Albate/ Una mattinata per la Costituzione


Il 2 giugno, per conto della Ucc (Unione Circoli cooperativi) di Albate, abbiamo chiesto alle persone che passavano dal bar e dalla vicina strada che ne pensassero della Costituzione. Solo una ventina di persone hanno risposto, con diverse opinioni non tutte consone alla celebrazione della Repubblica. Difficile il confronto.


La Costituzione è conosciuta ( gli intervistati erano però tutti oltre ai trent’anni) ma la maggior parte ha segnalato delusione, percé è poco applicata. È una Repubblica fondata sul lavoro, ma molti hanno dovuto lasciare il Sud, la loro terra, per poter lavorare; è la Carta dei diritti dei più deboli, ma una persona con un figlio diversamente abile fa una gran fatica a sostenerlo nella vita quotidiana; sfiducia e marezza anche dell’ex carcerato che non è riuscito ancora a reinserirsi nel quartiere.

Qualcuno ha sottolineato che la scelta di spese militari a scapito delle spese sociali e per la salute di tutti, si è evidenziata particolarmente  in questo lungo dramma della pandemia. Altri denunciano che specialmente oggi c’è poca attenzione per i più deboli e i più fragili. È  necessario far conoscere meglio questo “Vangelo” laico ai giovani nelle scuole.

E c’è stato anche il racconto di chi ha vissuto quei giorni del 1946: la tensione e l’attesa, le diverse forze sociali che sostenevano la monarchia, ma anche la gente comune che voleva invece la Repubblica.

Per noi la mattinata del 2 giugno è stata intensa, al di là di tristezza e delusione per l’idea prevalente tra gli intervistati di una Costituzione, affascinante, piena di ideali, ma poco realizzata, c’è stato dialogo, riflessione. Il ritornare a discutere e a confrontarci in mezzo alla gente è sempre la via maestra. Dialogo, confronto, per far crescere la buona politica fondata sulle idealità che resero possibile la Repubblica. [Luigi Nessi e Peppino Molteni]

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