Salviamo la ciclabile cittadina dalle lobby/ Fff sciopera in bici il 20 luglio

Futuro a tinte fosche per il tratto comasco del percorso ciclabile Euro Velo 5, la cui realizzazione dovrebbe essere completata entro il prossimo anno. Interamente percorribile in bicicletta, la direttrice sud-nord che collega Brindisi a Londra attraverso sei Stati europei è lunga 3300 chilometri e transita anche per il capoluogo lariano.

Il progetto, integrato nel programma operativo regionale Fesr 2014-2020 della Regione Lombardia sottoscritto dal Comune di Como il 23 dicembre 2016, ha un costo locale di 1,4 milioni di euro finanziato per il 55 per cento dall’Unione Europea e il restante 45 dal Comune di Como. Per usufruire di questo finanziamento è però necessario ultimare tutti i lavori entro il 2020, altrimenti i fondi europei prenderanno altre strade, si presume tutt’altro che ciclabili.

Ma a due anni e mezzo dalla approvazione e a poco più di un anno dalla scadenza, nessuno dei cinque lotti previsti per i lavori è ancora iniziato. E l’incubo che Como stia perdendo l’ennesimo treno verso la modernizzazione si fa sempre più consistente. Ma quali sono i motivi di questo esagerato ritardo? Le informazioni che filtrano dal Comune sono generiche e contrastanti ed evitano soprattutto di entrare nel merito delle cause.

«Stiamo recuperando il tempo perso, non tutto per causa nostra – afferma l’assessore alla Viabilità del Comune di Como, Vincenzo Bella -. Entro ottobre daremo il via al primo lotto. D’altra parte il tracciato cittadino richiede una serie di verifiche volte a individuare la soluzione migliore. Comunque entro fine anno contiamo di avviare altri due lotti». Già, ma i lotti sono cinque, e con questo ritmo ultimarli entro il 2020 rischia di diventare una mission impossibile che come conseguenza porterà alla perdita dei fondi europei faticosamente ottenuti. «Noi comunque non intendiamo perdere il finanziamento – chiarisce Bella – stiamo solo valutando la soluzione migliore».

Secondo i bene informati la realizzazione della pista ciclopedonale a Como sarebbe in realtà bloccata nel secondo lotto, a causa di una quarantina di posti auto che sarebbe necessario eliminare in via Mentana, una delle vie da cui dovrebbe passare il tracciato cittadino. E i ritardi da parte del Comune dovuti alla complicata individuazione di un percorso alternativo.

L’eliminazione degli stalli sarebbe infatti vista come fumo negli occhi dagli esercenti del mercato coperto, che a causa di un ipotetico calo di affari dovuto alla perdita dei posti auto hanno dichiarato guerra aperta alla ciclabile attraverso i propri rappresentanti di Confesercenti, voci peraltro molto ascoltate a Palazzo Cernezzi. Perché sulle biciclette, mezzi di locomozione per alcuni superati e utili solo a infastidire bottegai e automobilisti, come è noto non si possono caricare cassette di frutta e ortaggi.

Così da via Vandelli, sede dell’associazione di categoria, tengono l’artiglieria allertata dall’autunno scorso, periodo nel quale sono iniziate le ostitlità. «In via Mentana siamo pronti allo scontro aperto – proclama Angelo Basilico, direttore dell’Ufficio sindacale -. La ciclabile vadano a farla davanti ai centri commerciali senza dare ulteriori fastidi agli esercenti del mercato, già in grave difficoltà. E se insisteranno nel proposito, siamo pronti a seminare chiodi sulla via», aggiunge scherzando per chiarire che via Mentana è l’ultimo bastione.

C’è tuttavia chi non condivide affatto la levata di scudi degli esercenti, e non solo perché si trova a essere parte in causa. «Il riassetto urbanistico dei quartieri dovuto al transito delle piste ciclabili ha dimostrato di portare benefici non solo agli utenti della strada, ma anche e in grande misura alle attività di vendita e di servizi – sostiene Giulio Sala di Fiab Como, Federazione Ambiente e Bicicletta che aderisce al Coordinamento associazioni per l’Ambiente e la Mobilità (Caam) del territorio comasco -. Uno studio della Federazione ciclisti europei evidenzia come fare sistematicamente acquisti in bicicletta comporti invece un aumento del volume di vendite. Perché se è vero che si compra meno merce, si tende a farlo con regolarità. Per spiegare queste cose al sindaco e all’assessore Bella abbiamo scritto loro due volte, nel novembre e nel febbraio scorso, ma alle nostre lettere non hanno neppure risposto».

Eppure i segnali in materia di acquisto mediante mobilità sostenibile sono incoraggianti a leggere quanto riportato sul quotidiano Sole 24 Ore del 25.5.2017, secondo cui il solo mercato del turismo della bicicletta produce in Europa un giro di affari di 44 miliardi di euro. «In Italia abbiamo ancora molta strada da fare in questa direzione – incalza Patrizia Signorotto di Legambiente, anch’essa aderente al Caam -. Sostenere realizzazione e incremento delle piste ciclabili cittadine è una lotta culturale che comporta una rivoluzione delle nostre abitudini e nella quale dovrebbe impegnarsi chiunque abbia a cuore la mobilità sostenibile, che a sua volta è un modo per difendere l’ambiente».

E a proposito di lotte, anche il gruppo comasco del Movimento Fridays for future (Fff) si prepara a difendere la realizzazione della ciclabile cittadina con uno sciopero in bici e una manifestazione di piazza. «Più biciclette significa meno automobili, aria più pulita, meno morti sulle strade, più sicurezza – affermano dal Gruppo -. Ma quello che più ci interessa è connetterci ad altri cittadini del mondo come noi attraverso questa mobilità. Per questo vorremmo portare avanti la lotta oltre i confini della città, oltre la nazione: questo è un appello con cui vi invitiamo a unirci per un obiettivo comune. Non riguarda solo una piccola città: coinvolge l’Europa.».

Lo sciopero in bici di Fff si terrà sabato 20 luglio con ritrovo alle 15,30 presso il Monumento ai Caduti e conclusione ai giardini a lago (zona locomotiva). In serata open mic, jam session e cena condivisa (ognuno porta strumento musicale e cibo). La manifestazione si terrà il giorno successivo per tutta la giornata in piazza Cavour, con stand informativi di svariate associazioni, laboratori per bambini e adulti, musica, possibile partecipazione dell’Università dell’Insubria con interventi su mobilità sostenibile. Date e orari, ancora provvisori, saranno confermati sul profilo Facebook del Movimento. La corsa per salvare la ciclabile cittadina è solo iniziata. [Fabio Germinario, ecoinformazioni]

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