La prossima edizione dell’Atlante delle guerre e dei conflitti del mondo

Mercoledì 24 febbraio alle 21, nell’ambito del Mese della Pace 2021, Como senza frontiere (Fabio Cani, Annamaria Francescato, Abramo Francescato) ha dialogato con Luciano Scalettari, giornalista di Famiglia Cristiana e, per la nuova decima edizione, curatore dell’Atlante delle guerre e dei conflitti del mondo

Un’occasione per conoscere e discutere il tema del conflitto e le situazioni di disparità presenti nel mondo che ancora oggi possiamo riscontrare e che l’Atlante ogni anno, dal 2009, si impegna a raccontare. Anche questa edizione, che come spiega il giornalista non sarà pronta prima della fine dell’estate, avrà l’obiettivo di aggiornare i suoi lettori su temi a livello mondiale e renderli consapevoli della condizione di Paesi che, almeno a livello geografico, consideriamo lontani. La geografia è uno strumento che permette di conoscere, oltre alla posizione di un paese, una città o una regione, anche la sua storia,  i suoi confini e le politiche che regolano i suoi rapporti con il resto del mondo.

Come è successo per il Congo, uno stato sconosciuto a molte persone, ma riscoperto per via dell’episodio dell’uccisione di Luca Attanasio, mentre si trovava a bordo di un mezzo della missione Onu per la stabilizzazione del Paese africano. Quello in cui si trovava l’ambasciatore italiano era un territorio particolarmente pericoloso, un luogo tuttavia dove il conflitto civile non è l’effetto di uno scontro etnico, come è spesso rappresentato, ma l’influenza di forze esterne al Paese come Cina e Stati Uniti. Una spiacevole notizia che ha aperto una strada di conoscenze in merito al paesaggio, i confini e le dinamiche politiche che caratterizzano questa regione.

Sarà un’edizione che aggiornerà sul tema della guerra e dei conflitti fra regioni, e non mancherà un piano di riflessione sul tema Covid-19, che ha evidenziato in modo ancora più palese le disuguaglianze tra nord e sud del mondo. I paesi poveri, come denuncia il direttore generale dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, non hanno accesso alle dosi vaccinali e faticheranno a riceverne. Cosa accadrà quando metà del pianeta sarà vaccinato, mentre una buona parte di esso non ha avuto la stessa possibilità? Si va verso un mondo sempre meno omogeneo che non perde occasione di mostrare il divario tra paesi ricchi e paesi emarginati. [Mara Cacciatori, ecoinformazioni]

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