Giorno: 26 Aprile 2018

Progetti/ il Politeama sulle nuvole

Alla vigilia del 25 aprile, nella Sala Stemmi del Palazzo Municipale di Como (ora facente funzione anche di aula consiliare), viene convocata in tutta fretta una conferenza stampa sul futuro del Politeama, storico teatro cittadino da parecchi anni ormai dismesso e in via di degrado.

Presenti in sala, oltre al parterre dei giornalisti locali e degli addetti ai lavori, un nutrito gruppo di autorità: il sindaco, la presidente della Provincia, addirittura il prefetto; in mezzo a loro il presidente del Conservatorio di Como, Enzo Fiano.

Caspita! Ci si potrebbe aspettare una qualche succulenta novità, di quelle capaci di scuotere la città. E invece la notizia è di routine: detta in parole povere, si tratta semplicemente dell’accordo tra Comune di Como da una parte e Conservatorio da quell’altra per affidare a quest’ultimo lo studio di un progetto di fattibilità per il recupero del Politeama nell’arco di un anno (o qualche mese di più, non si sa perché, ma questa approssimazione temporale è ripetuta più volte).

C’è nell’annuncio un dato evidentemente positivo: un ente di formazione musicale manifesta l’interesse nei confronti di un edificio storico, sicuramente di pregio e altrettanto sicuramente problematico (non solo per le sue condizioni attuali ma anche per le sue connotazioni originarie). Ma ci sono anche molti elementi negativi, come l’assoluta mancanza di chiarezza sull’obiettivo del progetto, sui costi, sulle condizioni gestionali, sulla stessa adattabilità della struttura a un uso didattico. Più volte si ribadisce che il progetto si limiterà a ripristinare una possibile “agibilità” dell’edificio ma non si porrà il tema di un vero e proprio restauro. E quindi? a cosa potrà servire una scatola “vuota” così complicata?

Di fronte ai molti problemi sollevati (primo fra tutti la condizione attuale della società proprietaria dell’immobile, in liquidazione, e asimmetricamente divisa tra il Comune – all’81% – e un gruppo di eredi privati – al 19% -, tra cui si fatica a trovare un qualsiasi accordo), il sindaco e il presidente del Conservatorio si limitano a ribattere che non è vietato sognare.

Certo che no, ma sarebbe magari utile provare a delineare un progetto complessivo per l’offerta culturale della città, senza indulgere a eccessivi autocompiacimenti (del tipo “siamo tra i primissimi in Italia”) e provare ad approfondire la concreta realtà del Politeama e della sua storia, che anche da queste pagine è stata più volte affrontata (vedi per esempio la scheda di XXCO e le fotografie di Gin Angri).

Ma i sogni, si sa, sono per loro stessa natura campati per aria.

[Fabio Cani, ecoinformazioni]

Officina Como si dichiara laboratorio aperto per rilanciare la città

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Un pubblico decisamente numeroso è intervenuto, nel pomeriggio del 20 aprile, alla presentazione del progetto Officina Como in via Piadeni 14. Il proposito dichiarato dell’iniziativa, presentata da Paolo De Santis [già assessore della Giunta Botta (quella delle paratie), già presidente della Camera di commercio, già animatore di tentativi politici e elettorali e sempre citato dai media ufficiali come possibile salvatore della città] e già condivisa da un elenco notevole di personalità molto note in città (tanti i politici, di diverse forze del centro e del centrosinistra, altrettante le personalità affermate della cultura a Como)  è quello di avviare uno spazio di confronto e progettazione condivisa per la Como del futuro, sulla base di una rosa di parole chiave, sul cui significato alcuni dei promotori e promotrici hanno presentato le proprie riflessioni. 

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Non toccate la Convenzione di Istanbul

 Arci

Con un comunicato stampa, la Presidenza nazionale dell’Arci si oppone alle pressioni sul Consiglio d’Europa per modificare la Convenzione di Istanbul, aderendo all’appello di Wave – Women Against Violence in Europe. 
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Como accoglie: serve accoglienza diffusa

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L’associazione Como accoglie chiede  a tutte le realtà associative comasche, religiose e non, di attivare forme di accoglienza diffusa sul territorio,  in mancanza di un intervento istituzionale reiteratamente richiesto  nei mesi scorsi.
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La sinistra non dialoga con Forza nuova

Alla trasmissione di Etv Nessun dorma di venerdì 27 aprile nella quale è stato invitato anche un esponente di Forza nuova non parteciperanno né Sinistra italiana, né Rifondazione comunista. Per Celeste Grossi (Si) e Pierluigi Tavecchio (Prc) l’eversione nera non può essere considerata come un’opinione politica ma come un oltraggio alla Costituzione nata dalla Resistenza e alle leggi dello stato democratico. Leggi il comunicato del Prc. (altro…)

Assemblea generale Cgil Como/ Licata: «Le nostre azioni si basino sempre sui nostri valori»

Al Salone Lissi di Como il 26 aprile si è tenuta l’Assemblea generale della Cgil Como, presente anche Maurizio Landini della Segreteria nazionale della Cgil. I lavori dell’assemblea sono stati aperti dalla relazione di Giacomo Licata, segretario generale della Cgil Como, che ha identificato forze, problematiche e linee guida dell’azione della Cgil.

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Maurizio Landini: «L’idea che lasciar fare al mercato, che la competizione risolva tutto, credo sia un danno»

In occasione dell’Assemblea generale della Cgil di Como, al Salone Lissi di Como il 26 aprile, abbiamo incontrato Maurizio Landini, già segretario generale della Fiom e oggi membro della segreteria nazionale Cgil, al quale abbiamo rivolto qualche domanda.

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Viva l’Italia liberata

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La celebrazione ufficiale della giornata del 25 aprile segna quest’anno una fase particolarmente delicata per la memoria e l’impegno civile del paese. Questa Festa della Liberazione segue di pochi mesi il grave episodio dell’irruzione neofascista alla riunione della rete Como senza frontiere (28 novembre 2017) e l’attacco razzista a Macerata (9 febbraio di quest’anno), casi tutt’altro che isolati di nazionalismo liberticida e xenofobo. In Italia come in Europa, episodi analoghi si stanno verificando con sempre maggior frequenza, facendo leva su un discorso politico-mediatico sempre più indulgente nei loro confronti (e sempre meno in quello degli oppressi), sempre meno disposto a operare distinzioni critiche tra custodi e distruttori dei diritti e delle libertà oggi sanciti dalla Costituzione italiana, che è di per sé l’eredità della Resistenza partigiana e dei valori a cui essa si era ispirata. (altro…)

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