Fridays for future/ La lotta ambientalista sfila per Como

Dalle caserme a piazza Cavour, nel tardo pomeriggio di venerdì 27 settembre più di 700 persone hanno manifestato per il terzo Sciopero globale contro la crisi climatica, sull’onda delle proteste di Greta Thunberg. [Presto on line anche il pezzo di Fabio Germinaio].
La scelta di non manifestare in mattinata, come invece è accaduto nel resto d’Italia, aveva come fine l’inclusione di lavoratori e non-studenti all’interno del corteo.

Non esiste pianeta B! Salviamo questo qui!

Un solo pianeta! Abbiamo un solo pianeta!

Siamo tutti ambientalisti!

Questi alcuni dei cori che le centinaia di manifestanti hanno cantato nel percorso del lungo corteo che ha attraversato Como per sensibilizzare la cittadinanza e la politica locale sulla situazione climatica, che si fa sempre più pressante.

La Siberia, l’Africa e l’Amazzonia in fiamme sono i sintomi di una situazione insostenibile che ha un unico colpevole: l’uomo.
Greta Thunberg, ormai icona mondiale di una lotta cruciale che rischia di essere stata iniziata troppo tardi, ha parlato dagli Stati Uniti accusando le potenze mondiali di aver condannato le generazioni future all’estinzione.


Dalle parole della sedicenne svedese si sono mossi gli interventi dei manifestanti, che hanno ribadito l’importanza di agire subito a livello globale senza risparmiare la realtà locale con i propri strali. La ciclabile che dovrebbe andare da Londra a Trieste è ancora ferma a Como, bloccata dagli interessi economici di una città troppo legata alla propria immagine di sito turistico-commerciale. Al posto della ciclabile transeuropea, infatti, è progettato un parcheggio che agevoli la dimensione commerciale e a misura di turista della città.

Purtroppo, sono molte altre le contraddizioni che sta evidenziando la giunta locale, come dimostra il fatto che le proposte che Fridays for future Como aveva consegnato all’assessore Galli in giugno siano ancora nel cassetto, in attesa di essere discusse. Eppure, il collettivo ambientalista comasco chiedeva atti semplici ed elementari per una città che voglia dimostrarsi minimamente lungimirante: il passaggio a una Como plastic-free, la riduzione del traffico e una miglior gestione dei rifiuti sono solo alcuni esempi delle proposte portate da Fff.

Como non sembra volersi allineare a quei troppo pochi esempi mondiali che, sollecitati dagli scioperi pacifici di Thunberg, hanno dichiarato l’emergenza climatica e hanno iniziato ad adottare provvedimenti politici in conseguenza di ciò. I manifestanti, però, sono agguerriti, come dimostra uno dei cori cantati durante il corteo:

Se non cambierà bloccheremo la città!

[Pietro Caresana, ecoinformazioni]

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