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Il Mese della Pace si presenta

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Il prossimo mese di Gennaio vedrà nel territorio comasco il fiorire di molte iniziative che si richiamano al significato profondo della pace sul piano dei valori, lo portano all’attenzione dei cittadini e spingono perché possa tradursi in azioni concrete e in buona politica al servizio del bene comune.

Nella conferenza stampa presso il centro Cardinal Ferrari di Como, Giorgio Riccardi, a nome del presidente delle Acli,ha presentato il fitto calendario,che, grazie alla partecipazione di oltre 40 associazioni,prevede ben 33 eventi che avranno come momento centrale la marcia della pace del giorno 20. Mario Forlano, presidente del Coordinamento comasco della Pace, ha invitato ad aderire alla marcia tutti i comuni della Provincia e rileva come in questo periodo sia molto difficile coinvolgerli. E’invece molto importante che anche le istituzioni aderiscano,nello spirito del messaggio del pontefice, per la LII giornata mondiale della pace, dove si afferma “la buona politica è al servizio della pace”. IL tragitto della marcia, che si snoderà dal piazzale antistante la caserma De Cristoforis fino al monumento alla Resistenza europea, avrà dei momenti di sosta, com letture e riflessioni, in luoghi simbolici della città, tra cui il portico di San Francesco che per otto mesi ha ospitato i senzatetto.

Le iniziative del mese della pace costituiscono un cammino comune- come sottolinea Roberto Bernasconi, presidente della Caritas diocesana- dove le diversità hanno costituito una ricchezza e non un ostacolo e un fattore di divisione; già nel rispetto e nella valorizzazione delle diversità si realizza un primo modo concreto di praticare il valore della pace. Si assiste a un impegno concreto e diretto perché, senza limitarsi a delegare ad altri, tutti coloro che vivono sul territorio comasco possano vivere in modo rispettoso della loro umanità, in quanto persone,indipendentemente dalle loro condizioni sociali ed economiche e dalla loro provenienza. Grazie ai corridoi umanitari una famiglia irachena, che il caso ha voluto fosse di religione cristiana,è ora ospitata nel comasco e potrà iniziare una nuova vita dopo aver perso tutto a Mosul,in territori di guerra.     

Ricordiamo che al mese della pace aderisce anche  il comitato comasco di Welcoming Europe; a tutti gli eventi sarà possibile sottoscrivere la campagna Welcoming Europe per chiedere, da un lato,la fine del tentativo di criminalizzare il soccorso e gli aiuti umanitari, dall’altro l’apertura di vie d’accesso legali e sicure, come i corridoi umanitari.

Il giorno 9 gennaio alle 20,30 verrà presentato il rapporto annuale della Caritas sulle caratteristiche del fenomeno migratorio per avere un quadro corretto e articolato della situazione; la settimana dal 13 al 20 vedrà delle iniziative in ricordo di don Renzo Beretta, che seppe spingere il suo impegno coraggioso a soccorso degli ultimi fino al supremo sacrificio avvenuto or sono vent’anni. Il suo esempio e la sua opera sono stati da sprone per organizzare in modo efficace le iniziative caritatevoli. IL vescovo di Como celebrerà domenica 20 gennaio alle 17,30 una messa nella chiesa di Ponte Chiasso di cui don Beretta era parroco;a questa messa sono invitati a partecipare tutti quanti vogliano rendere omaggio alla sua figura e al messaggio che ci tramanda,anche indipendentemente dal credo religioso. Nel corso del mese di gennaio uscirà anche un libro, in corso di stampa, dedicato a Don Renzo Beretta.

Anna Francescato, a nome di Arci e di Como senza frontiere, presenta l’iniziativa del giorno 12 gennaio; verranno letti i nomi delle oltre 30.000 persone perite nell’attraversare il Mediterraneo. Sottolinea l’importanza di azioni concrete dove poter essere donne e uomini di pace in un mondo che vede minacciata la democrazia e le forme di rispetto dei diritti e di una buona convivenza civile. Verranno consegnati dei segni concreti a chi partecipa alle iniziative perché possano servire come manifestazione visibile e comunicabile di impegno personale. E’ importante che queste iniziative stiano vedendo l’attiva partecipazione dei giovani, in particolare di due gruppi scout.

Claudio Fontana, a nome dei volontari di Como Accoglie che si occupano soprattutto dell’accoglienza e assistenza diretta delle persone migranti senzatetto,richiama le quattro libertà fondamentali, di opinione, di religione, dalla fame, dalla paura. La guerra le minaccia, ma, ora che si assiste a guerre endemiche, senza fine, a un tentattivo di normalizzazione della guerra, si corre il rischio di un sentimento crescente di indifferenza. Questi aspetti generali che negano la possibilità di una vita rispettosa della dignità di ognuno, come richiamato dalla dichiarazione universale dei diritti umani e dai primi articoli della nostra Costituzione,diventano drammaticamente concreti quando si incontrano persone, come i giovani migranti arrivati nella nostra città, che hanno sperimentato direttamente la guerra e subito forme di violenza. E’ nei loro confronti, misurandosi com le loro difficoltà e fragilità che si misura il grado di dignità che la nostra società è in grado di riconoscere e garantire. Per questo il sostegno materiale e l’accoglienza, l’incontro e la creazione di relazioni interpersonali sono così importanti in uno spirito di pace e civile convivenza.

Matteo Mandressi, segretario della Cgil, sottolinea l’importanza del riconoscimento della dignità del lavoro e la collaborazione con le altre organizzazioni sindacali,Cisl, Uil e alle Acli.

Andrea Rinaldo, di Lega Ambiente, ricorda come il significato della pace e di una buona relazione con gli altri, non possa prescindere dal rispetto della natura; per questo i temi ambientali non sono marginali, ma fortemente coerenti con uno stile di vita armonioso,contrario a un atteggiamento di spoliazione e di rapina della Terra, ancor più forte nelle zone più povere del pianeta.

Massimo fa presente come tante realtà si attivino quotidianamente per creare buone relazioni nella comunità; tra queste l’associazione Asylum di Camerlata, la parrocchia di Rebbio e l’Associazione di giovani “ Arte Migrante”.

Il dialogo interreligioso è un altro aspetto importante nella costruzione della pace e contro le politiche che mirano a fare della religione un fattore insanabile di conflitto; in tale direzione, comunica Beppe Nessi, si muove il tavolo interfedi, con momenti di unità tra i Cristiani con iniziative a Como e Sondrio, il dialogo con il mondo ebraico e l’iniziativa Stella e mezza Luna tra Ebraismo e Islam il giorno 30 gennaio.

A conclusione della presentazione del mese della pace, di cui il sito Facebook del coordinamento Comasco per la pace darà notizie e aggiornamenti continui,Mario Forlano sottolinea l’importanza dell’azione ricolta ai giovani e alla loro partecipazione perché alla loro consapevolezza è affidato un futuro di pace. Roberto Bernasconi invita a riflettere come il cammino si sta compiendo nel Comasco si muova con umiltà, ma al tempo stesso con consapevolezza, nella direzione delle “beatitudini del politico” ricordate nel messaggio del Pontefice. Un politico teso al bene comune, coerente, che sa ascoltare e che non ha paura. [Claudio Fontana per ecoinformazioni] [Foto Claudio Fontana]

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Questa voce è stata pubblicata il 29 Dicembre 2018 da in Pace, Senza Categoria con tag .

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