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Assemblea generale Cgil Como/ Licata: «Le nostre azioni si basino sempre sui nostri valori»

Al Salone Lissi di Como il 26 aprile si è tenuta l’Assemblea generale della Cgil Como, presente anche Maurizio Landini della Segreteria nazionale della Cgil. I lavori dell’assemblea sono stati aperti dalla relazione di Giacomo Licata, segretario generale della Cgil Como, che ha identificato forze, problematiche e linee guida dell’azione della Cgil.

Doverosa una menzione iniziale alla celebrazione della Liberazione, sopratutto nel contesto del territorio comasco che è stato teatro della cattura e della fucilazione di Mussolini e che è tornato alla ribalta di recente per la vile aggressione fascista ai danni di Como senza frontiere. A questo proposito Licata ha ricordato ai presenti che a Dongo verrà svolta una manifestazione antifascista il 28 aprile che vedrà coinvolte molte realtà del territorio, compresa la Cgil.

«Como è città di frontiera – ha affermato Licata – e il territorio lariano è un territorio di periferia. Essere confine vuol dire entrare in contatto con il grande tema delle migrazioni e Como ha dimostrato di essere città dell’accoglienza. Questo è vero solo in parte, dato che l’amministrazione locale attuale si è mostrata più volte non accogliente».

In questo contesto l’azione della Cgil si è sempre basata sui valori fondanti del sindacato, valori che «devono unire e far superare le divisioni», nell’ottica di un percorso inedito di cui questa assemblea è secondo Licata un passo importante: «Questa è una fase di ascolto, o meglio, di partecipazione, introdotta dal regolamento congressuale e che si basa sui principi fondamentali dell’azione sindacale espressi nella Carta dei diritti universali del lavoro». Con questo strumento la Cgil si è impegnata negli anni nella tutela delle generazioni di lavoratori dimenticati e «nella costruzione di risposte ad esigenze della cittadinanza che hanno allargato partecipazione e democrazia».

Obbiettivo della discussione è quindi la partecipazione e l’unione di intenti, a fronte di uno scenario post 4 marzo che, secondo Licata, chiude una stagione iniziata nel dicembre 2011. Un voto segnato dal tema delle disuguaglianze, «dalla paura ma anche dalla speranza. La Sinistra non ha intercettato né una né l’altra».

A parere del segretario l’azione della Cgil, in un mondo del lavoro frammentato, «senza luogo e senza tempo», deve ripartire dalla contrattazione e dalla sperimentazione di nuove modalità di rappresentanza: «praticare relazioni con il territorio può favorire nuove forme di tutela che includano i lavoratori che non riusciamo oggi ad intercettare».

Nel rapporto lavoro-impresa oggi il lavoro è una merce «da svalutare all’occasione», da qui la diffusa precarietà, il lavoro “grigio” – frutto di part-time e lavoro in nero a supporto di un reddito insufficiente-, turni spezza schiena stabiliti dall’azienda con orari fuori controllo. In questa situazione è facilmente comprensibile come molti elettori si siano rivolti a forze populiste ed estremiste in cerca di giustizia sociale.

Per le nuove generazioni si prospetta un futuro nero: «Generiamo lavoro povero che non permette una vita dignitosa e il nostro territorio è fortemente interessato da questo problema. Nel 2017 abbiamo registrato 4000 occupati in più ma anche un’uguale diminuzione dei contratti a tempo indeterminato. C’è più lavoro ma è precario».

Chiusura dedicata all’alternanza scuola lavoro, utile se realizzata con scopo formativo sia dalla scuola che dall’azienda, estremamente dannosa se sfruttata per sgravarsi di impegni educativi da parte degli istituti o come forza lavoro “usa e getta” da parte delle aziende. [Vincenzo Colelli, ecoinformazioni]

Leggi anche l’intervista a Maurizio Landini.

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Questa voce è stata pubblicata il 26 aprile 2018 da in Lavoro, Politica con tag , .

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