Liberi e uguali alla manifestazione “E questo è il fiore”

«Liberi e Uguali, il progetto politico nato domenica scorsa a Roma con Piero Grasso,  ha nel proprio dna la Costituzione e – come scrisse Piero Calamandrei – l’idea  dell’antifascismo come vera e propria religione civile del Paese.  Per questo è scontata la nostra partecipazione militante, da tutta la regione, alla  manifestazione di Como. L’intimidazione squadrista avvenuta lo scorso 28  novembre contro i volontari della rete Como senza Frontiere è purtroppo soltanto  uno dei tanti, troppi segnali (da Castiglione delle Stiviere al Quartiere Ortica di  Milano) di un rigurgito fascista che è incompatibile con la nostra democrazia.

La  quale non può essere – come vorrebbe qualcuno – il luogo in cui tutto è possibile, il  paese dei balocchi in cui negare la Shoah o appendere in una caserma dei  carabinieri una bandiera nazista. L’Italia è una Repubblica anti-fascista, nata dalla  guerra di Liberazione e con una Costituzione che vieta, mette all’indice, esclude dal  consesso democratico le formazioni dell’estrema destra fascista e la loro ideologia.  Si tratterebbe semplicemente di rispettarla, sciogliendo le organizzazioni neo￾fasciste ed educando a tutti i livelli ai valori della libertà, dell’eguaglianza, della  giustizia. È questo il compito più alto che la politica deve svolgere, il mandato che  deve rispettare e che la cittadinanza democratica già onorevolmente assolve  attraverso attività meravigliose come quella di Como senza Frontiere, dalla  solidarietà e dalla tutela verso i migranti che giungono nei nostri territori sino alla  lotta politica contro leggi repressive e liberticide contro i migranti come il pacchetto  Minniti.
Noi siamo tra loro, con loro. Oggi ancora di più». [Liberi e uguali Lombardia]

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