Scuole chiuse/ Costretti al lavoro

Mesi di inutile e per certi versi grottesco dibattito sulle caratteristiche della dad hanno lasciato il Paese e la Lombardia impreparata ad affrontare il problema vero. L’assoluta necessità per questioni di vita o di morte di chiudere le scuole in una zona dove la pandemia avanza in modo esponenziale e trova come è ovvio nelle aule ottimi ambienti per lo sviluppo del contagio dovrebbe essere accompagnata da interventi adeguati per riconoscere il diritto dei genitori di non lavorare. La Cgil di Como segnala che i lavoratori sono state abbandonati e senza risposta dalle istituzioni. Il sindacato, subissato di richieste, denuncia la gravità della situazione e chiede immediati interventi.


«Zona arancione rafforzata: subissati di telefonate da genitori lavoratori che non sanno dove lasciare i figli. Servono i permessi straordinari

Da questa mattina [2 marzo ndr], la Camera del Lavoro di Como continua a ricevere decine di telefonate da genitori preoccupati perché, da domani, con la provincia di Como collocata in zona arancione rafforzata, i figli sono a casa da scuola e loro, dovendo andare al lavoro, non sanno come fare.
“In alcuni casi, si tratta di bambini molto piccoli – spiega il segretario generale della Cgil di Como Umberto Colombo – chiamano il sindacato per capire se esiste una soluzione, ma i congedi presenti nei precedenti dpcm sono scaduti. Servono nuovi permessi straordinari che consentano alle mamme e ai papà lavoratori di accudire i propri figli senza essere obbligati a prendere giorni di ferie. Speriamo che le istituzioni e le associazioni di categoria presentino la stessa richiesta al governo, poiché si tratta di una vera e propria necessità”». [Cgil Como]


%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: