Il 27mo congresso della Acli di Como

Emanuele Cantaluppi, presidente uscente Acli di Como

Si è svolto ieri, domenica 4 ottobre, nel Seminario di Muggiò, il 27mo congresso delle ACLI di Como, dal titolo impegnativo e pieno di speranza “ACLI 2020, più uguali. Viviamo il presente costruendo il domani”.

70 delegati si sono confrontati per tutto il giorno su queste parole, già impegnative per la ricerca di uguaglianza e giustizia sociale, temi che il movimento aclista vive dalla sua nascita. Dai numerosi interventi dei delegati e degli ospiti, queste tematiche, sono emerse più volte; l’attualità dell’attenzione agli ultimi, che la tragedia di don Roberto ha portato più che mai all’attenzione della nostra città e non solo; l’attualità di un ceto popolare sempre più schiacciato verso il basso a causa di anni di crisi e che la pandemia ha maggiormente evidenziato, facendo aumentare notevolmente le situazioni fragili e impegnative. Cose queste – l’attenzione per i più deboli, un nuovo “welfare” più attento – che la politica tante volte dimentica. Cose queste che invece l’enciclica di papa Francesco Laudato si’ e la nuova Fratelli tutti  sottolineano in modo notevole.
Congresso, momento importante anche come fatto di democrazia interna; i delegati hanno votato per il rinnovo del Consiglio provinciale e i delegati per i congressi regionali e Nazionali; un lungo iter democratico di confronto. Infatti questo Congresso è stato preceduto dalle Assemblee dei Circoli, che hanno coinvolto soci e socie e le numerose attività associative presenti nel territorio. La giornata è stata aperta dalla relazione del presidente uscente Emanuele Cantaluppi, persona che il nuovo Consiglio, che si riunirà entro 15 giorni per decidere le nuove cariche, dovrebbe riconfermare per i prossimi 4 anni e per gli impegni futuri. [Luigi Nessi, ecoinformazioni]

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