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Quale futuro per l’Ospedale Sant’Anna?

Un quesito importante per il futuro della sanità comasca quello posto dalla Federazione Nazionale Pensionati Cisl dei Laghi e dalla Funzione Pubblica Cisl dei Laghi durante l’incontro “Ospedale Sant’Anna: quali prospettive di sviluppo?” all’Indoor Park Driver di Como venerdì 2 febbraio.

L’incontro ha visto la partecipazione di un folto publico, dimostrando come la questione sanità pubblica sia particolarmente sentita dalla cittadinanza alle prese con la decrittazione della riforma sanitaria regionale e dei suoi molti lati oscuri. In questa situazione si inserisce il dibattito sul futuro della Cittadella della Salute – ex ospedale Sant’Anna – e del nuovo impianto ospedaliero Sant’Anna, traslocato nel 2010 nella nuova sede di San Fermo. Non è mancata la partecipazione di rappresentanti della politica e dell’amministrazione.

L’importanza di questa struttura ospedaliera per il territorio ha radici che affondano nella storia del Comasco, come brevemente illustrato da Giovanni Pedrinelli, Segretario Generale FNP Cisl dei Laghi. Questo legame storico con la parte comasca dell’Insubria acuisce una delle problematiche più discusse durante l’incontro: la “convivenza” con la sfera varesina, vista dai relatori – e da buona parte del pubblico – come una lotta di potere in cui la “fazione” di Como vede lentamente avvicinarsi una sorta di sudditanza più o meno dichiarata. Un esempio di questo inesorabile processo sarebbe la sproporzione posti letto/cittadini citata da Marco Contessa, FP Cisl dei Laghi, ossia 1 letto ogni 9 cittadini per Como contro il 4 a 2 di Varese.

Lo scontro istituzionale è ulteriormente acceso dalle parole di Paolo Furgoni, Sindaco di Cernobbio e membro del Consiglio di Rappresentanza dei Sindaci ATS dell’Insubria, che riporta di uno squilibrio numerico a favore dei varesini nella composizione della rappresentanza; ciò, a suo dire, impatterebbe negativamente sulla gestione dei lavori del Consiglio. La portata delle parole di Furgoni viene parzialmente ridimensionata dall’intervento di Maria Rita Livio, Presidentessa della Provincia di Como, la quale sottolinea come la rappresentanza dei sindaci risulti essere prevalentemente formale nell’amministrazione sanitaria del territorio.

In questo clima di rivalità Como-Varese si inserisce il più ampio dibattito riguardante la tutela dei dipendenti delle strutture ospedaliere, largamente affrontato dai vari relatori tra cui il già citato Marco Contessa e Danilo Mazzacane, Segretario Generale Cisl Medici Lombardia. Entrambi affermano l’importanza di comprendere il punto di vista di medici, infermieri e più genericamente dei lavoratori del settore per poter meglio risolvere le problematiche della sanità pubblica. Uno sguardo da “insider” su tali problematiche è dato da Patrizia Lissi, Consigliera del Comune di Como e infermiera dell’ospedale Sant’Anna, la quale denuncia con fermezza la mancanza di personale e l’eccessivo carico di lavoro conseguente, con il rischio di fornire servizi non rispondenti ai reali bisogni dell’utenza.

I problemi relativi al personale sono anche generazionali, come affermato da Contessa. L’età media del dipendente ospedaliero supera i cinquant’anni: un dato che sottolinea come sia assente un ricambio generazionale all’interno della struttura, un fenomeno che non colpisce solo la sanità pubblica. Ciò risulta particolarmente preoccupante dal momento che, in assenza di nuove leve, il personale sempre più anziano soccomberà ai ritmi frenetici dell’ospedale: «Si arriverà al vuoto, non si avranno più persone da inserire come personale negli ospedali» ha affermato provocatoriamente Contessa, indicando nell’abbassamento dell’età pensionabile una soluzione da affiancare ad una maggiore appetibilità economica per le posizioni necessarie alla sopravvivenza della struttura ospedaliera.

Solo sfiorato invece il tema più generale della riforma sanitaria regionale: Caterina Valsecchi, Segretaria Ust Cisl dei Laghi, ha tentato di delineare nel suo intervento una breve – anche se alquanto tecnica – rilettura della riforma sanitaria, soffermandosi sui lati positivi della legge 23/2015 e, allo stesso tempo, sottolineando la presenza di criticità ancora da risolvere. L’incontro è stato chiuso con l’intervento di alcuni iscritti Cisl che hanno espresso la propria opinione in merito e con le parole del sindaco di Figino Serenza, Angelo Clemente Orsenigo, che ha brevemente illustrato un’interessante proposta di struttura sanitaria “turnante” esclusivamente dedicata a medici generali.

Le quasi tre ore e mezza dell’incontro lasciano aperte molte questioni: temi come la gestione dei malati cronici e gli sviluppi della riforma sanitaria sono stati purtroppo solo sfiorati. In particolare rimane senza risposta il quesito principale: quale futuro per l’Ospedale Sant’Anna? Gli organizzatori e i relatori, forse un po’ frenati dall’avvicinarsi della campagna elettorale, assicurano che questo incontro rappresenti solo la prima fase di interrogazione rivolta ai cittadini e che seguiranno altre iniziative per arrivare al post 4 marzo con le idee chiare sulle richieste da rivolgere alla neo eletta amministrazione. [Vincenzo Colelli, ecoinformazioni]

Per un focus sulla riforma sanitaria e sulla delicata questione della gestione delle cure ai malati cronici si consiglia la lettura dell’attenta riflessione di di Manuela Serrentino – Forum salute di Sinistra italiana – pubblicata nel periodico 605 di ecoinformazioni.

Online sul canale di ecoinformazioni i video di Gabriela Yescas e Elisabetta Fontana dell’iniziativa.

Sul canale di ecoinformazioni anche tutti gli altri video di Gabriela Yescas e Elisabetta Fontana dell’iniziativa.

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