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Inverigo è contro il Decreto Sicurezza

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Inverigo è contro il decreto Salvini e contro la caccia alle streghe del gender, ma anche a favore del percorso di autonomia regionale della Regione Lombardia.

È questo il succo del corposo e vivace consiglio comunale svoltosi giovedì sera alla presenza di un pubblico più numeroso rispetto alle ultime occasioni.

Tralasciando i primi punti più di ordinaria amministrazione, e partendo dalla fine, dopo un acceso e a tratti surreale dibattito è stata infatti approvata la mozione di maggioranza, fortemente voluta dal capogruppo Mario Canzi, di critica all’impatto sui territori del “decreto sicurezza”. Canzi ha avuto gioco facile nel motivare le critiche al decreto, supportato anche da un punto di  vista pratico dagli studi di prestigiosi istituti sugli effetti nefasti del provvedimento, e da un punto di vista più “etico” dalle parole di papa Francesco; è stato divertente sentir dire da parte del gruppo “per Inverigo” dell’ex sindaco Riboldi (peraltro astenuto nella votazione finale), che non è necessario dar sempre retta ai prelati; detto da chi ha sempre fatto un vanto, prima in maggioranza e poi all’opposizione, di sostenere il punto di vista del clero locale e della locale scuola cattolica, è suonato quantomeno insolito. “Inverigo Nuova” del consigliere Muretti ha dapprima tentato di sminuire la portata della mozione con argomenti fantasiosi, poi ha tentato di farne rinviare l’approvazione chiedendo che fosse riformulata in modo da essere inviata anche a livello di Commissione Europea. La mozione è passata col sì della maggioranza, l’astensione di “per Inverigo”, e il no degli altri due gruppi di minoranza.

Altro acceso dibattito ai era svolto in precedenza sulla relazione dell’assessora Trevisani sul primo anno di attività della Commissione Pari Opportunità; il fatto che tra le tante attività portate avanti dalla Commissione ci siano stati progetti di integrazione a favore delle sette giovani richiedenti asilo presenti sul territorio, ha scatenato anche qui una serie dei classici commenti “da bar” (le ragazze, ovviamente mantenute dalla collettività, verrebbero viste “persino” a fare footing alle 8 di mattina con tanto di cuffiette). Rivelatesi evidentemente infondate le illazioni circolate nei primi tempi di permanenza delle ragazze da parte di chi paventava il pericolo di “bocca di rosa”, la pietra dello scandalo diventa un granellino, il footing mattutino. Ovviamente non poteva mancare di entrare nel dibattito quello che è un argomento presente in questi giorni in paese sui social e sulle bacheche comunali: i timori da parte di alcuni “tutori dell’educazione” relativi al progetto “uguali e differenti; lo impari a scuola”; e allora sono partite le reprimende verso l’assessora Trevisani, rea di aver riportato il “problema” alla sua reale dimensione (zero) con una critica affidata ai social in cui ironizzava sul “mostro del gender che si aggira per Inverigo”. Anche in questo caso si è potuto misurare il valore della Amministrazione Comunale, tanto per i propri meriti quanto per la distanza dalle argomentazioni che popolano gli interventi delle opposizioni più battagliere.

Il neo della serata è stato invece nella votazione della mozione di sostegno al percorso di autonomia regionale lombarda, presentata dal gruppo “Inverigo in movimento”; dopo una discussione più pacata rispetto agli altri argomenti trattati, la mozione è passata in maniera bipartisan all’unanimità; forse i timori espressi da più parti in questi giorni, circa la tenuta dell’unità nazionale a seguito dei percorsi di autonomia portati avanti dalle regioni, avrebbero potuto consigliare una maggiore prudenza nel sostenere questa mozione presentata dal gruppo consiliare che non a caso si richiama a Lega Forza Italia e Fratelli d’Italia. (federico brugnani, ecoinformazioni)

 

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Questa voce è stata pubblicata il 1 Marzo 2019 da in Senza Categoria.

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