Nonunodimeno/ Motivare allo studio

Nella serata di mercoledì 25 novembre si è svolta la conferenza Perfetti sconosciuti, incontro organizzato da Nonunodimeno sul tema della motivazione allo studio.
Sono stati invitati come relatori Luca Villa, psicopedagogista, Maria Adele Pozzi, psichiatra, e Ilia Benedetti, mediatrice familiare e presidente dell’associazione Familiarmente noi.

È stata Ilaria Brenna, direttrice dell’Enaip di Cantù e coordinatrice di Nonunodimeno, a fare gli onori di casa raccontando l’impegno del progetto nel cercare prospettive alternative nel campo dell’educazione scolastica.
Il tema della serata è stata la motivazione allo studio.

Come ha sottolineato Villa, in questo momento storico di pandemia è veramente difficile affrontare questo argomento.
La responsabilità di un successo o di un insuccesso può essere attribuita a fattori interni o esterni all’individuo. Nei casi più estremi succede che le persone (nel caso specifico, studenti) tendono ad esasperare le proprie responsabilità o a deresponsabilizzarsi totalmente sia che le cose vadano bene, sia che vadano male.
Nello specifico, il primo estremo porta a colpevolizzarsi troppo, fasi depressive e bisogno di conferme positive dall’esterno, arrivando a creare vera e propria depressione patologica e senso di onnipotenza o impotenza.
Effetti collaterali del secondo caso sono invece l’autoassoluzione e bassa autostima che possono condurre a passività e credenze irrazionali nei confronti degli altri e persino a livello magico-superstizioso; il ragionamento di fondo, insomma, è che nulla dipenda dalle capacità della persona.

Bisogna che i ragazzi imparino a gestire il concorso di responsabilità ed eventi che porta a conseguire determinati risultati, acquisendo una prospettiva realistica sulle proprie capacità e creando un corretto senso di autoefficacia.
Le famiglie sono fondamentali in questo processo soprattutto nella metabolizzazione di risultati scolastici negativi, che vanno accolti non punendoli in quanto fallimenti, ma ragionando in modo propositivo sull’accaduto.
La motivazione è un elemento estremamente complesso e composto da diverse dimensioni. Elementi di motivazione basilari sono il successo, il potere, l’inserimento nel gruppo e la competenza. Nelle scuole, ha fatto notare il relatore, si valuta soprattutto l’ultima di queste, cosa ovviamente deleteria per la formazione e per la tutela psicologica degli studenti, che devono essere incentivati in ciascuno di questi campi ed aiutati a gestire i propri risultati.
Oggi, lontano dal gruppo classe ed isolati dai compagni, moltissimi/e studenti e studentesse sono totalmente demotivati, in crisi depressiva e in stato di generale sofferenza.
Secondo Luca Villa, sarà al momento della riapertura che si vedrà quanti danni la chiusura totale sta facendo.

Quest’ultimo monito è stato tristemente confermato da Maria Adele Pozzi, che ha fornito una spiegazione biologica riguardo i temi trattati nell’intervento che l’ha preceduta.
Si è dunque parlato dell’aspetto neuronale relativo la relazione, l’empatia e lo sviluppo fin da piccoli delle capacità sociali grazie all’esempio.
Le condizioni di vita attuali sono traumatiche per le categorie più fragili (bambini ed anziani), ma hanno un forte impatto anche sui ragazzi, che necessitano di un ambiente sicuro che, attualmente, è difficile da costruire se non in famiglia.

Proprio riguardo la famiglia ha parlato Ilia Benedetti.
Insieme alla scuola e, secondariamente, ai gruppi amicali, il nucleo familiare è fondamentale per sostenere i figli e le figlie nel non perdere la motivazione.
I genitori devono essere coerenti nel loro progetto educativo e mettersi in gioco soprattutto in questo momento drammatico e pesantissimo per tutti, ma specialmente per i ragazzi e le ragazze a cui sono negati scuola, socialità e felicità. [Pietro Caresana, ecoinformazioni]



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