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Arte/ Carl Burckhardt scultore tra classico e moderno

Il Museo Vincenzo Vela a Ligornetto, in Canton Ticino, prosegue la sua ricerca sugli scultori moderni presentando l’opera di Carl Burckhardt, artista poco noto a sud delle Alpi, ancorché considerato il “padre” della moderna scultura elvetica.

La mostra si rivela interessante per più di un aspetto.

Intanto perché, appunto, presenta un artista poco noto al grande pubblico, ma di grandissimo valore. Nato a Lindau nel Canton Zurigo nel 1878, si forma come pittore e si trasferisce poi, nel 1899, a Roma, per fare rientro a Basilea nel 1905 e trasferirsi infine nel Mendrisiotto nel 1920, anche per affrontare in un clima più mite la sua precaria condizione di salute, fino alla sua morte, prematuramente avvenuta a soli 46 anni nel 1923. Nonostante la brevità della sua carriera, l’artista si trova al centro di una serie di influenze e suggestioni di grande potenza, che rielabora in chiave molto personale: dagli «echi dell’antichità», cui fa riferimento il sottotitolo dell’esposizione, fino al modernismo mitteleuropeo. Le numerose opere presentate e sapientemente allestite permettono una verifica dal vivo di questo percorso complesso e fecondo, dove la semplificazione delle forme è tanto recupero di una tradizione arcaica quanto ricerca di essenzialità contemporanea.

Un secondo motivo di interesse risiede nell’esposizione, accanto alle sculture, di molte opere pittoriche e grafiche, cui Burckhardt attribuì sempre una notevole importanza, sia come opera di espressione autonoma sia come parte del processo ideativo delle sculture (alcuni bozzetti preparatori per il fregio del Kunsthaus di Zurigo sono di una qualità elevatissima, così come altri disegni a china).

C’è poi il rapporto con l’architettura, chiaramente esemplificato con il suo contributo a tre opere dell’architetto Karl Moser (oltre al già citato Kunsthaus, la Pauluskirche e la stazione badese di Basilea).

E, ancora, si può richiamare l’interesse della mostra per arricchire la conoscenza del contesto culturale dei primi decenni del secolo anche in rapporto all’Italia (e, per alcuni versi, anche al Comasco), poiché il percorso di Burckhardt rivela più di un punto di contatto con l’evoluzione – più o meno contemporanea – dell’arte italiana del periodo, oltre ovviamente a un comune intreccio di riferimenti ai maestri della generazione precedente (Klinger, Maillol, Rodin), al simbolismo e ai primi sussulti delle avanguardie storiche.

Una visita attenta alla mostra di Ligornetto è, insomma, fonte di non pochi possibili approfondimenti (compreso il rammarico per l’incapacità, nel nostro territorio, di affrontare la valorizzazione del patrimonio storico-artistico novecentesco con lo studio dei contesti di riferimento).

Un pregio evidente dell’esposizione è nella cura dell’allestimento, che affianca opere di tipologie diverse e le mette a confronto anche con le sculture di Vincenzo Vela (cui pure bisognerebbe, da questa parte del confine, dedicare un’attenzione particolare), in un percorso molto vario e assolutamente non omologante.

[Fabio Cani, ecoinformazioni]

 

Alcune opere di Carl Burckhardt in esposizione

 

Echi dall’antichità. Carl Burckhardt (1878-1923)

Uno scultore tra Basilea, Roma e Ligornetto

a cura di Gianna A. Mina, Tomas Lochman

Ligornetto (CH), Museo Vincenzo Vela

10 giugno – 28 ottobre  2018

Orari: giugno-settembre martedì-domenica 10-18; ottobre martedì-sabato 10-17, domenica 10-18; lunedì chiuso

Ingresso: CHF/euro 12, ridotto CHF/euro 8

Info: 004158 4813040, http://www.museo-vela.ch

Informazione

Questa voce è stata pubblicata il 9 giugno 2018 da in arte con tag , , , .

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