Sovranisti su Marte

Ricordo il mio imbarazzo quando la grancassa dell’informazione ufficiale ci invitava perentoriamente ad entrare in Europa. Mi sembrava allora che non ci fosse nulla di innovativo in tale passo. Mi sembrava che non fosse altro che per motivi geografici l’Italia inevitabilmente nell’Europa fosse già.  Ancora più grande l’assurdo dibattito attuale animato da chi, affettuosamente chiamato dai media ufficiali “sovranista”, ma in realtà semplicemente in malafede e inadeguato al ruolo politico raggiunto. L’attacco alla geografia dei fasciorazzisti della Lega è intollerabile. Ieri volevano inventarsi la Padania,  non avendo capito che è una pianura, oggi vorrebbero creare un’isola che non c’è, l’isola Italia, staccata finalmente, come nei fascistissimi ideali di quel partito, non solo dalla perfida Albione (che si è allontanata per conto suo dal continente)  ma anche dalla Francia (risolto ipso facto il problema della Tav) e dal resto dei paesi confinanti.

Un’isola che la follia razzista della Lega vorrà portare fuori dal Mediterrano, insidiosamente condiviso con l’Africa, forse nel Mar Glaciale Artico in grado di ostacolare le ong che salvano i profughi. Se vinceranno loro, si determinerà un disastro e come accade con tutti gli sconvolgimenti geografici, avremo molto, troppo, freddo. [Gianpaolo Rosso, ecoinformazioni]

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