Non basta riempire, serve progettare

Alla presenza di una sessantina di persone si è svolto martedì 7 maggio l’incontro della rete Cittadella della salute nella sala civica di Camerlata. Manuela Serrentino per la rete ha chiesto ai rappresentanti della giunta comunale e dell’Asst Lariana lo stato dell’arte del progetto Cittadella della salute nell’area del vecchio ospedale Sant’Anna e ha ribadito le richieste del comitato, formato da una quarantina di soggetti di terzo settore, da sindacate e partiti.

Per la Cittadella della salute occorre: rivedere l’Accordo di programma sulla quota pubblico/privato dell’area e riprogettare le funzioni; strutturare un servizio in grado di prendere in carico i pazienti cronici per la complessità delle loro patologie, anche in considerazione dell’invecchiamento della popolazione; programmare gli interventi socio sanitari in relazione ai dati epidemiologici e alle reali condizioni di salute dei cittadini e delle cittadine; firmare alcune convenzioni specifiche previste dall’accordo di programma, come quella dell’apertura dei due cancelli per la viabilità dolce, aprire un passaggio dal parco dell’ex ospedale alla Spina Verde, rendere fruibile il parco dell’area della Cittadella; strutturare un servizio di rapporto informativo e per la partecipazione degli utenti della Cittadella, gestito a rotazione dalle associazioni di volontariato.

Oltre a Fabio Banfi, direttore generale dell’Asst, e a Marco Butti, assessore alla Pianificazione urbanistica del Comune di Como, erano presenti la vicepresidente dell’Ordine degli architetti Elisabetta Cavalleri, e il presidente del Parco Spina verde Giorgio Casati. I rappresentanti delle istituzioni hanno assunto alcuni impegni quali: necessità di rivedere la quota e la finalità delle aree che devono essere messe in vendita (il 60% dell’area in questione), in tal senso ci sono stati due incontri in Regione Lombardia per stabilire i criteri della revisione dell’accordo di programma; aprire i cancelli per la fruibilità del parco e per la mobilità dolce con l’impegno di mettere in sicurezza il percorso; spostare parte dei servizi sociali del Comune presso Via Napoleona; delegare il Dr Giuseppe Carrano, funzionario dell’Asst, a seguire il rapporto con le associazioni per individuare uno spazio interno alla struttura di via Napoleona da adibire a servizio di partecipazione. La vicepresidente dell’ordine degli architetti ha chiesto la totale apertura dello spazio per renderlo fruibile al quartiere e la realizzazione della piazza antistante il monoblocco, mentre il presidente del parco Spina Verde si è reso disponibile per una progettazione comune. Gli interventi dal pubblico hanno ribadito che il Comune ha la massima responsabilità politica per i lunghi tempi della realizzazione del progetto dal punta di vista urbanistico e per mancanza di una visione generale.  La città aspetta da molti anni la realizzazione della Cittadella della salute, hanno ribadito i rappresentanti della rete e, pur apprezzando lo sforzo in atto di concentrare i servizi sparsi nella città, hanno chiesto di passare da una fase di riempimento del contenitore, con lo spostamento di funzioni dalla città all’area dell’ex ospedale, ad un progetto integrato più coraggioso che sappia far dialogare i diversi servizi.

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