Comune senza cultura/ Addio Wow music festival

È saltato il Wow music festival, manifestazione che nei passati quattro anni ha animato con musica gratis e di livello le serate di inizio estate a Giardini a lago, a Como.

Se ancora ci fossero dubbi, la giunta comunale comasca conferma che razzismo e ignoranza vanno di pari passo. Non solo, quest’anno la lotta alla cultura passa anche per il boicottaggio più o meno esplicito delle manifestazioni culturali locali.

Molte sono le voci che in questi giorni si stanno levando stanno contro la povertà di iniziative estive di Como (e d’altronde ci si può domandare quanto realmente possa interessare pulire con serate culturali l’immagine di una giunta xenofoba come quella lariana); ultima in ordine di tempo, è arrivata la resa del wow music festival.

Già raccontato da noi in passato, questo festival di musica indie-pop gratuita non arriverà alla quinta edizione. Un peccato, sia per le serate che regalava che per i nomi che attirava sulle rive del lago. [Pc, ecoinformazioni]

Qui il testo integrale del comunicato con cui viene annunciata la mancata quinta edizione:

«Amiche e amici di wow music festival, dobbiamo dirvi una cosa: quest’anno il festival non si terrà.
Lo annunciamo con un po’ di tristezza nel cuore perché quattro edizioni di questo piccolo—grande evento sono state un turbinio di emozioni, sacrifici, soddisfazioni e ci dispiace disattendere le aspettative di chi sperava di avere — anche nel 2019 — un festival (non solo) musicale GRATUITO a Como città, nella splendida cornice del Tempio Voltiano.
Ne approfittiamo anche per dissociarci dal virgolettato citato come titolo in un articolo apparso oggi sul quotidiano La Provincia di Como. Non ci piace essere strumentalizzati, avendo sempre offerto un dialogo onesto e chiaro: il supporto del Comune in questi anni è stato importante, ma riteniamo che la stessa Amministrazione non abbia più fornito le condizioni necessarie per programmare — con il congruo anticipo — un evento di tale portata.
wow music festival, come tutti gli eventi gratuiti e all’aperto, si conferma un format che, per raggiungere la sostenibilità, richiede precisi equilibri: anche il poco supporto dal tessuto produttivo del territorio e le insostenibili normative in termini di sicurezza sono risultati fattori decisivi.
Siamo partiti con l’entusiasmo e la follia che servono per creare un evento del genere in una piccola città e in questi anni abbiamo lottato per realizzare un festival che fosse bello, apprezzato da pubblico, media e addetti ai lavori di tutta Italia: le condizioni attuali non ci permettono di investire nuovamente tempo ed economie.
Vogliamo ringraziare tutto il nostro pubblico (che è stato con noi nelle giornate di sole, di freddo e anche con la pioggia) e i tanti artisti passati dal festival, che nel frattempo sono diventati grandi, grandissimi.
Vogliamo ringraziare anche e soprattutto tutti coloro i quali ci hanno sostenuto e hanno lavorato con noi in questi quattro anni: grazie, siete stati davvero fantastici.
Non sappiamo dirvi se wow music festival finirà qui o meno. Quello che sappiamo è che ci mancherete. Vi mancheremo?


Un abbraccio,
Alessio, Edoardo, Franco, Giovanni, Leopoldo, Lorenzo, Matteo, Matteo, Michele, Stefano, Paolo».

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