Giorno: 27 Settembre 2019

Fridays for future/ La lotta ambientalista sfila per Como

Dalle caserme a piazza Cavour, nel tardo pomeriggio di venerdì 27 settembre più di 700 persone hanno manifestato per il terzo Sciopero globale contro la crisi climatica, sull’onda delle proteste di Greta Thunberg. [Presto on line anche il pezzo di Fabio Germinaio].
La scelta di non manifestare in mattinata, come invece è accaduto nel resto d’Italia, aveva come fine l’inclusione di lavoratori e non-studenti all’interno del corteo.

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Il Movimento nonviolento scrive a Greta Thunberg

In occasione dello Sciopero globale per il Clima, il Movimento 
Nonviolento ha scritto una lettera aperta a Greta Thunberg.

Dear Greta,
come milioni di altri adulti, mi sento interpellato dalle tue parole.
La tua azione ha rimesso in moto un vasto movimento che attendeva 
l’occasione per mettere sotto i riflettori il tema dei cambiamenti 
climatici, decisivo per il futuro dell’umanità. Il tuo sciopero Fridays 
for Future è stato la scintilla che ha acceso il fuoco; la legna da 
ardere era già pronta.
Siamo in tantissimi a chiederci, e non da oggi, cosa possiamo fare. Ora 
sappiamo che non c’è più tempo e che forse finalmente ci sono le 
condizioni per cambiare. Il lavoro per invertire direzione è enorme. Ma non ci sono alternative. Per questo non serve dividerci in un noi (i presunti buoni) e un loro (i presunti cattivi), da una parte le vittime (innocenti?) dall’altra i carnefici (malvagi?). Siamo tutti coinvolti.
Le cose, purtroppo, sono molto più complesse.
Come quando c’è un incendio da spegnere: non serve cercare e incolpare 
il piromane, bisogna darsi da fare a buttare acqua e soffocare i nuovi 
focolai. Una volta messo in sicurezza il clima, potremo anche dedicarci 
ad individuare le cause profonde della malattia, che risalgono 
all’inizio dell’industrializzazione avvenuta nei secoli scorsi, ad un 
tipo di sviluppo energivero, basato su fonti energetiche fossili, che 
non era sostenibile. Molti l’avevano già capito e denunciato. Il Mahatma 
Gandhi, già nel 1909, più di un secolo fa, nel suo libro Hind Swaraj, Vi 
spiego i mali della civiltà moderna, condannava lo sviluppo lineare e 
metteva la globalizzazione sul banco degli imputati.
C’è quindi bisogno di una grande alleanza per affrontare l’emergenza, 
governi e cittadini insieme. I politici al potere, nelle democrazie, 
sono lo specchio di quel che esprime la società. Siamo tutti inquinatori 
e siamo tutti inquinati. Ognuno, dunque, deve fare la propria parte, e 
saranno poi le grandi scelte della politica (sul commercio mondiale, le 
fonti energetiche, i sistemi di trasporto, lo sviluppo delle città, le 
migrazioni, l’agricoltura, l’industria, ecc.) a determinare il prossimo 
futuro. C’è bisogno di un’alleanza tra scienziati, politici, industriali, 
agricoltori, cittadini, lavoratori, studenti, consumatori, tutti 
insieme, perchè tutti siamo partecipi al problema e quindi alla 
soluzione. Soprattutto noi, che viviamo nella parte ricca del globo, 
abbiamo una responsabilità in più rispetto alle masse dei poveri che 
faticano ad accedere ai servizi essenziali.
Non sarà facile accordarsi sulle soluzioni, perché prevalgono gli 
egoismi di parte. Ognuno vorrebbe che a cambiare per primi fossero gli 
altri. Le calotte polari, che hanno iniziato a sciogliersi, non 
attenderanno però i nostri tempi politici. Dobbiamo trovare il modo, 
subito, per rendere possibile la necessaria conversione ecologica. 
Dobbiamo dimostrare con i fatti che consumando meno (meno Co2 in 
atmosfera) si vive meglio e si è più felici. Solo quando un 
comportamento virtuoso diventerà conveniente, allora potrà trasformarsi 
in scelta politica valida per tutti, su larga scala.
In questa battaglia planetaria non ci saranno vinti e vincitori. O tutti 
vinti, o tutti vincitori. Ci vuole per questo un patto 
intergenerazionale. Se coloro che nasceranno domani hanno diritto ad un 
ambiente sano e vivibile, chi oggi è già nato e consuma risorse non 
rinnovabili, deve potersi riscattare. La grande campagna necessaria, 
prioritaria su tutto, è quella per il disarmo climatico.
Come umanità, con tutte le generazioni viventi, dobbiamo dichiarare pace 
con la natura e riporre le armi che hanno ferito il pianeta.
Il vasto movimento che si è messo in moto, di cui tu sei una delle 
espressioni, può fare molto: una campagna contro le spese militari 
globali, per dirottare gli investimenti dal settore militare e bellico 
verso quello della ricerca per le nuove fonti energetiche e per la 
pulizia degli oceani inquinati dalle plastiche. È l’unica guerra che 
vale la pena di combattere. Le altre vanno disertate.
L’opinione pubblica è una potenza che può spostare gli equilibri 
politici. La più grande forza che abbiamo è quella della nonviolenza. 
Siamo tutti sulla stessa barca che si chiama pianeta Terra.
Grazie per quello che fai.
Mao Valpiana presidente del Movimento Nonviolento
[Fi, ecoinformazioni]

GenerAzioni/ Congresso conclusivo per un dialogo tra passato e futuro

Termina GenerAzioni@ComUnità, progetto durato un anno ma iniziato molto prima in collaborazione con Csv Como e Csv Insubria.
Il centro congressi Medioevo, al 4 di via Lucini, a Olgiate Comasco, ha ospitato nella mattinata di venerdì 27 settembre, la conferenza conclusiva dell’esperienza che ha occupato oltre 100 persone in un anno di volontariato attivo all’insegna del dialogo generazionale tra giovani e anziani.

Massimo Patrignani, moderatore, ha fatto gli onori di casa, per poi passare subito la parola, per i saluti istituzionali a Stefania Mancuso, assessora ai servizi sociali del comune di Olgiate. Mancuso ha ringraziato i promotori del progetto, che ha messo in dialogo i senior come parte ancora attiva della società e i giovani come generazione in cerca di posizione nell’ambito sociale. La stessa giunta comunale può, secondo l’assessora, ispirarsi a questa iniziativa data la sua utilità verso la cittadinanza.

Mariangela Cavadini, vicepresidente di associazione Anteas, promotrice di GenerAzionj@ComUnità, ha poi auspicato che iniziative come queste possano ripetersi nel mettere in gioco la totalità della cittadinanza.

La conferenza vera e propria si è poi aperta con l’intervento di Giuseppe Livio, formatore, che ha parlato della questione demografica nel comasco.
Negli ultimi anni la popolazione è aumentata, principalmente per via della presenza degli stranieri, i quali costituiscono tutt’ora un problema irrisolto. Manca un modello politico per affrontare la questione dell’integrazione dei non autoctoni.
La grossa questione, però, riguarda le nascite: tra 2012 e 2019 si registra un netto calo delle nascite (20%). In questo, Como è specchio dell’Italia, dato che alla crescita demografica non corrisponde un aumento delle nascite. Inoltre, i dati riguardanti la popolazione risentono dei cosiddetti baby boomer, che portano ad avere un numero di cinquantenni doppio rispetto ai nascituri.
La popolazione invecchia e questo, oltre che essere sintomo delle migliori condizioni di salute medie, porta a una diminuzione dell’impiego della generazione tra i 35 e i 45 anni.
Ci sono, in sintesi, delle problematiche da districare: il bisogno di giovani, la questione dell’integrazione degli stranieri, la presenza degli anziani in comunità e, infine, la gestione del mercato del lavoro alla luce della situazione generazionale.
Sul piano occupazionale, comunque, l’Italia ha due grossi buchi da tappare rispetto al resto dell’Europa: l’occupazione femminile troppo bassa e l’inserimento dei giovani nel mondo del lavoro.

Gli anziani hanno dunque un grande potere che devono convogliare nella società tramite un’azione attiva e utile per la cittadinanza.
Per parlare di questo tema è stata invitata Franca Livio Manoukian, psicosociologa dello studio Asp di Milano.
La seconda relatrice ha descritto un mondo in continuo mutamento, demografici come anche economici.
Questi mutamenti mettono in gioco anche gli anziani, che devono guardare al passato per poter guardare al futuro prossimo con consapevolezza. Questa prospettiva, secondo la relatrice, si costruisce dal rapporto col contesto e da quello con sé stessi; Franca Olivetti ha descritto i possibili atteggiamenti che può assumere l’anziano in realzione alla sua autopercezione e alla sua visione di ciò che lo circonda. La pensione, secondo la psicosociologa, può essere vissuta come momento negativo di esclusione ed inutilità, che porta ad isolarsi e ad allontanarsi dagli altri.
D’altro canto, altre persone possono vedere nel ritiro dal lavoro la possibilità di intraprendere altre attività, cercando di vivere realmente.
Esistono poi due posizioni intermedie: da un lato c’è chi vede nel pensionamento la possibilità di intraprendere una vita nuova, finalmente dedita a sè e scevra da preoccupazioni esterne; dall’altro, può accadere che l’uscita dal mondo del lavoro sia vissuta come momento di possibile libertà, frenata però da una serie di interrogativi sui propri limiti e sulle proprie reali capacità.
Queste due categorie sono le vere destinatarie di progetti come GenerAzioni@ComUnità, dato che possono essere accompagnate alla lettura dei cambiamenti in senso propositivo. Il patrimonio di competenze delle persone anziane, frutto soprattutto dell’esperienza di difficoltà ed errori per districarsi nella complessità della vita, sono una possibile guida per le generazioni che hanno un minore bagaglio di esperienze. Il rapporto tra generazioni, però, non va letto in termini univoci ed è anzi fondato sul dialogo e sul confronto volto a costruire un mondo migliore.
Nei microcontesti è primario il valore di determinati comportamenti e di obbiettivi specifici: il contenimento delle disuguaglianze e la ricerca di ponti tra le diversità e le fratture tra gruppi e individui.

Dopo due letture da parte di lettori volontari, entrambe riguardanti il valore in chiave futura della condivisione e dell’impegno presenti, ha preso parola Marta Colmegna, coordinatrice di GenerAzioni@ComUnità, che ha presentato il lavoro svolto durante l’anno dai volontari aderenti al progetto.
Anteas servizi dei laghi, Auser, Ancescao, Ada e Arci Como sono i partner del progetto, che ha preso vita con iniziative di letture per senior e bambini, anche itineranti, tra Lurate Caccivio, Villa Guardia, Albiolo, e Veniano. A Olgiate è stato invece intrapreso un progetto di musica, coordinato da Arci magic bus e Ancescao.
Sempre a Veniano è stata inaugurata la mostra Io ci sono!, serie di ritratti fotografici di anziani realizzati da Alle Bonicalzi all’interno del progetto.
La riuscita di Generazioni@ComUnità è testimoniata dalla gioia degli stessi volontari che, come hanno sottolineato due di loro nell’intervento successivo, si sono messi in gioco, si sono divertiti, hanno dialogato con generazioni che prima parevano meno vicine e che si sono scoperte, in realtà, più affini del previsto.

Ultimo intervento è stato quello di Barbara Di Tommaso, consulente psicosociologa per la progettazione nel sociale, a cui è stato assegnato il compito di proporre una lettura in prospettiva sui temi affrontati nel corso della giornata.
L’ultima relatrice ha proposto di vivere l’attività di volontariato e l’esistenza delle persone anziane come un lasciare le tracce su cui i posteri possano muoversi.
La lettura come possibile strumento di scambio tra generazioni appare efficace, soprattutto in contesti altri rispetto alla famiglia. Serve una situazione neutrale che consenta l’ascolto e la trasmissione di valori e conoscenze non solo dal più al meno anziano, ma anche viceversa. L’educazione, afferma Di Tommaso, è reciproca: bisogna leggere il passato assieme, per costruire un futuro condiviso e senza individui isolati.
Il futuro, infine, è e deve essere voglia di ripetere migliorare iniziative come GenerAzioni@ComUnità, sperando che anche le istituzioni ne traggano profitto e insegnamento e si avviino verso politiche sociali che non escludano nessuno, permettendo a tutti di essere attivi.

In chiusura del convegno si sono esibiti i 7grani, che hanno suonato I vecchi e Il miracolo della vita, poesie scritte nell’ambito del progetto e messe in musica in vista del concerto di domenica 29 settembre alla casa di riposo di Olgiate grazie al lavoro di Arci magic bus e dei volontari che hanno collaborato all’iniziativa.

[Pietro Caresana, ecoinformazioni]

Presto on line sul canale di ecoinformazioni i video di Massimo Patrignani.

29 settembre/ Circolo Ambiente “Ilaria Alpi”/ Camminata “Zoc del Peric”

il Circolo Ambiente Ilaria Alpi in collaborazione con le associazioni Le Contrade e Casa delle Erbe vagabonde organizza la Camminata tra i sentieri del Plis Zoc del Peric che si terrà domenica 29 settembre, a Inverigo, Alzate Brianza e a Lurago D’erba

Si ricorda che nelle aree del Plis Zoc del Peric proprio il Circolo Ambiente Ilaria Alpi nelle ultime sei estati ha organizzato il Campo di volontariato internazionale Brianza hills, grazie al quale decine di giovani provenienti da tutto il Mondo, sono intervenuti per la sistemazione ambientale delle zone naturali del parco, dove tra l’altro sono stati installati alcuni pannelli informativi, che verranno inaugurati proprio nel corso della camminata di domenica 29 settembre.

L’escursione è aperta a tutta la cittadinanza, attraverserà il territorio naturale dei tre comuni che fanno parte del Parco Locale: Alzate Brianza, Lurago d’Erba e Inverigo; proprio quest’ultimo è da pochi mesi entrato a far parte ufficialmente del Plis, raddoppiandone di fatto la superficie, che è così passata da 100 a 200 ettari complessivi. E la passeggiata andrà appunto alla scoperta anche dei sentieri che attraversano le aree verdi di Cremnago annesse al Plis. Infatti la camminata ha lo scopo di far conoscere, attraverso la visita guidata, le peculiarità ambientali del territorio compreso nel Parco dalle zone verdi di Cremnago all’area umida dello Zoc del Peric, quest’ultima e ha confine tra Lurago e Alzate.

È prevista inoltre la presenza di esperti naturalisti, che faranno brevi presentazioni della fauna e della flora tipiche del Plis

  • Arturo Binda: Gli anfibi: rane, tritoni, salamandre … e la rana di Lataste
  • Walter Sassi: Gli uccelli: migliarino, tuffetto, porciglione, poiana … e molti altri
  • Francesco Giordano: Le erbe spontanee: tarassaco, piantaggine, ortiche … non erbacce ma nostre amiche

informazioni per la Camminata.
Partenza alle 09 da Fabbrica Durini e precisamente dal parcheggio di via Monte Rosa (di fronte al civ. 74). L’arrivo è previsto nello stesso punto verso le ore 15:30 circa.
Il percorso, ad anello, è di 8 km circa, con dislivello minimo.
La camminata è aperta a tutti, adulti e bambini; si chiede di inviare un’email a info@circoloambiente.org
I partecipanti dovranno portare pranzo al sacco e acqua; si consigliano scarpe da trekking e abbigliamento adeguato.
In caso di maltempo, la camminata sarà rimandata a data da destinarsi.
L’iniziativa ha ottenuto il patrocinio dei Comuni di Alzate Brianza, Inverigo e Lurago d’Erba.
[Fi, ecoinformazioni]

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