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21 aprile, proseguono le iniziative per la Festa della Liberazione a Inverigo

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Proseguono a ritmo incessante le iniziative per la Festa della Liberazione a Inverigo.

Dopo l’originale serata in biblioteca a cura del Circolo Fotografico con la realizzazione di un “collage” di fotografie portate dai presenti aventi per tema “la libertà”, dopo la serata di venerdì 20 interessante anche se a tratti fuori dal tema annunciato su “La Resistenza Civile”, sabato 21 mattina si è avuto il clou, almeno a livello di presenze istituzionali ma anche emotivo.

L’occasione è stata un Consiglio Comunale aperto (e molto partecipato) avente come unico punto l’intitolazione di due luoghi cittadini agli esponenti locali della Resistenza Ballabio e Casati.

Gli ospiti presenti spaziavano dal Presidente del Consiglio Regionale Fermi, alla Presidente della Provincia Livio, ai Sindaci di comuni limitrofi (Arosio, Carugo, Lurago d’Erba), a rappresentanti dell’ANPI e del Comune di Premosello-Chiovenda in val d’Ossola (più avanti sarà chiaro il motivo), ai comandanti dei distaccamenti dei Carabinieri di Lurago d’Erba e Cantù, e della locale Guardia di Finanza.

Ha aperto i lavori il Sindaco Giorgio Ape, illustrando i motivi e il carattere dell’iniziativa.

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Ha fatto seguito l’intervento dell’Assessora alla Cultura e Istruzione Trevisani, come sempre appassionato e coinvolgente a livello emotivo, che ha cominciato a delineare il valore dell’opera dei due resistenti, e in particolare il significato del sacrificio del giovane Ballabio.

E’ stata quindi la volta di due studiosi dell’ISC Pier Amato Perretta, di entrare nei dettagli anche biografici di Ballabio e Casati.

Il prof. Daniele Corbetta ha narrato la vicenda di Bruno Ballabio, cui nell’occasione è stato intitolato il giardino del Municipio di Inverigo, il quale fuggì ventenne da Inverigo alla volta della val d’Ossola mesi prima della breve ma epica vicenda della Repubblica Partigiana, ma anziché cercare una libertà per sé nella vicina Svizzera rimase a combattere in nome di una libertà collettiva; Ballabio, a Premosello noto solo come Bruno non avendo voluto dare le sue generalità complete per evitare problemi ai familiari a Inverigo, cadde eroicamente quando, sorpreso insieme a un compagno e ad alcuni civili dagli occupanti di due camionette fasciste, impegnò il combattimento tenendo la posizione senza possibilità di fuga per sè, dando il tempo agli altri di sfilarsi e trovare la salvezza. Questo ha dato modo a Corbetta di coniare per Ballabio, persona “comune” e di umili origini, la definizione di “banalità del bene”, il bene che può giungere anche in modo quasi naturale e banale fino all’estremo sacrificio di sé.

A Fabio Cani è toccato invece delineare la figura di Angelo Casati, artista, resistente ed educatore allo stesso tempo. Casati ebbe un ruolo di primo piano nella Resistenza locale in qualità di comandante di piazza nei giorni della Liberazione e in particolare in occasione del disarmo della locale colonna tedesca. Egli ebbe poi l’opportunità di proseguire la sua attività di artista, autore di diverse sculture di rilievo a Inverigo e nei comuni limitrofi, e di abbinarla a una attività di educatore, di propugnatore dell’istruzione pubblica nei decenni successivi alla Liberazione, senza perdere di vista l’importanza di un’educazione in senso più ampio (curioso l’episodio narrato da Cani in cui Casati chiamò i Carabinieri in occasione dell’atto di uno studente di incidere le parole “viva il duce” su un banco, per far comprendere la gravità del gesto).

La mattinata è proseguita con il doveroso ricordo da parte dei parenti dei due partigiani, un figlio di Casati e un cugino di Ballabio, che non hanno mancato di ringraziare l’amministrazione comunale per la sensibilità mostrata nei confronti di queste due figure e di ciò che hanno rappresentato.

Infine, dopo l’intervento del rappresentante dell’ANPI di Premosello-Chiovenda, i saluti istituzionali dei presidenti del Consiglio Regionale e della Provincia di Como hanno condotto alla chiusura dell’iniziativa, cui faranno seguito il giorno 25 le più usuali celebrazioni, accompagnate però dalla significativa e attiva presenza degli studenti delle scuole primarie (per la posa della targa a nome di Casati in biblioteca) e secondarie (per la posa della targa a Ballabio presso i giardini). [Federico Brugnani, ecoinformazioni]

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Questa voce è stata pubblicata il 21 aprile 2018 da in Senza Categoria.

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