passando a seconda della preparazione e della voglia per il Muro o per la strada più facile che lo aggira, per poi tornare, scesi a Nesso, alla Sartoria. Regole di base: passo tranquillo e ci si aspetta in cima. Ad accompagnare la pedalata un furgone per l’assistenza meccanica.
La partenza è avvenuta dopo un caffè offerto dal bar alle 9.10, in leggero ritardo sulla tabella di marcia, e ha visto al via una sessantina di appassionati. Dopo un trasferimento a passo moderato fino a Valbrona, durante il quale non sono mancate le chiacchere ma nemmeno una divisione in due tronconi del gruppo, i ciclisti si sono separati: i più allenati hanno proseguito verso Onno, mentre gli altri, staccatisi nel tratto da Asso a Valbrona sono tornati indietro di tre chilometri per affrontare il Ghisallo dalla sponda meno ostica.
Fatta questa separazione sono entrate in gioco le necessità di preparazione della granfondo tra i partecipanti che hanno colto l’occasione per fare una ricognizione delle asperità di ottobre, e la prima delle due regole cardine stabilite al via è saltata. La squadra amatoriale degli organizzatori, la Rapha cycling club, ha iniziato infatti a imporre un ritmo indiavolato fino all’imbocco del Ghisallo, dove i partecipanti si sono sparpagliati a seconda della loro condizione atletica.
In cima, a Magreglio, ci si è ricongiunti col gruppo che aveva affrontato l’ascesa dall’altro lato e non sono mancate le foto di rito davanti al Monumento al ciclista caduto, poi si è intrapresa la discesa verso Sormano.

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Fin dall’imbocco della seconda salita simbolo di giornata la regola dell’aspettarsi è caduta di fronte al ritmo imposto dai Rapha, che hanno proseguito fino in cima ad andatura elevata, cosa più che legittima data la loro evidente superiorità, e dietro si è organizzato un secondo gruppo che ha poi proseguito fino a Nesso, quello degli iscritti alla squadra Vigorelli, che si sono attesi in cima e sono tornati con gli altri a Como.

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L’arrivo è avvenuto intorno alle 14.45 per questi secondi, intorno alle 14.25 per i battistrada, mentre alcuni dei partenti hanno abbandonato la compagnia per gli impegni domenicali sia sul Ghisallo che a Nesso.
La pedalata è riuscita bene nonostante sorga qualche perplessità riguardo il livello dei partecipanti, la cui disparità ha creato qualche difficoltà tempistica e riguardante la mancata compattezza del gruppo, ma va elogiata l’organizzazione per aver avviato un progetto così interessante a Como ma in generale anche in Lombardia (solo a Milano c’è una realtà analoga) e per aver scelto come percorso del primo raduno un tracciato così carico di significato per gli appassionati dei pedali come quello che sarà percorso il 7 ottobre dalla Classica delle foglie Morte. [Pietro Caresana, ecoinformazioni]

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